Categoria: Poesie sull’Olocausto

Nella memoria

Punge il freddo dentro un cappotto sgualcito dalla paura logorato una stella simbolo dell’aberrante inneggia all’inciviltà dell’uomo. Lunghe file di cenci sfatti visi contorti dall’incredulità e la morte passeggia accanto la loro sorte conosce già. D’un vento traverso che spinge a forza condotti nella realtà d’un mondo inerme di fronte che solo poi scoprirà la verità. Vite umane spezzate dalla crudeltà che monito resteranno … Read More Nella memoria

Il silenzio d’una campanella

Il silenzio come agghiacciante nenia ed una campanella suona l’alba. Si corre, si tenta, la fatica è tanta. I piedi unti d’infelicità, contro, non si sente più il tatto, dentro. Gli occhi in movimento, fermi, solo un pizzico di lucidità nella mente. Come manichini, ignoti, senza volto ma con i denti, si i denti, inesistenti. Fantasmi logorati fin dentro il midollo ammucchiati in fosse … Read More Il silenzio d’una campanella

Giornata della memoria

Mai dimenticherò quella notte, la prima notte nel campo, che ha fatto della mia vita una lunga notte e per sette volte sprangata. Mai dimenticherò quel fumo. Mai dimenticherò i piccoli volti dei bambini di cui avevo visto i corpi trasformarsi in volute di fumo sotto un cielo muto. Mai dimenticherò quelle fiamme che bruciarono per sempre la mia Fede. Mai dimenticherò quel silenzio … Read More Giornata della memoria

Fermo immagine

Come in un libro di storia le immagini ferme a ricordo, in movimento ancora i passi. Stanchi e laceri nel corpo nell’anima torturata… Li vedi camminare in fila nel fermo immagine della memoria, tra filo spinato e dolore. Turbati dall’incognita , nei sogni, quali sogni… Quale futuro… E si ripete la storia, in un mondo che muove i suoi contorni tra uno stillicidio di … Read More Fermo immagine

Nella memoria

Punge il freddo dentro un cappotto sgualcito dalla paura logorato una stella simbolo dell’aberrante inneggia all’inciviltà dell’uomo. Lunghe file di cenci sfatti visi contorti dall’incredulità e la morte passeggia accanto la loro sorte conosce già. D’un vento traverso che spinge a forza condotti nella realtà d’un mondo inerme di fronte che solo poi scoprirà la verità. Vite umane spezzate dalla crudeltà che monito resteranno … Read More Nella memoria

Il cancello (Arbeit macht frei)

Rotaie ferme davanti un cancello nero di fuligine amaro risveglio oltrepassa l’inimmaginabile, l’inferno tra scheletri vivi macabro passeggio di essere umani. Sbuffa il treno dal carico pietoso valigie rotte sorrisi di pietra in fila verso stanze gasate. Non un filo di pietà congiunge uomini ad altri uomini. Donne ad altre donne, bambini dagli occhi generosi non consapevoli di fronte al giorno. Un silenzio che … Read More Il cancello (Arbeit macht frei)

Il diario della speranza

Uno scrigno di speranza il diario di una bambina lasciava cadere lievi pesanti parole in quella stanza mentre fuori… Si consumava la mattanza. Eppure leggendolo guardando la sua foto s’illumina il cuore e credi nella bontà dell’uomo. Lei guardava al cielo tra morte e dolore ci riusciva… Senza rancore. Il mondo non può non deve scordare ad occhi aperti deve restare. Quella Bambina e … Read More Il diario della speranza

La mia camera con vista

Un bel posto da dove guardare il mondo

La Grande Concavità

Scritti spazzatura sulla musica rock

Flavio Marigliani

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An Author's Life

And as imagination bodies forth The forms of things unknown, the poet’s pen Turns them to shapes and gives to airy nothing A local habitation and a name. – William Shakespeare

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Quello che cerco ce l’ho nel cuore. - Cesare Pavese -

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