La bimba dalle gote rosse

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Aveva le scarpe slacciate
saltava come un ranocchio
la bimba dalle gote rosse.

Inciampò su un lato della strada
dove il tempo aveva smesso
di contare i sassi per terra.

Fu presa e portata lontano
dove i treni non hanno stazione
solo infiniti tunnel senza luce.

Non ebbe paura di rispondere
a chi le aveva strappato un bottone
ne dello schiaffo dato per farla tacere.

Riusciva a sorridere al buio
dove i passi erano incudini
pronti a mordere l’innocenza.

Passarono gli anni della segregazione
un alito di vento asciugò il tormento
una luce uscì violenta dalla porta.

La libertà ad una manciata di secondi
era lì brillante di un azzurro mai visto
si rifletteva su quello specchio rotto.

La bimba dalle gote rosse
con le scarpe consunte ed allacciate
corse a perdifiato su per le scale.

Vide il suo corpo di donna
dieci anni di perduta giovinezza
un fazzoletto bagnato dietro la nuca
una mano, una carezza, la vita…

Si aggrappò alla certezza
di non essere più una bimba sepolta.

A tutti i bambini spariti, a quelli che non sono sopravvissuti a quelli che si sono salvati…

@Patrizia Portoghese

Naso di burro-A Giulio Regeni (Riproposta)

Giulio Regeni, tra depistaggi e tentativi di oblio: cinque anni dopo c’è un pezzo di verità grazie all’attenzione della società civile

A 5 anni dalla sua scomparsa #senzaverità

Un naso di burro

nella memoria di madre

a ricordare la stretta al cuore.

Dove sei figlio mio?

Chi ti coprì la vita

oltre il crepuscolo di un geroglifico

e strinse la tua anima

per farla volare via?

Il libro della vita

si  è chiuso nell’atrocità umana

per Te, figlio del mondo.

Ma più forte

l’icona che si fa radice

dietro il giallo di un girasole.

Un naso di burro

e un incendio di occhi

dove non c’è morte

che separi il silenzio dall’oblio.

©Patrizia Portoghese

Buon Natale

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E’ di nuovo qui,
il Natale è tornato
con le sue luci,
i suoi addobbi blu dorato.
Ogni anno è gran festa
corre frenetica la gente,
la smania non si arresta.
Compriamo pure regali
magari pochi
per amici e parenti,
ma ascoltiamo con il cuore
se c’è qualcuno
che ha bisogno d’amore.
In fondo ognun di noi spera
che quel Bimbo rinasca,
per riportare un po’ di speranza.
A chi ne ha bisogno,
in questo mondo pare
sia ormai solo un sogno.
Doniamo qualcosa
ai fanciulli
che non sanno cosa
voglia dire giocare.
Agli anziani una carezza,
una coperta d’affetto
per potersi scaldare.
L’augurio mio
è sempre lo stesso
che sia un Natale di speranza
anche questo,
che illumini i cuori di tutti.

©Patrizia Portoghese 

TU IMMACOLATA

-Bartolomé Esteban Pérez Murillo (1618 –1682) è stato un pittore spagnolo, una delle figure più importanti della pittura barocca spagnola. L’opera qui sotto è stata realizzata tra il 1645 e il 1655-

Tu che della purezza sei l’emblema

del peccato non conosci il nome.

Tu che hai raccolto dell’Angelo

il divino messaggio dell’Annunciazione.

Tu che hai raccolto le lacrime

d’un Figlio sublimato dal vero Amore.

Tu che hai toccato con candide mani

il Volto di Gesù in una mangiatoia

e accarezzato le sue ferite sulla Croce.

Tu Immacolata Concezione

Regina della pace al di là dell’universo

a salire i gradini che portano all’eterno.

Tu che hai sofferto ed hai compreso

dell’umanità e il mistero percepito.

Conduci per mano e avvolgi col tuo sguardo

nella profondità dei tuoi occhi il miracolo.

Tu Immacolata non conosci il pentimento

nella vastità del cielo stendi il tuo velo,

a schermare l’attrito tra il bene e il male

ché l’uomo non fa discernimento.

Affonda l’Amor Tuo nei cuori sofferenti

nel sollievo la gioia di quel sorriso

che solo Tu Immacolata puoi disegnare

con la punta d’una speciale Stella

a indicar la via più giusta verso la Santità.

©Patrizia Portoghese 

L’ultima neve

-Dipinto di Peder Mørk Mønsted-

Un profumo sprigiona
essenze d’ambra,
di cobalto il colore
svanisce nel bianco.

Splende rinata
una nuova rosa,
venata dalla nascente
aurora.

La brina sugella
candidi petali,
il sole scioglie
l’ultima neve.

©Patrizia Portoghese

L’AQUILONE ( A Mia Madre)

Frasi da dedicare alla Festa della Mamma e immagini per whatsapp
Ad otto anni dalla tua scomparsa, sempre nel mio cuore

Ho bisogno di nuova forza
per superare l’ennesimo dolore
e non servono lacrime,
solo veli di seta
per accarezzarti il cuore.

Stringerò le tue mani
perchè il legame non s’interrompa
e non si spezzino gli argini
d’un indelebile sentimento.

La lontananza è stato un errore
dettato dall’umana condizione
di spine conficcate senza una ragione
di esseri che hanno creato l’occasione.

Un’altra madre me l’aveva sussurrato
i genitori sono quelli che la vita…
Sì la vita!Ti hanno donato.
Perdona e sarai perdonato.

In un abbraccio di sofferenza
ora custodisco il nostro amore
perché voli ora e sempre
più in alto di mille soli.

Mamma, non sarà qui che continuerà
il nostro viaggio,
ci sarà un posto altrove che tutti dicono migliore
ed è proprio lì che atterrerà un nuovo aquilone.

@Patrizia Portoghese 

Quanno t’arivedo (ad Anna Magnani)

Anna Magnani Archivi - Fondazione Ente dello Spettacolo

E quanno t’arivedo
‘n quer firm d’allora
me bruceno l’occhi
che manco ‘r polline ce riesce
a fà sgorgà dar core
lacrime che sanno de ggioia e de dolore.

L’occhi tua neri come la pece
azzuri come ‘r cèlo
de quâ fija che tenevi pe’ mano.

Eri e sei bella…

-Bellissima-

Come ne la scena ‘ndo piaggni
come n’acqua santiera
e pareno secoli de lucciole accese
quê pupille a forma de còre.

‘Ndo sei ita Nannarè?
A fà sognà l’angeli
come queli che voleno
drento ‘e chiese de Roma.

Sì, ce sei riuscita
li vedo lassù, se culleno
su li sorisi che je doni tu.

E quanno t’arivedo
passeggià co’ quer viso
che de le rughe se ne fà ‘n vanto
me viè da ride a penzà
a certe sfiancate d’oggi
che nun sanno fà li conti cor passato.

Facce ride! Facce piagne Nannarè!

Ancora ‘na vorta, ‘na vorta ancora
stamo qui a guardà ‘sta luna de Roma
fusse che ‘na stella se stacca
e riscenne su ‘sta tera… Ora.

Quanno t’arivedo
drento ‘ste pelicole amaranto
penzo a com’oggi ‘sto monno gira all’incontrario
credenno de ritrovà ner sogno ‘n monno
sano e ggiusto, semprice e sovrano.

E strade de ‘sta città
te piagneno pe’ l’eternità
sei ‘a sposa der ponentino, nun lo dimenticà!

Sona ‘sta musica e me pare de sentilla
‘na canzone ritornata dar passato
e me viè voja de cantalla pur’a me
mentre guardo dar barcone
‘a luna che cala sur Cuppolone.

E’ solo ‘na poesia
nun deve mette malinconia
Nannarella sta ‘n paradiso
abbraccicata a le nuvole d’argento.

Accarezzo ‘na rosa
e li petali s’addorcischeno
pe’ ‘na donna vera ch’era sentimento.
Ora sta lì che se dondola
tra la ggente beata, ‘n fonno a l’urtimo arcobbaleno.

©Patrizia Portoghese 

Benvenuto autunno

Acrilico su cartoncino 25×33 ©Patrizia Portoghese

Foglie mischiate al tempo
tra le ombre dell’inverno
tra i colori dell’autunno.

Germina il senso del bene
impigliato a un tralcio
che di me s’innamora, ora.

In un cammino d’uva rubino
tra sentieri di more succose
a riprendersi nel vento.

E’ una chioma ondulata
che s’arrampica sulle note
tra i colori dell’autunno
lungo le tue braccia…

E par non volersi staccare
da queste piovose giornate
fatte per crepitare i cuori
in un angolo di rosso fuoco.

@Patrizia Portoghese

LA PANCHINA

Acrilico su tela ©PP

Nella vastità del parco

ai margini di una pista da ballo

la panchina ricorda le grida festose,

l’estate che dava il passo all’autunno.

Con le foglie piegate

nei cammini svelti della gente

e le risa a perdifiato dei bambini,

nell’evoluzione delle giornate.

La Panchina aspetta

i sussulti di due amanti

e le parole d’amore agghindate a festa,

il dondolio dei rami strapazzati dal vento.

Quanto può far felice

questo ricordare d’archi e frecce scoccate,

di luce e tenebre da nascondersi al di sotto

e contare che anche l’ultimo tramonto sia andato.

Li vedo quei due abbracciati

capelli bianchi  e mano nella mano,

raccontarsi quello che è stato

e colorare il cielo con una lacrima e  un cenno del capo.

Basta una panchina

lì ai margini di una pista da ballo

anche se inventata

narra le gesta e le realtà del mondo.

[Se la fantasia potesse

elencare le infinite volontà dell’uomo,

il crepuscolo darebbe di sguincio

un’ultima possibilità di rinascere.

Perché no, da un refolo di pensiero

da una memoria, da una panchina]

©Patrizia Portoghese

Una rosa di confine

(Mio Dipinto)

Ai confini di una decade importante

una rosa ancora imperante

senza trucchi né inganni,

porta smalti lucenti

e rughe un poco accennate.

Una rosa di confine

attaccata alle radici perse nel profondo

alle spine cadute

rotolate negli abissi.

Abissi ancora presenti

celati dalla mia caparbietà,

dal mio essere

costante amante della vita

come un acino attaccato al grappolo.

Più volte sono nata e morta

alla ricerca della  felicità,

ho amato il mio passato

così come l’ho tanto odiato.

Non mi resta che profetizzare il mio avvenire,

ancora una volta,

scavalcando le orme e i dolori

ed ancora una volta sarò una rosa di confine.

[Non perderò il sentiero verso la Luna

non proibirò al fiore dell’universo

di starmi accanto e penetrare il mio cuore]

Ai miei cinquantanove anni

©Patrizia Portoghese

Infinite lune (ai miei 58 anni)

In attesa… ripropongo la poesia dedicata ai miei 58 anni…

Sui sentieri dell'anima... di Scrivere per Amore

Risultati immagini per cancro segno donna  e la luna

Sono nata il 20 di luglio sotto il segno del Cancro e questo dice molto della mia natura, del mio essere me stessa. Non ho mai pensato che fosse un caso il mio sentirmi vicina alla luna (in senso metaforico ovviamente) e neanche che oggi siano i 50 anni dall’allunaggio. Me lo ricordo bene quel giorno, avevo 8 anni ed era il mio compleanno. Non farò nessun resoconto di dolori, gioie e rimpianti perché ne avrei di cose da scrivere. Oggi voglio solo ‘stare in pace’. Ringrazio tutti voi che avrete un pensiero per me. Ringrazio i parenti, tutti gli amici e conoscenti. Un pensiero alla mia nuova famiglia di amici musicisti che ieri sera a mezzanotte hanno suonato e brindato con me. Senza retorica o falso buonismo vi voglio bene, a tutti voi!

https://www.facebook.com/Pattyrose61

Parole di cristallo

e infinite lune

a infrangersi contro il fuoco

d’una estate senza contorni

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La Luna sotto la mia pelle

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Ho appeso le speranze

a una stella cadente

che si avvicina all’altra metà della luna,

turgida l’ombra che si fa luce.

 

Le palpebre annuiscono

e gli occhi non si perdono

nella profondità dell’ impercettibile,

cristallina la lacrima riluce.

 

I traguardi non sono lontani

le linee della vita vicine

che di fine merletto s’intrecciano,

sotto la mia pelle scintille.

 

Sotto la mia pelle fuoco che arde

chiarezza che non si disperde

verità che non soffoca nella gola.

 

Voce che tra mille invoca

luna, sarò da te, un giorno, non lontano.

Sarò da te, luna

che dimori sotto la mia pelle, da sempre.

 

©Patrizia Portoghese

Antonino Schiera - Riflessioni d'Autore

L'alba di ogni nuovo giorno illumina i miei diuturni pensieri, di notte sopiti nell'eremo dei tuoi abbracci

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Associazione Culturale 'Divagazioni D'Arte'

L'Arte è voglia di emozionare qualunque sia la forma usata per esprimerla

PRISMA , IL CORO CHE BALLA.

Il sito del Coro Prisma: realtà musicale romana che si occupa di intrattenimento musicale con canti folk e popolari.

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