L’AQUILONE ( A Mia Madre)

Frasi da dedicare alla Festa della Mamma e immagini per whatsapp
Ad otto anni dalla tua scomparsa, sempre nel mio cuore

Ho bisogno di nuova forza
per superare l’ennesimo dolore
e non servono lacrime,
solo veli di seta
per accarezzarti il cuore.

Stringerò le tue mani
perchè il legame non s’interrompa
e non si spezzino gli argini
d’un indelebile sentimento.

La lontananza è stato un errore
dettato dall’umana condizione
di spine conficcate senza una ragione
di esseri che hanno creato l’occasione.

Un’altra madre me l’aveva sussurrato
i genitori sono quelli che la vita…
Sì la vita!Ti hanno donato.
Perdona e sarai perdonato.

In un abbraccio di sofferenza
ora custodisco il nostro amore
perché voli ora e sempre
più in alto di mille soli.

Mamma, non sarà qui che continuerà
il nostro viaggio,
ci sarà un posto altrove che tutti dicono migliore
ed è proprio lì che atterrerà un nuovo aquilone.

@Patrizia Portoghese 

Quanno t’arivedo (ad Anna Magnani)

Anna Magnani Archivi - Fondazione Ente dello Spettacolo

E quanno t’arivedo
‘n quer firm d’allora
me bruceno l’occhi
che manco ‘r polline ce riesce
a fà sgorgà dar core
lacrime che sanno de ggioia e de dolore.

L’occhi tua neri come la pece
azzuri come ‘r cèlo
de quâ fija che tenevi pe’ mano.

Eri e sei bella…

-Bellissima-

Come ne la scena ‘ndo piaggni
come n’acqua santiera
e pareno secoli de lucciole accese
quê pupille a forma de còre.

‘Ndo sei ita Nannarè?
A fà sognà l’angeli
come queli che voleno
drento ‘e chiese de Roma.

Sì, ce sei riuscita
li vedo lassù, se culleno
su li sorisi che je doni tu.

E quanno t’arivedo
passeggià co’ quer viso
che de le rughe se ne fà ‘n vanto
me viè da ride a penzà
a certe sfiancate d’oggi
che nun sanno fà li conti cor passato.

Facce ride! Facce piagne Nannarè!

Ancora ‘na vorta, ‘na vorta ancora
stamo qui a guardà ‘sta luna de Roma
fusse che ‘na stella se stacca
e riscenne su ‘sta tera… Ora.

Quanno t’arivedo
drento ‘ste pelicole amaranto
penzo a com’oggi ‘sto monno gira all’incontrario
credenno de ritrovà ner sogno ‘n monno
sano e ggiusto, semprice e sovrano.

E strade de ‘sta città
te piagneno pe’ l’eternità
sei ‘a sposa der ponentino, nun lo dimenticà!

Sona ‘sta musica e me pare de sentilla
‘na canzone ritornata dar passato
e me viè voja de cantalla pur’a me
mentre guardo dar barcone
‘a luna che cala sur Cuppolone.

E’ solo ‘na poesia
nun deve mette malinconia
Nannarella sta ‘n paradiso
abbraccicata a le nuvole d’argento.

Accarezzo ‘na rosa
e li petali s’addorcischeno
pe’ ‘na donna vera ch’era sentimento.
Ora sta lì che se dondola
tra la ggente beata, ‘n fonno a l’urtimo arcobbaleno.

©Patrizia Portoghese 

Benvenuto autunno

Acrilico su cartoncino 25×33 ©Patrizia Portoghese

Foglie mischiate al tempo
tra le ombre dell’inverno
tra i colori dell’autunno.

Germina il senso del bene
impigliato a un tralcio
che di me s’innamora, ora.

In un cammino d’uva rubino
tra sentieri di more succose
a riprendersi nel vento.

E’ una chioma ondulata
che s’arrampica sulle note
tra i colori dell’autunno
lungo le tue braccia…

E par non volersi staccare
da queste piovose giornate
fatte per crepitare i cuori
in un angolo di rosso fuoco.

@Patrizia Portoghese

LA PANCHINA

Acrilico su tela ©PP

Nella vastità del parco

ai margini di una pista da ballo

la panchina ricorda le grida festose,

l’estate che dava il passo all’autunno.

Con le foglie piegate

nei cammini svelti della gente

e le risa a perdifiato dei bambini,

nell’evoluzione delle giornate.

La Panchina aspetta

i sussulti di due amanti

e le parole d’amore agghindate a festa,

il dondolio dei rami strapazzati dal vento.

Quanto può far felice

questo ricordare d’archi e frecce scoccate,

di luce e tenebre da nascondersi al di sotto

e contare che anche l’ultimo tramonto sia andato.

Li vedo quei due abbracciati

capelli bianchi  e mano nella mano,

raccontarsi quello che è stato

e colorare il cielo con una lacrima e  un cenno del capo.

Basta una panchina

lì ai margini di una pista da ballo

anche se inventata

narra le gesta e le realtà del mondo.

[Se la fantasia potesse

elencare le infinite volontà dell’uomo,

il crepuscolo darebbe di sguincio

un’ultima possibilità di rinascere.

Perché no, da un refolo di pensiero

da una memoria, da una panchina]

©Patrizia Portoghese

Una rosa di confine

L'immagine può contenere: fiore e testo

 

Ai confini di una decade importante

una rosa ancora imperante

senza trucchi né inganni,

porta smalti lucenti

e rughe un poco accennate.

Una rosa di confine

attaccata alle radici perse nel profondo

alle spine cadute

rotolate negli abissi.

Abissi ancora presenti

celati dalla mia caparbietà,

dal mio essere

costante amante della vita

come un acino attaccato al grappolo.

Più volte sono nata e morta

alla ricerca della  felicità,

ho amato il mio passato

così come l’ho tanto odiato.

Non mi resta che profetizzare il mio avvenire,

ancora una volta,

scavalcando le orme e i dolori

ed ancora una volta sarò una rosa di confine.

[Non perderò il sentiero verso la Luna

non proibirò al fiore dell’universo

di starmi accanto e penetrare il mio cuore]

 

Ai miei cinquantanove anni

 

©Patrizia Portoghese

 

Infinite lune (ai miei 58 anni)

In attesa… ripropongo la poesia dedicata ai miei 58 anni…

Sui sentieri dell'anima... di Scrivere per Amore

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Sono nata il 20 di luglio sotto il segno del Cancro e questo dice molto della mia natura, del mio essere me stessa. Non ho mai pensato che fosse un caso il mio sentirmi vicina alla luna (in senso metaforico ovviamente) e neanche che oggi siano i 50 anni dall’allunaggio. Me lo ricordo bene quel giorno, avevo 8 anni ed era il mio compleanno. Non farò nessun resoconto di dolori, gioie e rimpianti perché ne avrei di cose da scrivere. Oggi voglio solo ‘stare in pace’. Ringrazio tutti voi che avrete un pensiero per me. Ringrazio i parenti, tutti gli amici e conoscenti. Un pensiero alla mia nuova famiglia di amici musicisti che ieri sera a mezzanotte hanno suonato e brindato con me. Senza retorica o falso buonismo vi voglio bene, a tutti voi!

https://www.facebook.com/Pattyrose61

Parole di cristallo

e infinite lune

a infrangersi contro il fuoco

d’una estate senza contorni

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La Luna sotto la mia pelle

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Ho appeso le speranze

a una stella cadente

che si avvicina all’altra metà della luna,

turgida l’ombra che si fa luce.

 

Le palpebre annuiscono

e gli occhi non si perdono

nella profondità dell’ impercettibile,

cristallina la lacrima riluce.

 

I traguardi non sono lontani

le linee della vita vicine

che di fine merletto s’intrecciano,

sotto la mia pelle scintille.

 

Sotto la mia pelle fuoco che arde

chiarezza che non si disperde

verità che non soffoca nella gola.

 

Voce che tra mille invoca

luna, sarò da te, un giorno, non lontano.

Sarò da te, luna

che dimori sotto la mia pelle, da sempre.

 

©Patrizia Portoghese

Flavia delle favole

Auguri Stellina del mio cuore!

Sui sentieri dell'anima... di Scrivere per Amore

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Flavia delle favole

unguento d’amore

a sgocciolare dal cielo,

ancora attaccata

a quel cordone ramoscello.

Dal grembo di tua madre

inizi il tuo cammino

piccolo angelo

che della terra

fai la tua casa.

Quegli occhi

che sanno di color fiaba

penetranti le corolle

di gerbere e gardenie.

Flavia delle favole

nell’afflato dell’universo

a raccontare la vita

in un giorno che mai sarà perso.

Vola come farfalla

che dei giardini fa il suo regno

e del cielo la cornice di un sogno.

Di velluto e organza

sei nata nella storia d’amore più bella.

(Alla mia nipotina Flavia, nata il 24 giugno 2019)

©Patrizia Portoghese

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Carlos Ruiz Zafón

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È morto lo scrittore Carlos Ruiz Zafón nella sua residenza a Los Angeles — dove viveva dal 1993 — , a causa del cancro, come riportato dai media spagnoli. «Oggi è una giornata molto triste per l’intero team Planeta che lo conosceva e ha lavorato con lui per vent’anni, durante i quali è stata forgiata un’amicizia che trascende la professionalità », ha dichiarato l’editore Planeta che ha dato la notizia. Ruiz Zafón, che aveva 55 anni e viveva a Los Angeles, dove lavorava in veste di sceneggiatore per l’industria di Hollywood, aveva raggiunto la notorietà internazionale con il suo romanzo L’ombra del vento (Planeta), vincitore di numerosi premi e selezionato nella lista fatta nel 2007 da 81 scrittori e critici latinoamericani e spagnoli con i migliori 100 libri in lingua spagnola degli ultimi 25 anni. Le sue opere sono state tradotte in oltre quaranta lingue.

La vita ci assegna senza possibilità di scelta i genitori, i fratelli e gli altri parenti, l’unica e vera alternativa che ci offre è quella di poter scegliere i nostri amici. Se qualcuno non ti ama ti amerà qualcun altro. Goditi l’amore delle persone che ti vogliono bene, condividilo con loro e dedicagli il tuo.

Carlos Ruiz Zafón
dal libro “L’ombra del vento” 

I colori dell’anima (riproposta)

 

L'immagine può contenere: pianta, spazio all'aperto, natura e acqua

(Mio dipinto)

Vorrei innaffiare i vostri cieli
di mille colori lucenti,
apostrofare versi
come ninne- nanne
accomodanti perché
i sentimenti scivolino
delicatamente…
Senza far danni.

Ninnoli come sogni
d’apparente naturalezza
far uscire fuori
tutta la bellezza
d’anime senza volto.
Coinvolte consapevolmente
nel vortice della poesia.

Vorrei sorprendere
spogliando l’anima
dai veli inconsueti
per mettere a nudo
un’elica che gira
vorticosamente
dando un senso
naturale ai sentimenti
che sono per tutti
i più importanti.

Nulla conta più
dell’esser amati
per ciò che si è.

©Patrizia Portoghese

L’odore del fieno (riproposta)

Nessuna descrizione della foto disponibile.

(Mio dipinto)

 

Lassu’ in alto
appare come un sogno
piccolo e dolce paese di montagna.

Lontano nel tempo
vive nei ricordi
delle belle estati che furono.

Un suono di campanella echeggia
tra i corridoi brulicanti di ragazzini
un altro anno è terminato.

Corri corri si parte,
il dolce paese montano
aspetta l’arrivo festante.

Eccola la montagna si erge all’orizzonte
in tutta la sua maestosita’,
dondolio di campanelle nella vallata.

Una strada tortuosa si inerpica,
tre, quattro, cinque tornanti
casupole appaiono bianche e marroni.

Un silenzio lieve e soffice si respira,
aria fresca bagnata di rugiada
inizia la vacanza sognata.

Sento ancora l’odore del fieno,
il profumo dei focolari nelle strade del paese,
questi teneri ricordi delle belle estati che furono,

rimangono inalterati qui,
nei miei pensieri,
nel mio cuore.

©Patrizia Portoghese

Finalista al Premio ‘Un monte di poesia 2009’

Questa poesia avrà per sempre un posto speciale
nel mio cuore… Tutto è iniziato da qui.

Il vecchio e il bambino (F. Guccini)

Un vecchio e un bambino si preser per mano
e andarono insieme incontro alla sera;
la polvere rossa si alzava lontano
e il sole brillava di luce non vera…
L’ immensa pianura sembrava arrivare
fin dove l’occhio di un uomo poteva guardare
e tutto d’ intorno non c’era nessuno:
solo il tetro contorno di torri di fumo…
I due camminavano, il giorno cadeva,
il vecchio parlava e piano piangeva:
con l’ anima assente, con gli occhi bagnati,
seguiva il ricordo di miti passati…
I vecchi subiscon le ingiurie degli anni,
non sanno distinguere il vero dai sogni,
i vecchi non sanno, nel loro pensiero,
distinguer nei sogni il falso dal vero…
E il vecchio diceva, guardando lontano:
“Immagina questo coperto di grano,
immagina i frutti e immagina i fiori
e pensa alle voci e pensa ai colori
e in questa pianura, fin dove si perde,
crescevano gli alberi e tutto era verde,
cadeva la pioggia, segnavano i soli
il ritmo dell’ uomo e delle stagioni…”
Il bimbo ristette, lo sguardo era triste,
e gli occhi guardavano cose mai viste
e poi disse al vecchio con voce sognante:
“Mi piaccion le fiabe, raccontane altre!”

 

Il vecchio e il bambino” racconta il dialogo tra due generazioni separate da un disastro atomico che ha quasi cancellato la vita dal Pianeta Terra: il vecchio racconta com’era la vita prima dell’evento distruttivo; il bambino ascolta con attenzione credendo però che il racconto, ai suoi occhi troppo bello e fantasioso, sia in realtà un fiaba.

Radici - Francesco Guccini Official

Antonino Schiera Riflessioni d'Autore

L'alba di ogni nuovo giorno illumina i miei diuturni pensieri, di notte sopiti nell'eremo dei tuoi abbracci

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