Un Natale di speranza

Sui sentieri dell'anima... di Scrivere per Amore

natale

E’ di nuovo qui,
il Natale è tornato
con le sue luci,
i suoi addobbi blu dorato.
Ogni anno è gran festa
corre frenetica la gente,
la smania non si arresta.
Compriamo pure regali
magari pochi
per amici e parenti,
ma ascoltiamo con il cuore
se c’è qualcuno
che ha bisogno d’amore.
In fondo ognun di noi spera
che quel Bimbo rinasca,
per riportare un po’ di speranza.
A chi ne ha bisogno,
in questo mondo pare
sia ormai solo un sogno.
Doniamo qualcosa
ai fanciulli
che non sanno cosa
voglia dire giocare.
Agli anziani una carezza,
una coperta d’affetto
per potersi scaldare.
L’augurio mio
è sempre lo stesso
che sia un Natale di speranza
anche questo,
che illumini i cuori di tutti.

@Patrizia Portoghese alias Pattyrose
Tutti i diritti riservati

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E’ Natale ogni giorno

Sui sentieri dell'anima... di Scrivere per Amore

Riluce in ogni angolo
la luce del Natale.
Ad ammirare addobbi
stelle appese a lune dorate,
tutto appare d’incanto
e le zampogne intonano
melodie lontane.
E’ Natale
per ritrovare un sorriso
come ogni altro giorno
sembra lo stesso.
Natale ogni giorno
e ne scopri il desiderio,
di sfamare d’affetto
gli altri e poi te stesso.
Riluce nei cuori
di chi sente di nuovo l’arrivo,
d’un Bambino nato in povertà.
Tra la paglia d’una capanna africana,
sotto le tegole contorte
d’una casa indiana.
Tra la melma d’un villaggio sconosciuto
dove un’inondazione ha portato via tutto.
Tra le urla in una zona dimenticata,
in una famiglia priva di sostentamento.
E’ così difficile
ma è Natale e pensarci è normale.
Scopri che la felicità sarebbe solo donare
anche quando non lo puoi fare.
Aspetti che si faccia notte
e vedere di nuovo quella culla
non più vuota ma colmata d’amore.

Gesù

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Luminosa

Sui sentieri dell'anima... di Scrivere per Amore

Luminosa Pattyrose

Luminosa
tra le tue braccia
chiudo gli occhi e amo, te.

Sintesi
i nostri occhi
splendide lenti sul futuro.

Abbracciati
a lamine di notte
nel blu più sfumato d’oro.

Luminosa
tra le stelle rinate
su questa terra feconda, di noi.

@Patrizia Portoghese alias Pattyrose
Tutti i diritti riservati

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ANIME SALVE (FABER)

L'immagine può contenere: 1 persona, sul palco, sta suonando uno strumento musicale e notte

Mille anni al mondo mille ancora
che bell’inganno sei anima mia
e che bello il mio tempo che bella compagnia
sono giorni di finestre adornate
canti di stagione
anime salve in terra e in mare
sono state giornate furibonde
senza atti d’amore
senza calma di vento
solo passaggi e passaggi
passaggi di tempo
ore infinite come costellazioni e onde
spietate come gli occhi della memoria
altra memoria e no basta ancora
cose svanite facce e poi il futuro
i futuri incontri di belle amanti scellerate
saranno scontri
saranno cacce coi cani e coi cinghiali
saranno rincorse morsi e affanni per mille anni
mille anni al mondo mille ancora
che bell’inganno sei anima mia
e che grande il mio tempo che bella compagnia
mi sono spiato illudermi e fallire
abortire i figli come i sogni
mi sono guardato piangere in uno specchio di neve
mi sono visto che ridevo
mi sono visto di spalle che partivo
ti saluto dai paesi di domani
che sono visioni di anime contadine
in volo per il mondo
mille anni al mondo mille ancora
che bell’inganno sei anima mia
e che grande questo tempo che solitudine
che bella compagnia.

(Fabrizio De Andre’ / Ivano Fossati)
https://www.youtube.com/watch?v=70dvXuxTtFQ

Evanescenze

Evanescenze…

Sui sentieri dell'anima... di Scrivere per Amore

Evanescenze

Evanescenze che ritornano
vestite di bianco
come in un quadro mai dipinto
ma nei tratti disegnato.
Veli incatenati
e braccia disperate
nei vicoli silenziosi
dove ogni pietra racconta
storie passate e mai dimenticate.
E’ rosa di vento
questo il suo nome impresso nel fango
dove fu uccisa da chi le porgeva la mano.
La vita l’attendeva
voleva accendere il sole
e spegnere la luna
ogni giorno
ogni notte.
Mai fu spento il fuoco
quello che le ardeva dentro,
di passione e non di sgomento.
Sulla fronte
il segno della violenza
che rotola via
come sapone sulle mani.
E’ bianco il viso
angeliche le fattezze
quasi non l’avesse sfiorata…
Evanescenze che ritornano
vestite di bianco
per ricordare una rosa,
mai estinta, lì a correre con il vento.

Patrizia Portoghese in arte Pattyrose
Tutti i diritti riservati

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UCCIDIMI (ancora…)

 

L'immagine può contenere: 1 persona, con sorriso, oceano e spazio all'aperto

L’ennesimo femminicidio in concomitanza con La Giornata Mondiale contro La Violenza sulle Donne.
Ana Maria Lacramioara Di Piazza di 30 anni ed incinta, è stata uccisa, da Antonino Borgia, 51, imprenditore, sposato, con cui aveva una relazione.
Antonino Borgia l’ha massacrata senza dubitare, ha ammazzato lei e la creatura (anche sua) che aveva in grembo.
Finirà mai questa mattanza?

 

Uccidimi
so che lo farai
non sei degno di accarezzare
quel fiore che cresce dentro di me.

Prima picchiami
so che ne sarai capace
sei degno di tutto l’orrore
quel sangue macchierà il tuo corpo.

Non sei uomo
solo l’ombra che trafigge
quella porta chiusa chiamata inferno.

Uccidimi
prendi il collo tra le mani
e stringi, stringi forte con tutto il fiato!

Ora io sono
e tu non sei più
mio carnefice, tu sei ucciso dal male
ucciso da te stesso e da lì mai fuggire potrai.

Scendono gocce
di pianto e sorriso
un’altra donna ha preso il volo
ha spiegato le sue ali d’argento e brilla
brilla con le altre tutte già in ascesa verso il cielo.

©Patrizia Portoghese

Daniela Carrasco

Daniela Carrasco è stata ritrovata domenica 20 ottobre senza vita impiccata ad un albero nelle vicinanze del arco “André Jarlan”, nel comune di Pedro Aguirre Cerda. Inizialmente, i medici avevano ipotizzato un suicidio, e dalla perizia, che ha accertato la morte per soffocamento. Non risulterebbero dal rapporto della polizia scientifica violenze né torture, almeno secondo le fonti ufficiali e le dichiarazioni del procuratore. Tra chi chiede giustizia per la donna che aveva preso parte alle manifestazioni cilene infatti sta prendendo piede un’altra ricostruzione. Daniela Carrasco sarebbe stata infatti vittima di terribili torture e ripetute violenze sessuali, per erigerla a esempio per tutte le donne che stanno scendendo in piazza nell’ultimo mese per protestare contro il governo cileno.
#danielacarrasco #NiUnamenos

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L'immagine può contenere: cielo

Vulcania, un lungo viaggio

Vulcania, un lungo viaggio

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Immagino da anni quell’incontro
raccontatomi mille e mille volte.
Un viaggio d’altri tempi
tra una folla di gente ansiosa,
su quella banchina trepidante d’attesa.
La giornata è limpida poco il vento,
si da via al bastimento.
Il viaggio è lungo ci vorrà una settimana
attraversare l’oceano non è una passeggiata.
Il racconto del tuo primo viaggio
verso quella Terra… Terra Madre,
ai tuoi genitori il Natale ha dato.
Nata in America ma con l’Italia nel cuore,
proprio in quella traversata
a bordo del Vulcania destino volle
incontrasti l’amore.
Tra un continente e l’altro,
regalasti il tuo cuore.
Capelli neri corti arricciati
viso di madreperla-
Così l’ho incorniciato,
poteva non far innamorare?
Lui uomo d’altri tempi
rubacuori ogni modo
fare elegante… Occhi di ghiaccio.
L’hai impigliato alla tua rete
guardando il mare.
Storia d’amore lì iniziata e mai finita,
quante volte quell’oceano,
tra burrasche e bonacce
hai solcato ancora!
Cosa straordinaria
stai ancora viaggiando con lui…
Su una nave fatata tra le stelle-
Mano nella mano contempli il mare del firmamento.
Il mio cuore è gonfio di nostalgia,
mi mancano i tuoi racconti
la tua spalla…
Su cui appoggiarmi.

A Lucy & Ray

©Patrizia Portoghese

Il rosa di Penelope

Tra pochi giorni… La giornata internazionale contro la violenza sulle donne

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Risultati immagini per donne nella pittura violenza contro le donne

Penelope aveva gli occhi grandi

le ciglia ricamate d’azzurro

e la bocca rosa e carnosa.

Camminava ai bordi della via

con i lampioni a far da cornice

e le scarpe rosse consumate.

Al collo quel foulard a fiori

e la borsa di cuoio a ricordare

del ’70 le lotte e le conquiste.

Penelope aveva tanti sogni

nelle tasche allegre di ragazza

camminava ai bordi della via.

Un giorno le si schiuse il grembo

il calcio ben assestato e…

Le lacrime non rosse, ma rosa

le scesero, non un lamento.

Penelope delle mille battaglie

vittima del suo carnefice,

tra i seni un rivolo d’agata.

Il rosa di Penelope urla

negli occhi semichiusi

nella sua bellezza soffocata.

Vola nell’aria e si libra in alto

dove chiarezza e libertà

non nella carne ma nel canto,

si fanno amore per Le Altre.

Penelope e le sue lacrime rosa,

in cammino, con un fiore tra…

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Cuore di vento

Pensare positivo per andare avanti…

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Cuore di vento

Orizzonti e vita nuova
trovati immersi, in un oceano di lacrime
proprio sotto gli ultimi granelli di sabbia.

Tra le fiamme azzurre
di crepuscoli e solitudini non cercati.

Gira la ruota della vita
converge in un fulcro nuovo
vestito di un magnetico indaco.

Pieni questi orizzonti!
Piena questa vita nuova!

Soccombe il resto
che in nero uccise la mia essenza
nata di creatività e di sogni .

Un cuore di vento bussa alla mia porta
e l’orchestra sommerge e innalza la parola.

Sorrisi in quest’onda di gioia
tingono le perle d’amaranto e tutto…
Tutto diventa orizzonte e vita nuova.

@Patrizia Portoghese in arte Pattyrose
Tutti i diritti riservati

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Palindromi di blu

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Palindromi di blu

inesistenti percezioni d’assoluto

e letture involute su piatti d’argento.

La ricerca delle mani

e di quella bocca capace d’amare,

di solo amare anche prima di nascere.

Hai dormito con me

attaccato ad un lembo di sogno,

né la separazione ti colorò di collera.

Palindromi di blu

nei ricordi senza rimpianti

e quell’utopia di confini mai più superati.

La mia vita imprescindibile 

con la voglia di svegliarsi appagata,

e di proseguire indenne il resto del percorso.

In un verso o nell’altro mi giungerà l’eco

di un amore passato trafitto dall’assenza.

©Patrizia Portoghese

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Io sono l’altro (Niccolò Fabi)

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Tra i cantautori italiani che stimo di più.

 

Niccolò Fabi nasce a Roma il 16 maggio 1968. Cresce in un ambiente orientato alla musica grazie alla professione del padre, Claudio Fabi, produttore discografico molto attivo negli anni ’70. A diciotto anni ha modo di lavorare come assistente al palco, nel tour del 1986 di Alberto Fortis. Negli anni che seguono si dedica alla musica suonata, come batterista dei “Fall out”, una cover band che propone solo pezzi di Sting e “The Police”. Nel frattempo studia all’università dove si laurea a pieni voti in Filologia romanza.

Gli anni ’90

In campo musicale muove i suoi primi passi all’interno del fervido ambiente dell’inizio degli anni Novanta, insieme a tanti musicisti romani; tra questi vi sono Daniele SilvestriMax Gazzè, Federico Zampaglione, Riccardo Sinigallia. Grazie a quest’ultimo Niccolò Fabi entra in contatto con la casa discografica Virgin, che gli propone un contratto.

Nel 1996 debutta nel mondo discografico con il singolo “Dica”, che gli apre le porte verso il Festival di Sanremo. L’anno seguente con il brano “Capelli”, vince il Premio della Critica nelle Nuove Proposte al Festival di SanRemo 1997. Dello stesso anno è il disco d’esordio, che si intitola “Il giardiniere”. Un anno più tardi presenta, sempre a SanRemo il brano “Lasciarsi un giorno a Roma”, che farà parte del secondo album, “Niccolò Fabi”, all’interno del quale si trovano anche “Vento d’estate”, in coppia con Max Gazzè e “Immobile” assieme a Frankie HI-NRG.

Niccolò Fabi negli anni 2000

Il terzo lavoro, “Sereno ad Ovest” (2000), sostenuto dal singolo “Se fossi Marco”, precede una raccolta dei suoi pezzi più celebri, cantati in lingua spagnola per il mercato estero. “La cura del tempo” è il disco che esce nel 2003: fra gli ospiti vi sono Fiorella Mannoia, che canta in “Offeso” e Stefano Di Battista ne “Il negozio d’antiquariato”. In questo lavoro la ricerca musicale di Fabi si fa sempre più raffinata: si assiste all’inizio di un graduale di distacco dalle melodie più pop.

Il 2006 è l’anno di “Novo Mesto”, disco registrato nella omonima cittadina Slovena, che contiene brani come “Oriente” e “Costruire”. Quest’ultimo diverrà negli anni uno dei suoi brani più amati.

Sempre nello stesso periodo, a distanza da dieci anni dal suo debutto arriva la prima raccolta: è intitolata “Dischi volanti 1996-2006” e contiene l’inedito “Milioni di giorni”.

Nell’anno successivo, il 2007, realizza il documentario “Live in Sudan”, che racconta del suo viaggio e di un concerto di beneficenza effettuato nel paese africano. Nello stesso anno Niccolò Fabi è ideatore e produttore del progetto Violenza 124, insieme a Mokadelic, Olivia Salvadori & Sandro Mussida, Boosta, Roberto Angelini, il GnuQuartet e la Artale Afro Percussion Band.

La collaborazione con i Mokadelic sfocia nella scrittura e nella realizzazione della colonna sonora del film di Gabriele Salvatores “Come dio comanda”, tratto dall’omonimo libro di Niccolò Ammaniti. È il preludio a un nuovo disco: “Solo un uomo” viene pubblicato nel mese di maggio del 2009. Sempre in questo anno realizza con l’ong Medici con l’Africa CUAMM il documentario, Parole che fanno bene, sulla loro attività sanitaria in Uganda.

Gli anni 2010

Il 30 agosto 2010, insieme alla compagna Shirin Amini, organizza al Casale sul Treja, a Mazzano Romano, Parole di Lulù, la festa di compleanno per la figlia Olivia, scomparsa il 3 luglio precedente a seguito di una forma acuta di meningite, a soli 22 mesi. La giornata, inizialmente pensata per un piccolo gruppo di amici, col passare delle settimane diviene un grande concerto a cui prendono parte oltre cinquanta musicisti e circa ventimila persone.

Durante le dodici ore del concerto, attraverso offerte libere e l’acquisto di magliette, vengono raccolti i fondi a favore di Medici con l’Africa CUAMM.

A novembre 2010 viene pubblicato il singolo “Parole parole”: il brano è cantato da Niccolò Fabi con Mina. I proventi dalla vendita della canzone sono ugualmente devoluti in beneficenza.

Aprile, Maggio e Giugno 2011 sono i mesi del SoloTour, un’esperienza nuova che porta Niccolò nei teatri di tutta Italia con uno spettacolo durante il quale, per la prima volta nella sua carriera, è unico interprete ed esecutore.

Nello stesso periodo collabora con l’amico Daniele Silvestri al brano “Sornione” contenuto nel disco “S.C.OT.C.H.”. L’anno si chiude con una nuova collaborazione cinematografica, scrive infatti con I Mokadelic “Il Silenzio”, brano originale inserito all’interno della colonna sonora di “Pulce non c’è”, opera prima del regista Giuseppe Bonito, tratta dall’omonimo libro di Gaia Rayneri.

Il settimo disco di Fabi si intitola “Ecco” e viene pubblicato nel mese di ottobre del 2012. L’anno successivo l’artista romano è impegnato in un lungo tour che fa registrare il tutto esaurito in tutti i migliori teatri Italiani: il 2013 si conclude con l’assegnazione della Targa Tenco come miglior disco in assoluto e con il Capodanno Romano presso il Circo Massimo della sua città.

Nel 2014 inizia la collaborazione con gli amici Daniele Silvstri e Max Gazzè per il progetto Fabi Silvestri Gazzè che lo vede pubblicare il disco “Il Padrone della Festa” e successivi Live.

 

Io sono l’altro
Sono quello che spaventa
Sono quello che ti dorme
Nella stanza accanto
Io sono l’altro
Puoi trovarmi nello specchio
La tua immagine riflessa
Il contrario di te stesso
Io sono l’altro
Sono l’ombra del tuo corpo
Sono l’ombra del tuo mondo
Quello che fa il lavoro sporco
Al tuo posto
Sono quello che ti anticipa al parcheggio
E ti ritarda la partenza
Il marito della donna di cui ti sei innamorato
Sono quello che hanno assunto quando ti hanno licenziato
Quello che dorme sui cartoni alla stazione
Sono il nero sul barcone
Sono quello che ti sembra più sereno
Perché è nato fortunato
O solo perché ha vent’anni in meno
Quelli che vedi sono solo i miei vestiti
Adesso facci un giro e poi mi dici
E poi
Io sono il velo
Che copre il viso delle donne
Ogni scelta o posizione
Che non si comprende
Io sono l’altro
Quello che il tuo stesso mare
Lo vede dalla riva opposta
Io sono tuo fratello
Quello bello
Sono il chirurgo che ti opera domani
Quello che guida mentre dormi
Quello che urla come un pazzo e ti sta seduto accanto
Il donatore che aspettavi per il tuo trapianto
Sono il padre del bambino handicappato
Che sta in classe con tuo figlio
Il direttore della banca dove hai domandato un fido
Quello che è stato condannato
Il presidente del consiglio
Quelli che vedi sono solo i miei vestiti
Adesso vacci a fare un giro e poi mi dici
E poi mi dici
Mi dici
E poi mi dici
Mi dici
E poi mi dici
E poi mi dici
Mi dici

La Poesia Cantata… 💓

(Niccolò Fabi)

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