Un corvo dagli occhi celesti

Sui sentieri dell'anima... di Scrivere per Amore

L'immagine può contenere: una o più persone e primo piano“Non che fosse cattivo, però, solo stupido. Bisogna aver pazienza, con gli stupidi, perché le puttanate che fanno le fanno senza cattiveria. È la cattiveria, che fa incazzare.”
Charles Bukowski

A volte la cattiveria
si fa persona e langue
nel suo stesso grigio veleno.

Colpisce in controvento
e abbatte la verità con la bugia
a scapito di chi nulla sa della stessa.

Ah la cattiveria!
Subdola s’insinua lesta
e confonde il prossimo con maestria.

Innata dote
di una progenie sbagliata
scagliata per errore con un dardo
e raccolta da chi cercava amore in uno sguardo.

A volte la cattiveria
ha gli occhi del cielo
ma lo sguardo nascosto
a ben vedere è quello di un corvo,
un corvo dagli occhi celesti.

@Patrizia Portoghese in arte Pattyrose
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Un’oasi oltre il cielo

Sui sentieri dell'anima... di Scrivere per Amore

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Le nuvole s’affacciano dall’alto
dal crinale che svetta oltre il cielo
sfumate nel vernacolo del paesaggio.

Ed io, qui, a scrivere di loro
nell’attesa che un temporale s’addensi
per piangere lacrime di cristallo.

Mentre chiudo gli occhi
e respiro il canto delle cicale
asciugo lacrime antiche
nel ricordo dei giorni che furono.

Un’oasi oltre il cielo
allaga il mio sguardo
alla perenne ricerca di un nuovo anfratto.

La dolce visione mi sorride
e catturo ogni sospiro per farlo mio.

@Patrizia Portoghese
Tutti i diritti riservati

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Ricordati di me

Sui sentieri dell'anima... di Scrivere per Amore

tramontorosaL'immagine può contenere: 1 persona, testo

Ricordati di me
quando il tramonto si velerà di rosa
ed il cielo stellato abbraccerà la luna.

Ricordati di me
che ti ho amato più di me stessa.
Se potessi vedere oltre il dolore
celato nella rabbia e nell’impotenza.

Capiresti si, forse che l’amore
va oltre gli ostacoli terreni.
Il legno di quercia difficilmente
brucia e semmai lentamente.

Affinchè ci fosse quel tempo
solo il minimo necessario,
per ascoltare con sentimento.

Una pausa di riflessione come diga
ad un fiume in piena,
dragando le parole e i pensieri
che fuoriscono copiosi.

Ricordati di me
il tempo darà ragione allo sconforto
e quando i primi germogli
dal prato saluteranno,
sarà la stagione del sorriso
a riprendere il corso della vita.

@Patrizia Portoghese

Info ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in…

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Massimo Troisi (19 febbraio 1953-4 giugno 1994)

 

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Nasce il 19 febbraio del 1953 a San Giorgio a Cremano, a pochi chilometri da Napoli. La sua era una famiglia numerosa. Abitava insieme ai genitori, ai cinque fratelli, ai nonni, agli zii e ai cinque figli degli zii.

Inizia presto ad interessarsi al teatro, recitando in un gruppo teatrale “I Saraceni”, insieme a  Lello Arena, Enzo Decaro, Valeria Pezza e Nico Mucci. Nel 1972 fondano il Centro Teatro Spazio all’interno di un ex garage a San Giorgio a Cremano, dove in principio si mandava in scena la tradizione del teatro napoletano, daViviani a Eduardo. Poi, nel 1977 nasce la Smorfia: Troisi, Decaro ed Arena cominciano a recitare al Sancarluccio di Napoli ed il successo teatrale ben presto si trasformerà in un grande successo televisivo.

Il successo arriva prima alla radio con “Cordialmente insieme” e successivamente in televisione nel 1976 con la trasmissione “Non stop” e nel 1979 con la trasmissione “Luna Park”. Come dimenticare gli sketch dell’Arca di Noè, dell’Annunciazione, dei Soldati, di San Gennano, tra gli altri. L’ultimo spettacolo teatrale de La smorfia è Così è (se vi piace).

Inizia nel 1981 ,per Massimo, l’avventura anche nelle sale cinematografiche con il primo film in cui è regista e protagonista “Ricomincio da tre“. Un successo incredibile, un film diventato cult e scolpito per sempre nell’immaginario collettivo.

Dall’ 84 una serie di successi a fianco dei più grandi registi e attori  italiani : “Non ci resta che piangere“,  “Le vie del Signore sono finite“, “Splendor” (1989); “Che ora è” (1989), che gli ha fatto vincere il premio come migliore attore (in coppia con Marcello Mastroianni) alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, “Il viaggio di Capitan Fracassa” (1990). Con “Pensavo fosse Amore… invece era un calesse” (1991) di cui è anche autore e interprete, Troisi firma la sua quinta regia cinematografica.

Il 4 giugno 1994, ad Ostia (Roma), Troisi muore nel sonno a causa del suo cuore malato, ventiquattro ore dopo aver terminato le riprese de “Il postino” diretto da Michael Radford, il film che aveva amato di più.

 

Rino Gaetano (29/10/1950-2/6/1981)

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Il 2 giugno 1981 moriva Rino Gaetano. Il poeta per eccellenza dell’attualità e del sociale. dell’amore e del dolore, dell’ingiustizia e della verità.

«Io cerco di scrivere canzoni ispirandomi ai discorsi che si possono fare sul tram, in mezzo alla gente, dove ti rendi subito conto dell’andazzo sociale».

«Non voglio dare insegnamenti, voglio solo fare il cronista».

E’ così che  Rino Gaetano ha raccontato l’epoca nella quale viveva, gli anni ’70, ma non solo questo. L’ironia e l’umiltà ne hanno fatto uno dei capisaldi della canzone italiana.

Ancora oggi Rino vive attraverso i suoi testi, attraverso la sua musica ed è esempio per le nuove generazioni.

Ma non è tutto. A così tanto tempo dalla sua morte le sue canzoni fanno riflettere, ballare e sognare, gente di tutte le età.

Riporto un brano tratto dalla biografia scritta da Matteo Persica, scrittore che ho conosciuto nel corso di questi ultimi anni e che ha dato un ritratto vero e inconfutabile sulla vita di Rino.

Patrizia Portoghese

Quarant’anni fa Rino Gaetano saliva sul palco di Sanremo e conquistava il pubblico con ukulele, cilindro e frac intonando la sua “Gianna”. In questo libro, Matteo Persica, come già fatto in Anna Magnani. Biografia di una donna, vuole andare oltre l’immagine stereotipata del personaggio pubblico, tracciandone un ritratto affascinante e completo. Dalla nascita a Crotone all’arrivo a Roma; dagli anni passati nel seminario di Narni alla comitiva adolescenziale nel quartiere di Monte Sacro; dalla prima band, i Krounks, alla scuola sperimentale di Marcello Casco; dalle prime esibizioni in pubblico agli spettacoli teatrali per le scuole. Un viaggio nella vita di Rino Gaetano – la sua carriera, le sue amicizie, i suoi amori – alla scoperta del suo lato umano più vero. 
L’autore focalizza infatti l’attenzione sugli aspetti più intimi del cantautore e, attraverso un repertorio unico di testimonianze, immagini inedite e ricordi degli amici e dei grandi artisti con cui Rino Gaetano ha collaborato, ci racconta la sua umanità, le sue debolezze, la sua determinazione, il suo profondo senso di giustizia e la sua voglia di normalità. Un omaggio sentito a un artista poliedrico e alla sua complessa personalità, una biografia che spiega perché – ancora oggi – Rino Gaetano sia amato, “venerato” da giovani e meno giovani e costantemente ritrasmesso in radio e televisione. Finalmente Rino Gaetano riesce a togliersi frac e cilindro, per indossare, almeno una volta, i panni di quel ragazzo scomparso ad appena trent’anni. E ci sembra più vicino, come non lo è mai stato, quasi uno di noi.-

 

 

 

 

Tutto quello che un uomo (Sergio Cammariere)

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Se non fosse per te
Cosa avrebbe un senso
Sotto a questo cielo immenso
Niente più sarebbe vero

Se non fosse per te
Come immaginare
Una canzone da cantare
A chi non vuol sentirsi solo

Se non fosse per te
Crollerebbe il mio cielo
Se non fosse per te
Sarei niente, lo sai
Perché senza te io non vivo
E mi manca il respiro
Se tu te ne vai

Quando sono con te
Chiudo gli occhi e già volo
D’improvviso la malinconia se ne va
Dai pensieri miei cade un velo
E ritrovo con te l’unica verità

Solamente tu sai
Anche senza parole
Dirmi quello che voglio sentire da te
Io non ti lascerò
Fino a quando vivrò
Tutto quello che un uomo può fare
Stavolta per te lo farò

Una pioggia di stelle
Ora brilla nell’aria
Ed il mondo mi appare
Per quello che è
Un oceano da attraversare
Per un cuore di donna
O la spada di un re

Perchè senza te io non vivo
E mi manca il respiro se tu te ne vai
Solamente tu sai
Anche senza parole
Dirmi quello che voglio sentire da te
C’è un tempo per l’amore
Che spiegarti non so
Tutto quello che un uomo può fare
Stavolta per te lo farò

Tu sarai la regina
Dei miei desideri
L’orizzonte costante
Di questa realtà
Tu che sei per me, come vedi
Tutto quello che un uomo sognare potrà
Tutto quello che un uomo sognare potrà

 

L’amore mancato

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L’amore mancato

ingannato

vilipeso.

L’amore malnutrito

rifiutato

offeso.

L’amore tradito

bugiardo

schiaffeggiato.

L’amore atteso

perduto

umiliato.

L’amore usato

strangolato

giustiziato.

L’amore affamato

condannato

ucciso.

L’amore malato

arreso

vomitato.

[Nella perdizione

vagherà

chi

di tanto

si è macchiato]

 

©Patrizia Portoghese

 

 

 

I 200 anni dell’Infinito

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-Oggi l’Infinito di Leopardi compie 200 anni-

L’infinito

Sempre caro mi fu quest’ermo colle, 
e questa siepe, che da tanta parte
dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quiete
io nel pensier mi fingo; ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l’eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
immensità s’annega il pensier mio:
e il naufragar m’è dolce in questo mare.

(Giacomo Leopardi)

Il compasso

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E’ un simbolo di precisione

gira e cerchia la convinzione

che i giochi siano stati

in fondo ben architettati.

Non conosce bene però

il fine e gli antefatti

costruiti su ponti di bugie

e di effimero malaffare.

Il compasso si evolve

e segna simboli e segnali

al di fuori del convenzionale.

Si sovrappone o s’intreccia

nell’oscura certezza e

c’è chi lo usa con destrezza.

E’ un messaggio enigmatico

ma non del tutto fuorviante,

la poesia è magica armonia

che fa d’ogni cosa verità.

 

©Patrizia Portoghese

 

Di pelle e baci

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Di pelle e baci

a cingermi di te

notti e notti ancora

a contare albe infinite.

Di pelle e baci

a cullarci di noi

in una stella incandescente

parabola d’astri e corpi.

Ti desidero

al limite dell’impossibile

per darti ciò che possiedo

per chiederti ciò che hai.

Di pelle e baci

affondati nel tempo che resta

a goderci l’ultimo respiro.

©Patrizia Portoghese

 

 

 

Simone Cristicchi

L'immagine può contenere: una o più persone, persone sul palco e scarpe

(Auditorium Sala Sinopoli)

Da tanto tempo desideravo ascoltarlo da vivo ed è stata un’esperienza musicale emotiva al di là di ogni aspettativa. Credo che Simone Cristicchi sia uno dei più grandi cantautori degli ultimi quindici anni. Impersona la poetica pura e la divulga con la sua musica e la sua bellissima voce. Ha inframezzato i suoi successi con dei monologhi struggenti. Verità, vita,positività, dolore, gioia e speranza nei suoi testi intessuti di vero sociale. Dalla famosa ‘Ti regalerò una rosa’ all’allegra ballata ‘La filastrocca della Morlacca’, da ‘Magazzino 18’ a ‘Lo chiederemo agli alberi’, un capolavoro espressivo uno dopo l’altro. Il pubblico si è commosso davanti alla canzone dedicata a Laura Antonelli.
https://www.youtube.com/watch?v=GNMiSl_G4xU. Ha chiuso con il suo ultimo successo ‘Abbi cura di me’ ed è stata standing ovation. Accompagnato da bravissimi musicisti. Ve lo consiglio caldamente. 

Patrizia Portoghese

#simonecristicchi #abbicuradime #poesiacantata #cantautoratoitaliano#paroleemusica

Laura

Cara Laura, questa sera
vorrei darti una carezza
ma mi batte forte il cuore
se ripenso alla bellezza
che fermava gli orologi
congelava ogni secondo
che davanti alla tua grazia
si inchinava tutto il mondo
Ora i muri della vita
sono targhe alla memoria
ed ogni oggetto parla
mi racconta la tua storia
una storia come tante
per la pubblica opinione
e che ancora adesso
grida il tuo nome
Lauraaa-aa-a
Lauraaa-aa-a
Le tue curve così dolci
date in pasto alla gente
il tuo corpo da vendere
al migliore offerente
circondata da fantasmi
e da miseri pidocchi
eri carne da pellicola
da masticare con gli occhi
Laura attrice che si spoglia
per un popolo guardone
diventata il sogno erotico
di una generazione
la creatura più divina
dilaniata dal successo
per la tua lapidazione
bastò un sasso
Lauraaa-aa-a
Lauraaa-aa-a
Maresciallo buona sera
si accomodi alla festa
c’è il mio manager, il produttore
manca solo il regista
Laura nella sua vestaglia
sola come un cane beve
sopra il tavolo in salotto
una montagna di neve
Laura pazza, Laura ingenua
Laura povera drogata
Laura fragile, sensibile
alla gogna trascinata
Laura aspetta la sentenza
crocifissa sul giornale
condannata per dieci anni
ad impazzire
Lauraaa-aa-a
Lauraaa-aa-a
Lauraaa-aa-a
Cara Laura, forse è vero
è tutta colpa dell’amore
che riavvolgerà il destino
riscrivendoci il copione
ma se in ogni fotogramma
resti sempre la più bella
la tua anima è leggera
come un volo di farfalla
Mentre scorrono veloci
i titoli di coda
non è ancora troppo tardi
per riavere la tua vita
ora che cammini libera
e ti perdi tra la gente
con il nome di una donna
come tante
Lauraaa-aa-a

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Audrey

Il mio omaggio a questa Donna, poesia edita nella raccolta -Universo Donna- i cui proventi sono stati devoluti al Progetto GAIA dell’Ospedale Meyer di Firenze

Sui sentieri dell'anima... di Scrivere per Amore

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Tubino nero stile Chanel
altro non poteva indossare
Creatura eterea e snella.

Occhi brillanti di luce particolare
occhi di gazzella splendono
ancora nella cornice ovale.

Sorriso che sembra primavera
dal calendario aleggia lieve
profumando l’atmosfera.

Attrice meravigliosa
– Sabrina perfetta-
flessuosa e frizzante.

Ingenua d’unica bellezza
-Colazione da Tiffany-
nel cuore solo gentilezza.

Come si può dimenticare
-Vacanze Romane-
Principessa solo da amare.

Oscar alla bravura
attrice speciale completa
nel suo ondeggiare.

Ma l’amore che ha dato
come Donna dell’altrui respiro
regalando vita a piene mani.

Quei bambini ancora
ricordano viso angelico
sorridere tra loro.

@Patrizia Portoghese
Tutti i diritti riservati

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