All the weary mothers of the earth

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All the weary mothers of the earth

All the weary mothers of the earth
All the weary mothers of the earth will finally rest
We will take their babies in our arms and do our best
When the sun is low upon the field
To love and music they will yield
And the weary mothers of the earth shall rest

And the farmer on his tractor and beside his plow
Will stand there in confusion as we wet his brow
With the tears of all the businessmen
Who see what they have done to him
And the weary farmers of the earth shall rest

And the aching workers of the world again shall sing
These words in mighty choruses to all will bring
“We shall no longer be the poor
For no one owns us anymore”
And the workers of the world again shall sing

And when the soldiers burn their uniforms in every land
The foxholes at the borders will be left unmanned
General, when you come for the review
The troops will have forgotten you
And the men and women of the earth shall rest

Tutte le madri che al mondo

Tutte le madri che al mondo son stanche, al fine riposeranno
Prenderemo i loro bimbi in braccio e faremo del nostro meglio
Quando il sole è basso sui campi
Cederanno alla musica e all’amore
E le madri che al mondo son stanche, riposeranno

E il contadino sul trattore o accanto all’aratro
resterà là, confuso, mentre gli bagniamo la fronte
con le lacrime di tutti gli uomini d’affari
Che vedono cosa gli hanno fatto
E i contadini che al mondo son stanchi, riposeranno

E i lavoratori che al mondo stan male, canteranno di nuovo
E porteranno a tutti queste parole con cori potenti:
“Non saremo più poveri
perché non apparteniamo più a nessuno”
E il lavoratori che al mondo stan male, canteranno di nuovo.

E quando i soldati bruceranno le uniformi in ogni paese
i posti di guardia scavati alle frontiere resteranno vuoti
E tu, generale, quando verrai in rivista
le truppe ti avranno dimenticato
E gli uomini e le donne di tutto il mondo riposeranno.

(Joan Baez)

https://www.youtube.com/watch?v=hqQcaWpwCrM

Un fiocco rosa

Per le mie amiche colpite, per tutte le donne che combattono, per tutte quelle che non ce l’hanno fatta… Fate prevenzione, può salvarci/vi la vita!

Sui sentieri dell'anima... di Pattyrose

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Un fiocco rosa

come un petalo che faccia da argine

alla cattiveria del mostro.

Che serbi il coraggio

nell’animo delle donne

e forgi la dura lotta

per l’amore della vita.

L’amore per la vita

conduce un fiume in piena

negli argini,

arresta l’ombra dei passi

e illumina la speranza.

Un fiocco rosa

come un petalo che accarezzi gli occhi

e che guardi al passato

con un sorriso sulla bocca.

Che sia simbolo

di rinascita a nuova vita

frangiflutti all’inevitabile.

Un fiocco rosa

è armatura color pastello

lucente, a illuminare il domani.

A tutte le Donne che hanno lottato, lottano e lotteranno contro il tumore al seno.

A quelle Donne che non ce l’hanno fatta.

©Patrizia Portoghese

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EUGENIO MONTALE

12 ottobre 1896 -12 settembre 1981

Sui sentieri dell'anima... di Pattyrose

eUGENIO mONTALEPremio Nobel della Letteratura nel 1975.

La vita di Eugenio Montale è la vita di un uomo schivo, distaccato e disilluso verso se stesso e la propria stessa esistenza: scrivendo «sempre da povero diavolo e non da uomo di lettere professionale», diviene uno dei massimi rappresentanti della poesia e della cultura contemporanea.
Nasce a Genova il 12 ottobre del 1896. Trascorre l’infanzia e l’adolescenza tra Genova e Monterosso, luoghi e paesaggi divenuti poi essenziali per la sua poesia. Di salute malferma, compie studi irregolari, nutrendo una forte passione, oltre che per la letteratura e la poesia, anche per il canto. Nel 1917 viene chiamato alle armi come ufficiale di fanteria.
Dopo la guerra stringe rapporti sia con gli scrittori che a Genova frequentano il Caffè Diana in Galleria Mazzini (in particolar modo con Camillo Sbarbaro) sia con il gruppo torinese di Piero Gobetti, che negli anni venti cerca di attuare…

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Sguardi d’amore

I miei occhi palpitano di sole
e la mia bocca annuisce a te
ai tuoi sguardi vivi nel vento…

Sui sentieri dell'anima... di Pattyrose

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I miei occhi palpitano di sole
e la mia bocca annuisce a te
ai tuoi sguardi vivi nel vento.

Sguardi d’amore che raccontano
certezze di pietre senza ombra
di respiri portati dal mare.

Anelli d’acqua tinti d’azzurro
reti impigliate ai capelli dorati
e le tenere mani che si sfiorano.

Paesaggi che si assottigliano
al passaggio del primo tramonto
sguardi d’amore che ricordano.

Troviamoci ancora tra la sabbia
a contare i baci e le conchiglie
a rincorrerci tra i pensieri.

Dell’oggi gustiamo l’ultima onda
e gustiamo la nascita degli astri
che di luce in cielo s’affacciano
sguardi d’amore che non finiscono.

©Patrizia Portoghese

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Sorelle

Auguri sorellina!

Sui sentieri dell'anima... di Pattyrose

sorelle

Tempi lontani

dolci e semplici

color del tempo passato.

Urla di gioia

mentre correvi traballante

lungo il corridoio.

Le mani piccole

tese verso di me.

Incontro unico

di sorelle

cosi’ diverse

cosi’ unite.

Ora… Cosi’ lontane.

Un sorriso

un abbraccio

tanto basta per ritrovarsi

come in quel corridoio…

Cosi’ diverse

cosi’ unite

forse un domani

di nuovo vicine.

@Patrizia Portoghese alias Pattyrose
Tutti i diritti riservati

Scritta il 6 ottobre 2008

Dedicata a mia sorella…
Ora siamo vicine più che mai e per l’eternità.

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La fata del bosco

Sui sentieri dell'anima... di Pattyrose

Fata del bosco

E’ così dolce la pioggia
incanta con il suo tintinnare
ritmato nella danza di una fata.

La fata dei boschi? Si, Lei.
Allieta il sonno degli elfi erranti
come magica libellula vola
tra insoliti destini.

Al tocco d’ali
s’infiamma l’orizzonte di luna
dove i sogni si cristallizzano
e le vestali si vestono di bianco.

Canterà le sue melodie
incastonate tra le cortecce degli ontani
e il profumo salirà più in alto delle cime.

La fata dei boschi? Si, Lei.
Primigenia della terra
dalle antiche radici di rosa canina
si veste di primula e violetta.

Non sa che il suo peregrinare
è stato accolto da un verso libero
dove le strofe saranno viatico perenne.

Oh Fata, Fata dei boschi!
Prendimi per mano
portami lì dove possa urlare
dolcemente
tutto il mio amore
tutto il mio dolore
per questa stupenda Terra.

@Patrizia Portoghese alias Pattyrose
Tutti i diritti riservati

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Luna d’argento

Sui sentieri dell'anima... di Pattyrose

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Siediti
mi ha detto
e mi ha abbracciata
di bianco e argento la veste.
L’alone
come un manto
mi ha avvolta
e come una carezza sfiorata.
Luna d’argento,
mi hai chiesto e l’ho fatto,
ti ho toccata sporgendomi
dalla torre che impera
su quel mare infinito.
Occhi negli occhi
ci siamo parlate come sorelle
di quell’affetto ancestrale
che illumina le onde sugli scogli
e riverbera sulla spiaggia di notte.
Voltandomi
ti ho reso un ultimo sorriso
certa che un giorno forse lontano
il nostro abbraccio sarà vero.
Ché i nostri pensieri
si fonderanno in un connubio di luce
aldilà dell’oltre e dei sogni.
Trasparenze
e fili di speranza
nelle iridi rovesciate, ho colto,
tutta l’essenza in un fotogramma.
Luna d’argento, luna, luna mia!

Patrizia Portoghese
Tutti i diritti riservati

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La luna sotto la mia pelle

Sui sentieri dell'anima... di Pattyrose

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Ho appeso le speranze

a una stella cadente

che si avvicina all’altra metà della luna,

turgida l’ombra che si fa luce.

Le palpebre annuiscono

e gli occhi non si perdono

nella profondità dell’ impercettibile,

cristallina la lacrima riluce.

I traguardi non sono lontani

le linee della vita vicine

che di fine merletto s’intrecciano,

sotto la mia pelle scintille.

Sotto la mia pelle fuoco che arde

chiarezza che non si disperde

verità che non soffoca nella gola.

Voce che tra mille invoca

luna, sarò da te, un giorno, non lontano.

Sarò da te, luna

che dimori sotto la mia pelle, da sempre.

©Patrizia Portoghese

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Il giardino delle fate

Sui sentieri dell'anima... di Pattyrose

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A ridosso della notte

gli alberi del giardino delle fate

sembrano più alti e la magia di una canzone

schiude d’incanto

una rosa dalla luce bianca

che di piccoli passi  gioca a inventare la luna.

Scocca l’ultima ora

di pistilli colorati d’oro

dove gli occhi si fanno lucciole di giada

al cospetto dell’alba

e lanterne allacciate ai legni

come ad indicare quella via incantata,

quella via fatta di ciottoli e d’anime

di vita, a regalarci un attimo in più d’amore.

©Patrizia Portoghese

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Aliante

Sui sentieri dell'anima... di Pattyrose

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E’ come il burro
che si scioglie tra le mani
e tra le gambe scivola lento,
plana come aliante e valica il monte.

E’ come una marea
che di latte versi sui miei fianchi
e d’istinto bevi avvinghiato al mio seno.

Non una parola
ma il battito incessante
che risale nei respiri ritmati
e negli occhi che supplicano il desiderio.

Un grido e un gemito
perdutamente sazi di vivere ogni attimo
celati da un velo d’estrema e intensa follia.

©Patrizia Portoghese

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Pietre e promesse

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Squarci d’agosto

su mura impietrite,

liquefatte dal sangue.

 

Pietre che rotolano

senza via di scampo,

piedi nudi a raccontare

quell’orrore.

 

Mani scure a cercare radici

quelle radici spente

per sempre.

 

Resta il coraggio

che da solo poco raccoglie…

 

Promesse al vento

nel gelido e torrido ricordo.

 

©Patrizia Portoghese

 

 

Stella cadente

Scritta per un uomo che non meritava, ma oggi quel futuro ha un altro nome… Rispetto e amore; buona notte di stelle cadenti a iosa per tutti e felice ferragosto ☆ ✮ ✯

Sui sentieri dell'anima... di Pattyrose

stella

Ieri sera nel buio un’atmosfera magica
Respiravo tra i tuoi capelli

Un cielo stellato come mai
Appariva all’improvviso luminoso

La stella cadente più bella mai vista
La’ davanti a noi
Con la sua scia luminosa inondava i nostri cuori
Le nostre menti

Nessuna parola nessun commento
Scivolando via
Lasciava tracce del suo andare

Poi spariva come per incanto
Noi li’ a sognare e desiderare
Un futuro migliore.

@Pattyrose
Tutti i diritti riservati

Agostoduemilanove

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Associazione Culturale

SANTA RITA Associazione Ricreativa Culturale e Sportiva

Associazione Culturale 'Divagazioni D'Arte'

L'Arte è voglia di emozionare qualunque sia la forma usata per esprimerla

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Il sito del Coro Prisma: realtà musicale romana che si occupa di intrattenimento musicale con canti folk e popolari.

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