Sussurri e grida

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Era una notte immacolata

di sussurri tramutati in grida.

Pugni contro carne

sangue a fiotti dalla gola

e occhi ammantati di cenere.

Cerulea impotenza

e quelle mani serpenti

a scavare il non infinito.

E’ un’onda interminabile

sete di morte femminea.

Era una notte silenziosa

di sussurri tramutati in grida.

 

©Patrizia Portoghese

20-11-2018

 

 

 

Cenere e sangue

Tra poco è la Giornata Internazionale contro la violenza sulle Donne…

Sui sentieri dell'anima... di Pattyrose

Fabiana

Troppo lunga questa lista
macchie di sangue e cenere,
cenere e sangue misti alla terra.
Ideali carbonizzati
su un tappeto d’erba, senza fiori
occultati da una gioventù persa.
Non c’è fine alla persecuzione
giovani donne incontro al destino
troppo breve, troppo lungo.
Troppo lunga l’agonia
troppo breve la supplica
quando il carnefice non molla la presa.
Genocidio di donne
non omicidio passionale
ve ne prego, sono esseri amici del diavolo.
Si perpetua giornalmente
un massacro fatto di carne contro un NO,
un NO abissale che mette paura.
Un gioco di morte
che improvvisamente stritola il vento
e minaccioso ha già fatto spogliare
l’ennesimo fiore che non ha più una culla
dove poter dormire, se non tra le stelle
mentre la pioggia cade inesorabile.
Cenere e sangue senza un grido,
grumo di una piccola, grande donna.

@Patrizia Portoghese alias Pattyrose
Tutti i diritti riservati

Riporto alcuni commenti giunti su Fb, visto…

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Intervento di Renato Fedi – Presentazione Universo Donna

Ho iniziato a scrivere per amore, trasportata dal dolore…

Sui sentieri dell'anima... di Pattyrose

Renato Fedi

Patrizia ho iniziato a conoscerla come scrittrice diversi anni fa leggendo i suoi scritti su alcuni siti di poesia del web, ricevendone immediatamente un’impressione positiva per la notevole capacità di saper trasferire attraverso i versi le sue emozioni.
La vena poetica di Patty (preferisco chiamarla così), nasce e trova fonte soprattutto dal sentimento dell’amore, inteso nella sua più ampia accezione; gli accadimenti della vita con la separazione dal suo ex marito, hanno poi reso ancora più forte l’esternazione del suo ‘amare’ e la poesia si è fatta naturale compagna nei giorni del dolore e della riflessione.
Lo stile poetico di Patty è limpido, scorrevole, musicale; mai ruvido o cupo, è lo specchio di un’anima che sa osservare, esaminare e trasferire emozioni con la naturalezza di chi ha della vita una visione limpida, senza fronzoli.
I suoi versi colpiscono al cuore chi legge, sono ricchi di metafore e sempre intrisi di…

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Perlage

Sui sentieri dell'anima... di Pattyrose

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Perlage
particolare nell’odore
muschio e vaniglia sulla pelle
misto alla voglia delle bocche di godere.

Persistente
spezia d’aromi e melograno
e converge il rosa sul palato
diventa viola nel riflesso d’un istante.

Sensuale
accarezza l’ombra degli acini
matura e si fa piacere di ghiaccio
in una spuma bollente di compiacimento.

Perlage
l’emozione nel flûte
da bere a brevi e sensuali sorsi
corrobora i corpi e amplifica la mente.

©Patrizia Portoghese 

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La Panchina

[Se la fantasia potesse

elencare le infinite volontà dell’uomo,

il crepuscolo darebbe di sguincio

un’ultima possibilità di rinascere.

Perché no, da un refolo di pensiero

da una memoria, da una panchina]

Sui sentieri dell'anima... di Pattyrose

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Nella vastità del parco

ai margini di una pista da ballo

la panchina ricorda le grida festose,

l’estate che dava il passo all’autunno.

Con le foglie piegate

nei cammini svelti della gente

e le risa a perdifiato dei bambini,

nell’evoluzione delle giornate.

La Panchina aspetta

i sussulti di due amanti

e le parole d’amore agghindate a festa,

il dondolio dei rami strapazzati dal vento.

Quanto può far felice

questo ricordare d’archi e frecce scoccate,

di luce e tenebre da nascondersi al di sotto

e contare che anche l’ultimo tramonto sia andato.

Li vedo quei due abbracciati

capelli bianchi  e mano nella mano,

raccontarsi quello che è stato

e colorare il cielo con una lacrima e  un cenno del capo.

Basta una panchina

lì ai margini di una pista da ballo

anche se inventata

narra le gesta e le realtà del mondo.

[Se la fantasia potesse

elencare le infinite volontà dell’uomo,

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All the weary mothers of the earth

L'immagine può contenere: 1 persona, con sorriso, primo piano

 

All the weary mothers of the earth

All the weary mothers of the earth
All the weary mothers of the earth will finally rest
We will take their babies in our arms and do our best
When the sun is low upon the field
To love and music they will yield
And the weary mothers of the earth shall rest

And the farmer on his tractor and beside his plow
Will stand there in confusion as we wet his brow
With the tears of all the businessmen
Who see what they have done to him
And the weary farmers of the earth shall rest

And the aching workers of the world again shall sing
These words in mighty choruses to all will bring
“We shall no longer be the poor
For no one owns us anymore”
And the workers of the world again shall sing

And when the soldiers burn their uniforms in every land
The foxholes at the borders will be left unmanned
General, when you come for the review
The troops will have forgotten you
And the men and women of the earth shall rest

Tutte le madri che al mondo

Tutte le madri che al mondo son stanche, al fine riposeranno
Prenderemo i loro bimbi in braccio e faremo del nostro meglio
Quando il sole è basso sui campi
Cederanno alla musica e all’amore
E le madri che al mondo son stanche, riposeranno

E il contadino sul trattore o accanto all’aratro
resterà là, confuso, mentre gli bagniamo la fronte
con le lacrime di tutti gli uomini d’affari
Che vedono cosa gli hanno fatto
E i contadini che al mondo son stanchi, riposeranno

E i lavoratori che al mondo stan male, canteranno di nuovo
E porteranno a tutti queste parole con cori potenti:
“Non saremo più poveri
perché non apparteniamo più a nessuno”
E il lavoratori che al mondo stan male, canteranno di nuovo.

E quando i soldati bruceranno le uniformi in ogni paese
i posti di guardia scavati alle frontiere resteranno vuoti
E tu, generale, quando verrai in rivista
le truppe ti avranno dimenticato
E gli uomini e le donne di tutto il mondo riposeranno.

(Joan Baez)

https://www.youtube.com/watch?v=hqQcaWpwCrM

Un fiocco rosa

Per le mie amiche colpite, per tutte le donne che combattono, per tutte quelle che non ce l’hanno fatta… Fate prevenzione, può salvarci/vi la vita!

Sui sentieri dell'anima... di Pattyrose

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Un fiocco rosa

come un petalo che faccia da argine

alla cattiveria del mostro.

Che serbi il coraggio

nell’animo delle donne

e forgi la dura lotta

per l’amore della vita.

L’amore per la vita

conduce un fiume in piena

negli argini,

arresta l’ombra dei passi

e illumina la speranza.

Un fiocco rosa

come un petalo che accarezzi gli occhi

e che guardi al passato

con un sorriso sulla bocca.

Che sia simbolo

di rinascita a nuova vita

frangiflutti all’inevitabile.

Un fiocco rosa

è armatura color pastello

lucente, a illuminare il domani.

A tutte le Donne che hanno lottato, lottano e lotteranno contro il tumore al seno.

A quelle Donne che non ce l’hanno fatta.

©Patrizia Portoghese

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EUGENIO MONTALE

12 ottobre 1896 -12 settembre 1981

Sui sentieri dell'anima... di Pattyrose

eUGENIO mONTALEPremio Nobel della Letteratura nel 1975.

La vita di Eugenio Montale è la vita di un uomo schivo, distaccato e disilluso verso se stesso e la propria stessa esistenza: scrivendo «sempre da povero diavolo e non da uomo di lettere professionale», diviene uno dei massimi rappresentanti della poesia e della cultura contemporanea.
Nasce a Genova il 12 ottobre del 1896. Trascorre l’infanzia e l’adolescenza tra Genova e Monterosso, luoghi e paesaggi divenuti poi essenziali per la sua poesia. Di salute malferma, compie studi irregolari, nutrendo una forte passione, oltre che per la letteratura e la poesia, anche per il canto. Nel 1917 viene chiamato alle armi come ufficiale di fanteria.
Dopo la guerra stringe rapporti sia con gli scrittori che a Genova frequentano il Caffè Diana in Galleria Mazzini (in particolar modo con Camillo Sbarbaro) sia con il gruppo torinese di Piero Gobetti, che negli anni venti cerca di attuare…

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Sguardi d’amore

I miei occhi palpitano di sole
e la mia bocca annuisce a te
ai tuoi sguardi vivi nel vento…

Sui sentieri dell'anima... di Pattyrose

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I miei occhi palpitano di sole
e la mia bocca annuisce a te
ai tuoi sguardi vivi nel vento.

Sguardi d’amore che raccontano
certezze di pietre senza ombra
di respiri portati dal mare.

Anelli d’acqua tinti d’azzurro
reti impigliate ai capelli dorati
e le tenere mani che si sfiorano.

Paesaggi che si assottigliano
al passaggio del primo tramonto
sguardi d’amore che ricordano.

Troviamoci ancora tra la sabbia
a contare i baci e le conchiglie
a rincorrerci tra i pensieri.

Dell’oggi gustiamo l’ultima onda
e gustiamo la nascita degli astri
che di luce in cielo s’affacciano
sguardi d’amore che non finiscono.

©Patrizia Portoghese

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Sorelle

Auguri sorellina!

Sui sentieri dell'anima... di Pattyrose

sorelle

Tempi lontani

dolci e semplici

color del tempo passato.

Urla di gioia

mentre correvi traballante

lungo il corridoio.

Le mani piccole

tese verso di me.

Incontro unico

di sorelle

cosi’ diverse

cosi’ unite.

Ora… Cosi’ lontane.

Un sorriso

un abbraccio

tanto basta per ritrovarsi

come in quel corridoio…

Cosi’ diverse

cosi’ unite

forse un domani

di nuovo vicine.

@Patrizia Portoghese alias Pattyrose
Tutti i diritti riservati

Scritta il 6 ottobre 2008

Dedicata a mia sorella…
Ora siamo vicine più che mai e per l’eternità.

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La fata del bosco

Sui sentieri dell'anima... di Pattyrose

Fata del bosco

E’ così dolce la pioggia
incanta con il suo tintinnare
ritmato nella danza di una fata.

La fata dei boschi? Si, Lei.
Allieta il sonno degli elfi erranti
come magica libellula vola
tra insoliti destini.

Al tocco d’ali
s’infiamma l’orizzonte di luna
dove i sogni si cristallizzano
e le vestali si vestono di bianco.

Canterà le sue melodie
incastonate tra le cortecce degli ontani
e il profumo salirà più in alto delle cime.

La fata dei boschi? Si, Lei.
Primigenia della terra
dalle antiche radici di rosa canina
si veste di primula e violetta.

Non sa che il suo peregrinare
è stato accolto da un verso libero
dove le strofe saranno viatico perenne.

Oh Fata, Fata dei boschi!
Prendimi per mano
portami lì dove possa urlare
dolcemente
tutto il mio amore
tutto il mio dolore
per questa stupenda Terra.

@Patrizia Portoghese alias Pattyrose
Tutti i diritti riservati

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Luna d’argento

Sui sentieri dell'anima... di Pattyrose

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Siediti
mi ha detto
e mi ha abbracciata
di bianco e argento la veste.
L’alone
come un manto
mi ha avvolta
e come una carezza sfiorata.
Luna d’argento,
mi hai chiesto e l’ho fatto,
ti ho toccata sporgendomi
dalla torre che impera
su quel mare infinito.
Occhi negli occhi
ci siamo parlate come sorelle
di quell’affetto ancestrale
che illumina le onde sugli scogli
e riverbera sulla spiaggia di notte.
Voltandomi
ti ho reso un ultimo sorriso
certa che un giorno forse lontano
il nostro abbraccio sarà vero.
Ché i nostri pensieri
si fonderanno in un connubio di luce
aldilà dell’oltre e dei sogni.
Trasparenze
e fili di speranza
nelle iridi rovesciate, ho colto,
tutta l’essenza in un fotogramma.
Luna d’argento, luna, luna mia!

Patrizia Portoghese
Tutti i diritti riservati

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Associazione Culturale

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