Una rosa di confine

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Ai confini di una decade importante

una rosa ancora imperante

senza trucchi né inganni,

porta smalti lucenti

e rughe un poco accennate.

Una rosa di confine

attaccata alle radici perse nel profondo

alle spine cadute

rotolate negli abissi.

Abissi ancora presenti

celati dalla mia caparbietà,

dal mio essere

costante amante della vita

come un acino attaccato al grappolo.

Più volte sono nata e morta

alla ricerca della  felicità,

ho amato il mio passato

così come l’ho tanto odiato.

Non mi resta che profetizzare il mio avvenire,

ancora una volta,

scavalcando le orme e i dolori

ed ancora una volta sarò una rosa di confine.

[Non perderò il sentiero verso la Luna

non proibirò al fiore dell’universo

di starmi accanto e penetrare il mio cuore]

 

Ai miei cinquantanove anni

 

©Patrizia Portoghese

 

Infinite lune (ai miei 58 anni)

In attesa… ripropongo la poesia dedicata ai miei 58 anni…

Sui sentieri dell'anima... di Scrivere per Amore

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Sono nata il 20 di luglio sotto il segno del Cancro e questo dice molto della mia natura, del mio essere me stessa. Non ho mai pensato che fosse un caso il mio sentirmi vicina alla luna (in senso metaforico ovviamente) e neanche che oggi siano i 50 anni dall’allunaggio. Me lo ricordo bene quel giorno, avevo 8 anni ed era il mio compleanno. Non farò nessun resoconto di dolori, gioie e rimpianti perché ne avrei di cose da scrivere. Oggi voglio solo ‘stare in pace’. Ringrazio tutti voi che avrete un pensiero per me. Ringrazio i parenti, tutti gli amici e conoscenti. Un pensiero alla mia nuova famiglia di amici musicisti che ieri sera a mezzanotte hanno suonato e brindato con me. Senza retorica o falso buonismo vi voglio bene, a tutti voi!

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Parole di cristallo

e infinite lune

a infrangersi contro il fuoco

d’una estate senza contorni

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La Luna sotto la mia pelle

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Ho appeso le speranze

a una stella cadente

che si avvicina all’altra metà della luna,

turgida l’ombra che si fa luce.

 

Le palpebre annuiscono

e gli occhi non si perdono

nella profondità dell’ impercettibile,

cristallina la lacrima riluce.

 

I traguardi non sono lontani

le linee della vita vicine

che di fine merletto s’intrecciano,

sotto la mia pelle scintille.

 

Sotto la mia pelle fuoco che arde

chiarezza che non si disperde

verità che non soffoca nella gola.

 

Voce che tra mille invoca

luna, sarò da te, un giorno, non lontano.

Sarò da te, luna

che dimori sotto la mia pelle, da sempre.

 

©Patrizia Portoghese

Flavia delle favole

Auguri Stellina del mio cuore!

Sui sentieri dell'anima... di Scrivere per Amore

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Flavia delle favole

unguento d’amore

a sgocciolare dal cielo,

ancora attaccata

a quel cordone ramoscello.

Dal grembo di tua madre

inizi il tuo cammino

piccolo angelo

che della terra

fai la tua casa.

Quegli occhi

che sanno di color fiaba

penetranti le corolle

di gerbere e gardenie.

Flavia delle favole

nell’afflato dell’universo

a raccontare la vita

in un giorno che mai sarà perso.

Vola come farfalla

che dei giardini fa il suo regno

e del cielo la cornice di un sogno.

Di velluto e organza

sei nata nella storia d’amore più bella.

(Alla mia nipotina Flavia, nata il 24 giugno 2019)

©Patrizia Portoghese

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Carlos Ruiz Zafón

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È morto lo scrittore Carlos Ruiz Zafón nella sua residenza a Los Angeles — dove viveva dal 1993 — , a causa del cancro, come riportato dai media spagnoli. «Oggi è una giornata molto triste per l’intero team Planeta che lo conosceva e ha lavorato con lui per vent’anni, durante i quali è stata forgiata un’amicizia che trascende la professionalità », ha dichiarato l’editore Planeta che ha dato la notizia. Ruiz Zafón, che aveva 55 anni e viveva a Los Angeles, dove lavorava in veste di sceneggiatore per l’industria di Hollywood, aveva raggiunto la notorietà internazionale con il suo romanzo L’ombra del vento (Planeta), vincitore di numerosi premi e selezionato nella lista fatta nel 2007 da 81 scrittori e critici latinoamericani e spagnoli con i migliori 100 libri in lingua spagnola degli ultimi 25 anni. Le sue opere sono state tradotte in oltre quaranta lingue.

La vita ci assegna senza possibilità di scelta i genitori, i fratelli e gli altri parenti, l’unica e vera alternativa che ci offre è quella di poter scegliere i nostri amici. Se qualcuno non ti ama ti amerà qualcun altro. Goditi l’amore delle persone che ti vogliono bene, condividilo con loro e dedicagli il tuo.

Carlos Ruiz Zafón
dal libro “L’ombra del vento” 

I colori dell’anima (riproposta)

 

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(Mio dipinto)

Vorrei innaffiare i vostri cieli
di mille colori lucenti,
apostrofare versi
come ninne- nanne
accomodanti perché
i sentimenti scivolino
delicatamente…
Senza far danni.

Ninnoli come sogni
d’apparente naturalezza
far uscire fuori
tutta la bellezza
d’anime senza volto.
Coinvolte consapevolmente
nel vortice della poesia.

Vorrei sorprendere
spogliando l’anima
dai veli inconsueti
per mettere a nudo
un’elica che gira
vorticosamente
dando un senso
naturale ai sentimenti
che sono per tutti
i più importanti.

Nulla conta più
dell’esser amati
per ciò che si è.

©Patrizia Portoghese

L’odore del fieno (riproposta)

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(Mio dipinto)

 

Lassu’ in alto
appare come un sogno
piccolo e dolce paese di montagna.

Lontano nel tempo
vive nei ricordi
delle belle estati che furono.

Un suono di campanella echeggia
tra i corridoi brulicanti di ragazzini
un altro anno è terminato.

Corri corri si parte,
il dolce paese montano
aspetta l’arrivo festante.

Eccola la montagna si erge all’orizzonte
in tutta la sua maestosita’,
dondolio di campanelle nella vallata.

Una strada tortuosa si inerpica,
tre, quattro, cinque tornanti
casupole appaiono bianche e marroni.

Un silenzio lieve e soffice si respira,
aria fresca bagnata di rugiada
inizia la vacanza sognata.

Sento ancora l’odore del fieno,
il profumo dei focolari nelle strade del paese,
questi teneri ricordi delle belle estati che furono,

rimangono inalterati qui,
nei miei pensieri,
nel mio cuore.

©Patrizia Portoghese

Finalista al Premio ‘Un monte di poesia 2009’

Questa poesia avrà per sempre un posto speciale
nel mio cuore… Tutto è iniziato da qui.

Il vecchio e il bambino (F. Guccini)

Un vecchio e un bambino si preser per mano
e andarono insieme incontro alla sera;
la polvere rossa si alzava lontano
e il sole brillava di luce non vera…
L’ immensa pianura sembrava arrivare
fin dove l’occhio di un uomo poteva guardare
e tutto d’ intorno non c’era nessuno:
solo il tetro contorno di torri di fumo…
I due camminavano, il giorno cadeva,
il vecchio parlava e piano piangeva:
con l’ anima assente, con gli occhi bagnati,
seguiva il ricordo di miti passati…
I vecchi subiscon le ingiurie degli anni,
non sanno distinguere il vero dai sogni,
i vecchi non sanno, nel loro pensiero,
distinguer nei sogni il falso dal vero…
E il vecchio diceva, guardando lontano:
“Immagina questo coperto di grano,
immagina i frutti e immagina i fiori
e pensa alle voci e pensa ai colori
e in questa pianura, fin dove si perde,
crescevano gli alberi e tutto era verde,
cadeva la pioggia, segnavano i soli
il ritmo dell’ uomo e delle stagioni…”
Il bimbo ristette, lo sguardo era triste,
e gli occhi guardavano cose mai viste
e poi disse al vecchio con voce sognante:
“Mi piaccion le fiabe, raccontane altre!”

 

Il vecchio e il bambino” racconta il dialogo tra due generazioni separate da un disastro atomico che ha quasi cancellato la vita dal Pianeta Terra: il vecchio racconta com’era la vita prima dell’evento distruttivo; il bambino ascolta con attenzione credendo però che il racconto, ai suoi occhi troppo bello e fantasioso, sia in realtà un fiaba.

Radici - Francesco Guccini Official

In direzione del mare

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(Mio dipinto)

 

In direzione del mare
seguendo indizi come briciole d’amore
e nell’aria la freschezza del maestrale.

Uniti dal vento
e in controluce al sole, soffi d’armonia
al riparo dalla noia e dal dolore
ecco, la risposta in un’onda di tenerezza.

Aspettiamo che il tempo diventi ancora tempo
che ci conduca in una grotta di piccoli momenti
negli infiniti passi del non addio.

Lì dove uno spicchio d’azzurro
aggiunge preziosità al nostro amore
sorgente e delta di un sorriso
dove conservare la bellezza non è utopia
ma serena canzone, senza tregua
urlata a squarciagola, in direzione del mare.

©Patrizia Portoghese

Un delta di suoni (Diploma d’onore-1°Concorso Internazionale di Poesia ‘Quelli che a Monteverde’

Sui sentieri dell'anima... di Scrivere per Amore

PattyrosePremio della critica a Patrizia Portoghese (Pattyrose)

La lirica “Un delta di suoni” di Pattyrose è un’alternanza di predisposizioni dell’anima, tra l’amore sacro e l’amore profano. Un desiderare e un respingere, un prendere e un lasciare, un vivere e un morire, per dissolversi nel delta dell’eternità. “Nel mare convoglia il passato/cresce furente, rigetta il dolore/ conserva il silenzio dell’amore/ è calmo ora nell’ora dell’addio.” Sentimenti ripescati dal cuore vengono sottilmente definiti in simbolismi e parabole poetiche. La scrittura di Patrizia Portoghese sa coniugare il senso dell’amore al fugace possesso delle cose. Con un raffinato lirismo la poetessa alimenta il suo creativo sentire.

UN DELTA DI SUONI

È un delta questo frastuono
di suoni e colori, fuoriesce
con tutta la forza esistente
onirica l’acqua ne discende.

Spicchio d’euforica emozione
nelle pieghe di questo cuore
ribalta i contorni delle ore
mentre l’eclissi s’avvicina.

Il fiume corre inesorabile
sulle sponde aliti di vento

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False Prophet – Bob Dylan

Il nostro grande Bob Dylan oggi compie 79 anni. Ascoltate questa canzone dell’ultimo album “Rough And Rowdy Ways” (in uscita a giugno): nel brano qui proposto, il Menestrello scrive: «I saw it begin / I opened my heart to the world and the world came in». Non ho mai saputo, da quando dall’età di dodici anni lo seguo, che Dylan avesse aperto il cuore a qualcuno, stretto com’era, quasi nascosto, nello spazio semantico-poetico delle sue opere. Inizialmente mi sono commossa, poi ho compreso quanto, invece di dirmi un’altra volta che le cose adesso sono cambiate, sia cambiato lui stesso.
Grazie, Bob, anche quando hai raccomandato, in questo difficile frangente: «Stay safe, stay observant and may God be with you». Finalmente, il Dio di tutti non sta più dalla parte dei potenti e dei prevaricatori, come in “With God On Our Side” del 1963, bensì dalla nostra.

(Cinzia Baldazzi)

 

Negli occhi di Maria

Nel centenario della Sua Nascita

Sui sentieri dell'anima... di Scrivere per Amore

Karolrosario

Contemplando il Volto di Gesù
riflesso negli occhi di Maria
sgranando luminosi grani.

Tra le mani tremanti
la luce infinita della Fede
nel mistero dell’umanità.

Come preghiera scrivesti
Rosarium Virginis Mariae
per entrare e carpire
nello sguardo della Madre
la gloria di quel figlio.

Che gioia nei tuoi occhi sofferenti
nello spirito e nell’amore
di Maria Dolcissima
guida amorevole del Tuo cammino
sui sentieri impervi della vita umana.

Indimenticabili momenti
di dolorosa passione nel mistero
… Della Fede, del Tuo essere
Uomo tra la gente.
E tra le dita sante s’illumina
Il Rosario.

Tratta dalla mia silloge ‘Karol, un Uomo’

“Seguendo il cammino di Cristo, scrive GPII, il credente si pone davanti all’immagine dell’uomo vero… E seguendolo sulla via del Calvario, impara il senso del dolore salvifico”(Lett.Apostolica Rosarium Virginis Mariae del 16 ottobre 2002).

Contemplating the Face of Jesus
reflected in the eyes of Mary
Light shelling beans.

Between shaking…

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Antonino Schiera Riflessioni d'Autore

L'alba di ogni nuovo giorno illumina i miei diuturni pensieri, di notte sopiti nell'eremo dei tuoi abbracci

wwayne

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L'Arte è voglia di emozionare qualunque sia la forma usata per esprimerla

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Il sito del Coro Prisma: realtà musicale romana che si occupa di intrattenimento musicale con canti folk e popolari.

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