Dentro e Fuori

Dolori e speranze…

Sui sentieri dell'anima... di Scrivere per Amore

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Dentro e fuori

un’anima fatta di poesia

di lacrime e sorrisi,

un’avventura d’amore

per la vita.

[ Scorgo anfiteatri

e luci nella notte

sentieri d’armonie]

Dentro e fuori

merletti d’emozioni

di dolori e speranze,

un cammino tutto mio

di vita.

©Patrizia Portoghese

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L’arte di scrivere

Sui sentieri dell'anima... di Scrivere per Amore

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Come fiammelle accese nella notte
i pensieri degli scrittori si accendono
raccontano d’amore alla luce di una ispirazione.

Si affaccendano a cercare sentieri
che brulicano di pietre magiche e ombre
dove i paesaggi si avvicendano inquietanti per ore.

Scavano nella ruggine dei sogni
flettono le dita su fogli immaginari
riescono sempre a far piangere di gioia o di dolore.

Se riescono a musicare i versi
a intersecare rime e tempi coniugati
se riescono a dipingere l’anima con scioltezza
si chiamano poeti e regalano sempre la certezza.

La certezza nell’eco di una parola
che segue l’altra nella giusta direzione
senza errori fino al confine che segna l’inizio
di un nuovo capoverso rimboccato in un calice di vento.

Come fiammelle accese nella notte
nessuna differenza nell’appigliarsi alla luna
o alle stelle che divertite danzano per gli uni e per gli altri
scrittori o poeti, naviganti sui vascelli dell’arte che si fa virtù.

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Non arrossire

Sui sentieri dell'anima... di Scrivere per Amore

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Non arrossire mentre guardi il tramonto
e le gote si tingono d’amaranto
la poesia è quella scia
tinta di bianco.

Pare che i sogni abbiano un colore
e le parole navigano sul vento
la poesia è quella nuvola
dipinta d’argento.

Gli occhi di rosa si riempiono ancora
e le mani si voltano in preghiera
la poesia è fatta di vita
stupisce nel mistero.

Non arrossire anima mia
è la coerenza che ti ha fatta vera
la poesia si è posata sul tuo petto
con te volerà dove ci sarà uno spazio perfetto
e quello spicchio di luna non artefatto.

La perfezione non è necessaria
il verso è un po’ bislacco
ma ne traduce il significato
lì dove scaturisce il senso dello scrivere
e nasce il fiordo di rime da contemplare.

Non arrossire mentre aspetti la notte
e gli occhi diventano color magnolia
la poesia è quella stella
che ti accompagnerà…

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LANCETTE FERME (per non dimenticare)

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2 agosto 1980. Sono le 10.25 del mattino quando una bomba esplode alla Stazione di Bologna provocando 85 morti e oltre 200 feriti, alcuni dei quali, gravissimi, porteranno i segni dell’attentato impressi sul loro corpo per tutta la vita. La Strage di Bologna è l’atto terroristico più grave dalla fine della seconda guerra mondiale, in Italia, ed è anche uno degli ultimi gravi atti della strategia della tensione in quelli che vennero definiti gli “Anni di piombo”.

 

Lancette ferme piangono
corrugate da un sole antico
e le ore segnate dal sangue
cantano le lacrime vissute.

Un due di agosto bolognese
tra ferro e binari uccisi
rantolano i sassi feriti
umiliati da mani assassine.

Tanto violenta la barbarie
tanto da non dimenticare
visi scuciti all’ombra
di un sole accecato dal male.

Lancette piegate versano
oltre le sponde d’un muro
ritorte non chiedono perdono
ma urlano pace alla terra.

Levigate all’ombra dei cipressi
anime chiare naviganti il cielo
nella speranza di sereni giorni
e nel ricordo di vite spezzate
fioriscono parole di conforto.

@Patrizia Portoghese 

 

Esserti Vita

 

Uno strato Bordi in pizzo Velare da sposa cattedrale

 

Avrei voluto esserti sposa all’infinito
vita d’amore che percuoti le coscienze
di chi credeva in te, nel per sempre.
Sono sposa della vita, ora e sempre
che dona a piene mani comunque sia
senza sottoscrivere parole
nella buona e cattiva sorte.
Chi tradisce il patto trova rifugio
forse nei suoi tradimenti e realizza
sogni già infranti e da dimenticare.
Saprò essere vita, saprò esserti amica
vita, vita mia, quanta tenerezza
in quei sorrisi amici, festanti.
In quell’abbraccio che soffoca
tutti i pianti crocifissi, dalla gioia.
Esserti vita, donna, in un bocciolo
schiuso da mani delicate, per te.
Non tradire mai la tua essenza
che si fa quercia nell’attimo dell’abbandono.
Sii viva, di vita vera, fino all’ultima goccia
di quel sangue risorto alla bellezza
di un’anima trasportata dal vento della saggezza.
Realizza i tuoi sogni e stupisci sempre
di questa meraviglia che sei, nell’esserti vita.

 

©Patrizia Portoghese

Infinite lune (ai miei 58 anni)

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Sono nata il 20 di luglio sotto il segno del Cancro e questo dice molto della mia natura, del mio essere me stessa. Non ho mai pensato che fosse un caso il mio sentirmi vicina alla luna (in senso metaforico ovviamente) e neanche che oggi siano i 50 anni dall’allunaggio. Me lo ricordo bene quel giorno, avevo 8 anni ed era il mio compleanno. Non farò nessun resoconto di dolori, gioie e rimpianti perché ne avrei di cose da scrivere. Oggi voglio solo ‘stare in pace’. Ringrazio tutti voi che avrete un pensiero per me. Ringrazio i parenti, tutti gli amici e conoscenti. Un pensiero alla mia nuova famiglia di amici musicisti che ieri sera a mezzanotte hanno suonato e brindato con me. Senza retorica o falso buonismo vi voglio bene, a tutti voi!

https://www.facebook.com/Pattyrose61

 

Parole di cristallo

e infinite lune

a infrangersi contro il fuoco

d’una estate senza contorni

e che di sale tormentano il cuore.

Le vedi come brillano?

Lassù nel cielo

sono gocce d’anima

allacciate alla trasparenza dei versi,

che fragili sono, tanto fragili.

Non sono più

bambina o bruco di farfalla

ma spicco ancora voli di fantasia.

Legata ad un’età

che sempre più si fa gioconda,

alleno l’istinto alla sopravvivenza.

Chiare lune e soli di fuoco

nei prossimi tramonti

saranno simboli di vita,

sprone all’intento della vittoria.

Infinite lune

allacciate ai miei piedi

per farmi volare

al di là

di ogni possibile immaginazione.

[I giorni, i mesi e gli anni

sono come pioggia, come un treno.

Cadono e corrono veloci

mentre quella luce negli occhi

resta immortale]

 

© Patrizia Portoghese

 

 

Luciano De Crescenzo (20 agosto 1928-18 luglio 2019)

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Lo piangiamo tutti, era unico.

Scrittore, regista, attore e conduttore televisivo, aveva quasi 91 anni.

Arbore: “Era maestro delle cose belle”

Il mondo della cultura piange un’altra grande voce e dice addio a Luciano De Crescenzo, 90 anni, scomparso poco fa a Roma, dove era ricoverato da alcuni giorni, per le conseguenze di una polmonite. Scrittore, regista, conduttore televisivo, attore, autore di best-seller conosciutissimi anche all’estero, come Così parlò Bellavista, da cui poi è stato tratto il famosissimo film, De Crescenzo ha avuto il grande merito di saper raccontare la storia e la filosofia al grande pubblico, con schiettezza d’animo e semplicità di parole.
Nel corso della sua carriera, ha scritto circa cinquanta libri, vendendo 18 milioni di copie nel mondo, di cui 7 milioni in Italia. Le sue opere sono state tradotte in 19 lingue e diffuse in 25 Paesi.
“Esprimo il cordoglio profondo mio personale e della città di Napoli per la fine terrena del grande Luciano De Crescenzo, uomo di immensa cultura che ha saputo interpretare al meglio l’anima del popolo napoletano”, ha scritto il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris. “Grazie per aver contribuito ad avvicinare, con ironia e leggerezza, tanti giovani allo studio della mitologia greca e all’amore per la filosofia. Fa’ buon viaggio”, ha commentato su Twitter il ministro dei Beni culturali, Alberto Bonisoli. “Con la scomparsa di Luciano De Crescenzo perdiamo tutti un grande amico. Era un maestro per tutte le cose belle che c’ha fatto conoscere. È una gravissima perdita per la cultura italiana e per la città di Napoli di cui era un esponente fiero ed orgoglioso”, così in un messaggio Renzo Arbore.
Luciano De Crescenzo nacque il 20 agosto 1928, a Napoli, nel Quartiere San Ferdinando, nel borgo Santa Lucia. Abitò al civico 40 di via Generale Orsini, nello stesso palazzo in cui era nato il suo storico amico Carlo Pedersoli, in arte Bud Spencer. Da giovane lavorò nella ditta di guanti gestita dal padre e, durante la Seconda guerra mondiale, la famiglia si trasferì a Cassino.
Dopo la laurea in ingegneria idraulica, conseguita con il massimo dei voti all’Università Federico II di Napoli, allievo del grande matematico Renato Caccioppoli, svolse attività differenti, da venditore di tappeti a cronometrista alle Olimpiadi di Roma del 1960. A Milano trovò lavoro nell’IMB, dove rimase per circa 20 anni, come addetto alle pubbliche relazioni.
Promosso dirigente, decise di lasciare il suo lavoro e dedicarsi a tempo pieno alla scrittura, favorito anche dall’interessamento di Maurizio Costanzo, padrino della sua prima opera, Così parlò Bellavista, che tra il 1976 e il 1977 vendette più di 600mila copie, venendo tradotta anche in giapponese e diventando un caso letterario. Nel 1998, con Il tempo e la felicità, edito da Mondadori, vinse il Premio Cimitile. Seguì una lunghissima serie di romanzi (Oi dialogoi del 1985, Sembra ieri del 1997, La distrazione del 2000), cui si aggiungono opere di saggistica divulgativa, come l’apprezzatissima serie sulla Storia della filosofia greca. Alla cultura greca dedicò anche una serie televisiva sui miti e le leggende, Zeus – Le Gesta degli Dei e degli Eroi, andata in onda su Rai e Mediaset.
De Crescenzo è stato anche attore, nel film di Renzo Arbore, FF.SS. – Cioè: «…che mi hai portato a fare sopra a Posillipo se non mi vuoi più bene?», oltre che nelle sue pellicole, come Così parlò Bellavista e Il mistero di Bellavista.

 

“’La vita è vita‘ risponde prontamente il dottor Vittorio. ‘E non credere che la risposta sia banale. Significa che la cosa più importante è vivere‘.”

LUCIANO DE CRESCENZO

Andrea Camilleri (6 settembre 1925 – 17 luglio 2019)

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Camilleri, nato nel 1925 a Porto Empedocle, in provincia di Agrigento, raggiunse il successo soltanto in età già avanzata, a quasi 70 anni, dopo una lunga carriera di regista, sceneggiatore e funzionario della RAI. Per molto tempo infatti faticò a trovare un editore e un pubblico: per pubblicare il suo primo romanzo, il giallo Il corso delle cose, si rivolse a una casa editrice a pagamento, Lalli. Era il 1978 e mancavano ancora 20 anni alle decine di migliaia di copie vendute di La concessione del telefono, peraltro il primo libro a essere venduto dalla libreria online IBS, e alla “consacrazione” – come si dice in questi casi – di Camilleri. Poi pubblicò con alcune delle maggiori case editrici italiane, Mondadori e Rizzoli, anche se la maggior parte dei suoi libri è uscita per la casa editrice siciliana Sellerio, che in un certo senso “scoprì” Camilleri.

Era un autore incredibilmente prolifico: sono stati pubblicati più di cento libri a suo nome e anche in questi ultimi anni ha continuato a pubblicare più di un nuovo libro all’anno (sei in media), sempre arrivando in cima alle classifiche dei libri più venduti. Anche nelle ultime settimane Il cuoco dell’Alcyon, l’ultimo romanzo con protagonista il commissario Salvo Montalbano, uscito il 30 maggio, è stato nelle prime posizioni.

Il primo romanzo di Camilleri fu La forma dell’acqua, pubblicato nel 1994: il titolo fa riferimento alla montatura costruita attorno all’omicidio al centro del romanzo, paragonata a un recipiente che dà all’acqua la sua forma. Il nome di Montalbano invece è un omaggio allo scrittore catalano Manuel Vázquez Montalbán, autore della serie di romanzi dell’investigatore privato Pepe Carvalho, che come Montalbano è un appassionato di cucina. Il successo di Camilleri è strettamente legato a quello di Montalbano, che dal 1999 è associato all’attore Luca Zingaretti (fratello del segretario del Partito Democratico Nicola) che interpreta il commissario nella serie tv tratta dai romanzi di Camilleri, tuttora in produzione.

 

Andrea Camilleri, tra i più famosi e amati scrittori italiani degli ultimi vent’anni, celebre per la sua fortunatissima serie di gialli sull’ispettore Montalbano e per il suo stile che mescolava italiano e siciliano, è morto alle 8.20 di oggi a Roma, dopo essere stato ricoverato lo scorso 17 giugno all’ospedale Santo Spirito per un arresto cardiaco. Aveva 93 anni. La morte è stata comunicata «con profondo cordoglio» dalla Asl Roma 1, che ha spiegato che «le condizioni sempre critiche di questi giorni si sono aggravate nelle ultime ore compromettendo le funzioni vitali».

Camilleri era uno degli autori italiani di maggior successo commerciale, anche all’estero, principalmente grazie alla serie su Montalbano, ambientata in Sicilia e pubblicata da Sellerio. Dalla serie è stata tratta anche una serie televisiva di grandissimo successo, in onda da anni sulla Rai e con protagonista Luca Zingaretti. «Per volontà del Maestro e della famiglia le esequie saranno riservate. Verrà reso noto dove portare un ultimo omaggio», ha comunicato l’ospedale.

 

Per tutta la vita Camilleri è stato anche attivo in politica. Negli anni Quaranta, quando era ancora studente, si iscrisse al Partito Comunista e dopo essere diventato celebre come scrittore prese parte a moltissimi dibattiti politici, in particolare contro l’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e, più di recente, contro le politiche anti-immigrazione del ministro dell’Interno Matteo Salvini.

Già da qualche anno Camilleri era diventato cieco: lo aveva annunciato in una nota finale nel suo centesimo libro, il romanzo con Montalbano L’altro capo del filo, «scritto nella sopravvenuta cecità». Per portare a termine questo libro e quelli successivi, Camilleri si era affidato alla sua assistente Valentina Alferj, da lui definita «l’unica che sia in grado di scrivere in vigatese». In previsione della sua stessa morte Camilleri, ben tredici anni fa, aveva consegnato a Sellerio l’ultimo romanzo su Montalbano, con il finale della sua storia, chiedendo che fosse pubblicato solo dopo la sua morte. Nel 2017 aveva raccontato a Bianca Berlinguer durante una puntata di #Cartabianca:

Ho scritto la fine dieci anni fa… ho trovato la soluzione che mi piaceva e l’ho scritta di getto, non si sa mai se poi arriva l’Alzheimer. Ecco, temendo l’Alzheimer ho preferito scrivere subito il finale. La cosa che mi fa più sorridere è quando sento che il manoscritto è custodito nella cassaforte dell’editore… È semplicemente conservato in un cassetto (…) Montalbano non morirà. Nessuna autopsia. Ma non potrà sbucare da nessun’altra parte… Se ne andrà, sparirà ma senza morire.

È morto Andrea Camilleri

“Mentre il rigore morale e l’onestà non sono contagiosi, l’assenza di etica e la corruzione lo sono, e possono moltiplicarsi esponenzialmente con straordinaria velocità.”

ANDREA CAMILLERI

Flavia delle favole

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Flavia delle favole

unguento d’amore

a sgocciolare dal cielo,

ancora attaccata

a quel cordone ramoscello.

Dal grembo di tua madre

inizi il tuo cammino

piccolo angelo

che della terra

fai la tua casa.

Quegli occhi

che sanno di color fiaba

penetranti le corolle

di gerbere e gardenie.

 

Flavia delle favole

nell’afflato dell’universo

a raccontare la vita

in un giorno che mai sarà perso.

Vola come farfalla

che dei giardini fa il suo regno

e del cielo la cornice di un sogno.

Di velluto e organza

sei nata nella storia d’amore più bella.

 

(Alla mia nipotina Flavia, nata il 24 giugno 2019)

 

©Patrizia Portoghese

 

 

 

Omaggio a Pablo Neruda (12 luglio 1904-23 settembre 1973)

IL POETA

Sui sentieri dell'anima... di Scrivere per Amore

NERUDA

Un Poeta che adoro. Uno dei più grandi del XX secolo. Leggerlo è una risorsa continua. I suoi versi traboccano d’amore per la donna. Non solo, la sua poesia abbraccia l’amore a livello universale. Ne traccia immagini bellissime dalla natura, dal sociale. Fino alla difesa dei diritti umani.
La sua poesia è semplice, fluente. Non ricca di terminologia particolare. E’ così che arriva direttamente al cuore di chi legge. Usa un verso libero che esprime con forza e delicatezza tutto ciò che c’è da dire. Si vola con la fantasia tra i suoi versi e sembra ci si possa immergere nei passi più caldi e determinati, dolci e passionali.
Ha ricevuto il Premio Nobel per la letteratura nel 1971. Nato a Parral-Cile il 12 luglio 1904 e morto a Santiago del Cile il 23 settembre 1973, poco dopo il golpe di Pinochet.

Difficile scegliere tra le sue liriche… Troppo belle…

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IL BACIO

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Il Bacio

Lungo e imperante
specchio di un’atavica fedeltà
primitiva estasi di labbra.

Il bacio un sorso di passione
leggerezza e profondità
nelle bocche silenziose
che si protendono nell’infinito.

Silenzioso urla nel diletto
peregrino nel perpetuo scorrere
del piacere nell’abbraccio
caldo e sensoriale.

Ed è estasi nel prolungamento dei sensi
abbarbicati al profumo che tesse
come un ragno la tela.

Mentre la febbre d’amore prevale
e scolpisce un attimo d’eternità.

Patrizia Portoghese

 

https://patriziaportoghese.com/2011/10/19/il-bacio/

Nata di luglio

Buon mese di Luglio…

Sui sentieri dell'anima... di Scrivere per Amore

Pattyrose

Sono nata di luglio
il mese dove alberga il sole
e dove la luna ha il suo giaciglio.

Declino ogni promessa
perchè ogni mio sogno si avveri
incurante dello sciamare della sabbia.

In quella clessidra
che girata al contrario riflette
un soffio d’aria che non vuol scendere.

Nell’ ancora della vita
gettata al largo di un nuovo orizzonte,
si sublima la tavolozza di colori, nelle sfumature
e strugge il desiderio nello stillicidio di certe speranze.

Nel giorno del mio compleanno 20 luglio 1961…

@Patrizia Portoghese alias Pattyrose
Tutti i diritti riservati

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