I colori dell’anima (riproposta)

 

L'immagine può contenere: pianta, spazio all'aperto, natura e acqua

(Mio dipinto)

Vorrei innaffiare i vostri cieli
di mille colori lucenti,
apostrofare versi
come ninne- nanne
accomodanti perché
i sentimenti scivolino
delicatamente…
Senza far danni.

Ninnoli come sogni
d’apparente naturalezza
far uscire fuori
tutta la bellezza
d’anime senza volto.
Coinvolte consapevolmente
nel vortice della poesia.

Vorrei sorprendere
spogliando l’anima
dai veli inconsueti
per mettere a nudo
un’elica che gira
vorticosamente
dando un senso
naturale ai sentimenti
che sono per tutti
i più importanti.

Nulla conta più
dell’esser amati
per ciò che si è.

©Patrizia Portoghese

L’odore del fieno (riproposta)

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(Mio dipinto)

 

Lassu’ in alto
appare come un sogno
piccolo e dolce paese di montagna.

Lontano nel tempo
vive nei ricordi
delle belle estati che furono.

Un suono di campanella echeggia
tra i corridoi brulicanti di ragazzini
un altro anno è terminato.

Corri corri si parte,
il dolce paese montano
aspetta l’arrivo festante.

Eccola la montagna si erge all’orizzonte
in tutta la sua maestosita’,
dondolio di campanelle nella vallata.

Una strada tortuosa si inerpica,
tre, quattro, cinque tornanti
casupole appaiono bianche e marroni.

Un silenzio lieve e soffice si respira,
aria fresca bagnata di rugiada
inizia la vacanza sognata.

Sento ancora l’odore del fieno,
il profumo dei focolari nelle strade del paese,
questi teneri ricordi delle belle estati che furono,

rimangono inalterati qui,
nei miei pensieri,
nel mio cuore.

©Patrizia Portoghese

Finalista al Premio ‘Un monte di poesia 2009’

Questa poesia avrà per sempre un posto speciale
nel mio cuore… Tutto è iniziato da qui.

Il vecchio e il bambino (F. Guccini)

Un vecchio e un bambino si preser per mano
e andarono insieme incontro alla sera;
la polvere rossa si alzava lontano
e il sole brillava di luce non vera…
L’ immensa pianura sembrava arrivare
fin dove l’occhio di un uomo poteva guardare
e tutto d’ intorno non c’era nessuno:
solo il tetro contorno di torri di fumo…
I due camminavano, il giorno cadeva,
il vecchio parlava e piano piangeva:
con l’ anima assente, con gli occhi bagnati,
seguiva il ricordo di miti passati…
I vecchi subiscon le ingiurie degli anni,
non sanno distinguere il vero dai sogni,
i vecchi non sanno, nel loro pensiero,
distinguer nei sogni il falso dal vero…
E il vecchio diceva, guardando lontano:
“Immagina questo coperto di grano,
immagina i frutti e immagina i fiori
e pensa alle voci e pensa ai colori
e in questa pianura, fin dove si perde,
crescevano gli alberi e tutto era verde,
cadeva la pioggia, segnavano i soli
il ritmo dell’ uomo e delle stagioni…”
Il bimbo ristette, lo sguardo era triste,
e gli occhi guardavano cose mai viste
e poi disse al vecchio con voce sognante:
“Mi piaccion le fiabe, raccontane altre!”

 

Il vecchio e il bambino” racconta il dialogo tra due generazioni separate da un disastro atomico che ha quasi cancellato la vita dal Pianeta Terra: il vecchio racconta com’era la vita prima dell’evento distruttivo; il bambino ascolta con attenzione credendo però che il racconto, ai suoi occhi troppo bello e fantasioso, sia in realtà un fiaba.

Radici - Francesco Guccini Official

In direzione del mare

L'immagine può contenere: pianta e spazio all'aperto

(Mio dipinto)

 

In direzione del mare
seguendo indizi come briciole d’amore
e nell’aria la freschezza del maestrale.

Uniti dal vento
e in controluce al sole, soffi d’armonia
al riparo dalla noia e dal dolore
ecco, la risposta in un’onda di tenerezza.

Aspettiamo che il tempo diventi ancora tempo
che ci conduca in una grotta di piccoli momenti
negli infiniti passi del non addio.

Lì dove uno spicchio d’azzurro
aggiunge preziosità al nostro amore
sorgente e delta di un sorriso
dove conservare la bellezza non è utopia
ma serena canzone, senza tregua
urlata a squarciagola, in direzione del mare.

©Patrizia Portoghese

Un delta di suoni (Diploma d’onore-1°Concorso Internazionale di Poesia ‘Quelli che a Monteverde’

Sui sentieri dell'anima... di Scrivere per Amore

PattyrosePremio della critica a Patrizia Portoghese (Pattyrose)

La lirica “Un delta di suoni” di Pattyrose è un’alternanza di predisposizioni dell’anima, tra l’amore sacro e l’amore profano. Un desiderare e un respingere, un prendere e un lasciare, un vivere e un morire, per dissolversi nel delta dell’eternità. “Nel mare convoglia il passato/cresce furente, rigetta il dolore/ conserva il silenzio dell’amore/ è calmo ora nell’ora dell’addio.” Sentimenti ripescati dal cuore vengono sottilmente definiti in simbolismi e parabole poetiche. La scrittura di Patrizia Portoghese sa coniugare il senso dell’amore al fugace possesso delle cose. Con un raffinato lirismo la poetessa alimenta il suo creativo sentire.

UN DELTA DI SUONI

È un delta questo frastuono
di suoni e colori, fuoriesce
con tutta la forza esistente
onirica l’acqua ne discende.

Spicchio d’euforica emozione
nelle pieghe di questo cuore
ribalta i contorni delle ore
mentre l’eclissi s’avvicina.

Il fiume corre inesorabile
sulle sponde aliti di vento

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False Prophet – Bob Dylan

Il nostro grande Bob Dylan oggi compie 79 anni. Ascoltate questa canzone dell’ultimo album “Rough And Rowdy Ways” (in uscita a giugno): nel brano qui proposto, il Menestrello scrive: «I saw it begin / I opened my heart to the world and the world came in». Non ho mai saputo, da quando dall’età di dodici anni lo seguo, che Dylan avesse aperto il cuore a qualcuno, stretto com’era, quasi nascosto, nello spazio semantico-poetico delle sue opere. Inizialmente mi sono commossa, poi ho compreso quanto, invece di dirmi un’altra volta che le cose adesso sono cambiate, sia cambiato lui stesso.
Grazie, Bob, anche quando hai raccomandato, in questo difficile frangente: «Stay safe, stay observant and may God be with you». Finalmente, il Dio di tutti non sta più dalla parte dei potenti e dei prevaricatori, come in “With God On Our Side” del 1963, bensì dalla nostra.

(Cinzia Baldazzi)

 

Negli occhi di Maria

Nel centenario della Sua Nascita

Sui sentieri dell'anima... di Scrivere per Amore

Karolrosario

Contemplando il Volto di Gesù
riflesso negli occhi di Maria
sgranando luminosi grani.

Tra le mani tremanti
la luce infinita della Fede
nel mistero dell’umanità.

Come preghiera scrivesti
Rosarium Virginis Mariae
per entrare e carpire
nello sguardo della Madre
la gloria di quel figlio.

Che gioia nei tuoi occhi sofferenti
nello spirito e nell’amore
di Maria Dolcissima
guida amorevole del Tuo cammino
sui sentieri impervi della vita umana.

Indimenticabili momenti
di dolorosa passione nel mistero
… Della Fede, del Tuo essere
Uomo tra la gente.
E tra le dita sante s’illumina
Il Rosario.

Tratta dalla mia silloge ‘Karol, un Uomo’

“Seguendo il cammino di Cristo, scrive GPII, il credente si pone davanti all’immagine dell’uomo vero… E seguendolo sulla via del Calvario, impara il senso del dolore salvifico”(Lett.Apostolica Rosarium Virginis Mariae del 16 ottobre 2002).

Contemplating the Face of Jesus
reflected in the eyes of Mary
Light shelling beans.

Between shaking…

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Una Grande Perdita, ciao EZIO

La commovente lettera di Ezio Bosso ai cittadini europei ...

 

Una grande Perdita, non solo per la musica. Sapevamo che prima o poi sarebbe accaduto, quella terribile malattia non perdona. Riposa in pace Ezio e che i tuoi insegnamenti restino nella memoria di tutti noi 
Questa te la dedicai qualche anno fa 

Ciao EZIO

 

Musica musica musica

un tratto di strada incontaminata

un tonfo dall’altra parte della salita

un fiordo di parole mute ai limiti del bosco

Musica cantami musica

nei vicoli illuminati dall’anima

Musica cantami musica

negli occhi dipinti di mimica

accogli le note e sei ritmica

canzone che dal sole provieni

musica musica musica

musica musica musica

un tratto di strada incontaminata

un tonfo dall’altra parte della salita

un fiordo di parole mute ai limiti del bosco.

La bocca ora parla di nascosto

la bacchetta danza tra le mani

è il tempo di non mollare

è il tempo di sperare

è il tempo di stare insieme

di fare musica musica musica…

Ascolta la magia e schiocca le dita

affronta il buio e sali oltre il tramonto

camminami affianco non perdere il passo

Musica musica musica

Musica musica musica

Musica musica musica…

E’ il tempo di sperare

è il tempo di stare insieme

è il tempo di non mollare.

Abbracciami abbracciami

musica portami lontano

portami da chi non conosce rimpianto

Musica musica musica

abbracciami abbracciami

Musica musica musica…

©Patrizia Portoghese

https://patriziaportoghese.com/…/musica-quasi-una-canzone-…/

I tetti di Roma (Alla mia città)

Sopra i tetti di Roma | Monica Colangelo | Flickr

 

Un viale alberato
unico al mondo,
affacciarsi su una bellezza
che mai tramonta.

Rallenta il cuor
con palpito natìo.
Sfumature rosa
di un tramonto acceso.

Tegole vermiglie
senza tempo,
narrar favole
di un altro tempo.
Il silenzio assorda
tra soffi di vento.

La brezza della sera
leggera si posa.
Estasiata rimango,
incurante del resto
ad ammirar muta
i tetti di Roma.

 

©Patrizia Portoghese

La vita cambia

La vita cambia…

Sui sentieri dell'anima... di Scrivere per Amore

La vita cambia

il tempo muove fuochi e foglie

e si evolve tra polvere di vertebre

ripiegato in onde di desiderio e male.

E’ un lusso

gettare l’insolito destino

dove le notti oscurano di meno

e i falò restano abbracciati alla sabbia.

Il sopracciglio

è in acuto  e lento divenire

le labbra affamate di luce irrompono

in viali di feroci riscoperte e cicatrici.

Il suono di un pianoforte

riappacifica i sensi acuminati

e si volge alla luna che di pianto annega.

La vita cambia

il tempo muove fuochi e foglie

non sappiamo quanto d’incanto

le fragili dita disegneranno ancora sogni.

©Patrizia Portoghese
I primi due versi dell’incipit e della chiusa sono del M° Francesco Paniccia

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Luis Sepulveda

Coronavirus, è morto lo scrittore cileno Luis Sepulveda - Giornale ...

È morto per coronavirus lo scrittore cileno Luis Sepulveda. Era ricoverato da fine febbraio in ospedale a Oviedo dopo aver contratto l’infezione. Aveva 70 anni. Lo riferisce l’Efe che cita fonti vicine all’autore cileno. Lo scrittore che ci ha messo di fronte alle grandezze e miserie della storia del Novecento, che ha scelto la letteratura per «dar voce a chi non ha voce». L’uomo dalle formidabili passioni, l’autore bestseller che si sentiva «cittadino prima che scrittore».

Luis Sepulveda, che a marzo era atteso in Italia per parlare di ‘Coraggio’ al festival dei piccoli e medi editori ‘Più libri più liberi’, cancellato per la pandemia, è morto oggi a Oviedo. Ed è stato proprio il Coronavirus, a portarsi via l’autore de ‘Il vecchio che leggeva romanzi d’amore’, pubblicato in Italia nel 1993, con cui aveva conquistato la scena internazionale, e di ‘Storia di una gabbianella e di un gatto che le insegnò a volare’, diventata un film d’animazione per la regia Enzo D’Alò, che lo ha consacrato come scrittore non solo per un pubblico adulto ma per tutte le età.

Combattente, arrestato due volte e condannato all’esilio durante la dittatura di Pinochet, nemico del neoliberismo, ecologista convinto, Sepulveda, che aveva riottenuto la cittadinanza cilena nel 2017, ha lottato contro l’invisibile nemico fino all’ultimo all’Ospedale Universitario di Oviedo, nelle Asturie dove viveva dal 1996, a Gijon, con la moglie Carmen Yáñez, poetessa cilena e grande amore di una vita.

Lo scorso ottobre aveva compiuto 70 anni festeggiati a Milano in un evento organizzato dalla sua casa editrice italiana, Guanda. Innamorato dell’Italia dove le sue opere hanno superato complessivamente gli otto milioni di copie e dove lettori e fan lo hanno sempre ricambiato con incontri affollatissimi da un pubblico di ogni età, vincitore del Premio Hemingway per la Letteratura, del Premio Chiara alla carriera e insignito di una Laurea Honoris Causa in Lettere dall’Università di Urbino, era nato a Ovalle, in Cile, il 4 ottobre del 1949.

Cresciuto in un quartiere proletario di Santiago del Cile a 13 anni sognava di diventare un calciatore ma l’incontro con Gloria, «la ragazza più bella del mondo» lo fece andare in un’altra direzione, verso la poesia che era la cosa che lei amava di più. Così diventò un fervido lettore di Garcia Lorca, Antonio Machado e Gabriela Mistral, prima donna latinoamericana a vincere il Nobel per la letteratura nel 1945.

Durante la presidenza di Salvador Allende si era iscritto al Partito Socialista ed era entrato a far parte della guardia personale del Presidente cileno. Arrestato nel 1973 dopo il colpo di stato con cui si era instaurata la dittatura di Pinochet, era stato liberato sette mesi dopo per le pressioni di Amnesty International ma, un nuovo arresto lo aveva condannato all’esilio. Nel 1979 in Nicaragua si era unito alle Brigate Internazionali Simon Bolivar. In Europa si era stabilito dopo la fine della rivoluzione, prima ad Amburgo e poi in Francia. «Sono un apolide. Ero ad Amburgo nel 1986 quando mi hanno rubato la cittadinanza» aveva raccontato nel 2017. Tra il 1982 e il 1987 è stato membro dell’equipaggio su una nave di Greenpeace.

Scrittore bestseller che credeva nella potenza della parola e di un certo giornalismo letterario, Sepulveda è l’autore di libri come ‘Il mondo alla fine del mondò, ‘La frontiera scomparsà, ‘Diario di un killer sentimentale’, ‘Patagonia Express’, ‘Le rose di Atacamà. Ma anche di ‘Storie ribellì in cui ha ripercorso oltre 40 anni di vicende personali e corali e della preziosa raccolta di articoli ‘Ingredienti per una vita di formidabili passioni’ in cui troviamo il Sepulveda privato e politico. In cui insieme al difficile passato cileno, all’esilio, ai viaggi, fra cui quello nel deserto di Atacama, troviamo i ricordi del primo bacio e degli amici e maestri come Tonino Guerra «formidabile, eterno ragazzo», il gigante Gabo-Gabriel Garzia Marquez e Pablo Neruda che cominciò a morire quando «l’orrore del fascismo si impadroniva del Cile».

Con Bruno Arpaia ha scritto ‘Raccontare, resisterè e con Carlo Petrini di ‘Un’idea di felicità’. Il suo ultimo romanzo pubblicato in Italia è ‘La fine della stora’ e l’ultima favola ‘Storia di una balena bianca raccontata da lei stessa’. La produzione favolistica era iniziata nel 1997 con ‘Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volarè, pubblicata da Salani e poi da Guanda cui sono seguite fra l’altro ‘Storia di un topo e del gatto che diventò suo amico’ e ‘Storia di un cane che insegnò a un bambino la fedeltà’.

«Delle mie favole sono sempre protagonisti animali e questo, come accadeva in quelle antiche, ti permette di vedere da lontano il comportamento umano per comprenderlo meglio» aveva detto lo scrittore. Con Guanda aveva dato vita a una collana di narrativa ‘La frontiera scomparsa’ per scrittori spagnoli e latinoamericani e a lui si deve la nascita del Salone Iberoamericano di Gij.

https://gds.it/articoli/cultura/2020/04/16/coronavirus-e-morto-lo-scrittore-cileno-luis-sepulveda-2892a33e-cf2b-4043-8846-1c416ee5348a/

 

La poesia che Luis Sepùlveda dedicò alla moglie Carmen in esilio

 

L’ultima nota del tuo addio
mi disse che non sapevo nulla
e che arrivavo
al tempo necessario
di imparare i perchè della materia.
Così, fra pietra e pietra
seppi che sommare è unire
e che sottrarre ci lascia
soli e vuoti.
Che i colori riflettono
l’ingenua volontà dell’occhio.
Che i solfeggi e i sol
raddoppiano la fame dell’orecchio
Che è la strada e la polvere
la ragione dei passi.

Che la via più breve
fra due punti
è il giro che li unisce
in un abbraccio sorpreso.

Che due più due
può essere un pezzo di Vivaldi.
Che i geni gentili
stanno nelle bottiglie di buon vino.

Una volta imparato tutto questo
tornai a disfare l’eco del tuo addio
e al suo posto palpitante scrissi
la Più Bella Storia d’Amore
ma, come dice l’adagio,
non si finisce mai
d’imparare e aver dubbi.

Così, ancora una volta
facilmente come nasce una rosa
o si morde la coda un a stella cadente,
seppi che la mia opera era scritta
perchè La Più Bella Storia d’Amore
è possibile solo
nella serena e inquietante
calligrafia dei tuoi occhi

 

 

La vela

Rinasceremo… #iorestoacasa…

Sui sentieri dell'anima... di Scrivere per Amore

L'immagine può contenere: cielo, oceano, nuvola, crepuscolo, spazio all'aperto, natura e acqua

Sono nata e morta in chi mi amava
tante volte ho pregato lungo le rive
di una vita che credevo senza fine.

Ma sono rinata dalle labbra del sole
lontano dal buio e dall’inutile dolore
ho ricominciato a vivere in un caldo inverno.

La freschezza di un nuovo amore
ha riarso il corpo stanco
ora si crogiola come una vela,
una vela libera di spaziare, oltre.

Sarà un’estate felice
e io sarò l’artista della mia passione
in quella vela gonfia d’amore.

@Patrizia Portoghese alias Pattyrose
Tutti i diritti riservati

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Antonino Schiera - Riflessioni d'Autore

L'alba di ogni nuovo giorno illumina i miei diuturni pensieri, di notte sopiti nell'eremo dei tuoi abbracci

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