Il compasso

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E’ un simbolo di precisione

gira e cerchia la convinzione

che i giochi siano stati

in fondo ben architettati.

Non conosce bene però

il fine e gli antefatti

costruiti su ponti di bugie

e di effimero malaffare.

Il compasso si evolve

e segna simboli e segnali

al di fuori del convenzionale.

Si sovrappone o s’intreccia

nell’oscura certezza e

c’è chi lo usa con destrezza.

E’ un messaggio enigmatico

ma non del tutto fuorviante,

la poesia è magica armonia

che fa d’ogni cosa verità.

 

©Patrizia Portoghese

 

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Di pelle e baci

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Di pelle e baci

a cingermi di te

notti e notti ancora

a contare albe infinite.

Di pelle e baci

a cullarci di noi

in una stella incandescente

parabola d’astri e corpi.

Ti desidero

al limite dell’impossibile

per darti ciò che possiedo

per chiederti ciò che hai.

Di pelle e baci

affondati nel tempo che resta

a goderci l’ultimo respiro.

©Patrizia Portoghese

 

 

 

Simone Cristicchi

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(Auditorium Sala Sinopoli)

Da tanto tempo desideravo ascoltarlo da vivo ed è stata un’esperienza musicale emotiva al di là di ogni aspettativa. Credo che Simone Cristicchi sia uno dei più grandi cantautori degli ultimi quindici anni. Impersona la poetica pura e la divulga con la sua musica e la sua bellissima voce. Ha inframezzato i suoi successi con dei monologhi struggenti. Verità, vita,positività, dolore, gioia e speranza nei suoi testi intessuti di vero sociale. Dalla famosa ‘Ti regalerò una rosa’ all’allegra ballata ‘La filastrocca della Morlacca’, da ‘Magazzino 18’ a ‘Lo chiederemo agli alberi’, un capolavoro espressivo uno dopo l’altro. Il pubblico si è commosso davanti alla canzone dedicata a Laura Antonelli.
https://www.youtube.com/watch?v=GNMiSl_G4xU. Ha chiuso con il suo ultimo successo ‘Abbi cura di me’ ed è stata standing ovation. Accompagnato da bravissimi musicisti. Ve lo consiglio caldamente. 

Patrizia Portoghese

#simonecristicchi #abbicuradime #poesiacantata #cantautoratoitaliano#paroleemusica

Laura

Cara Laura, questa sera
vorrei darti una carezza
ma mi batte forte il cuore
se ripenso alla bellezza
che fermava gli orologi
congelava ogni secondo
che davanti alla tua grazia
si inchinava tutto il mondo
Ora i muri della vita
sono targhe alla memoria
ed ogni oggetto parla
mi racconta la tua storia
una storia come tante
per la pubblica opinione
e che ancora adesso
grida il tuo nome
Lauraaa-aa-a
Lauraaa-aa-a
Le tue curve così dolci
date in pasto alla gente
il tuo corpo da vendere
al migliore offerente
circondata da fantasmi
e da miseri pidocchi
eri carne da pellicola
da masticare con gli occhi
Laura attrice che si spoglia
per un popolo guardone
diventata il sogno erotico
di una generazione
la creatura più divina
dilaniata dal successo
per la tua lapidazione
bastò un sasso
Lauraaa-aa-a
Lauraaa-aa-a
Maresciallo buona sera
si accomodi alla festa
c’è il mio manager, il produttore
manca solo il regista
Laura nella sua vestaglia
sola come un cane beve
sopra il tavolo in salotto
una montagna di neve
Laura pazza, Laura ingenua
Laura povera drogata
Laura fragile, sensibile
alla gogna trascinata
Laura aspetta la sentenza
crocifissa sul giornale
condannata per dieci anni
ad impazzire
Lauraaa-aa-a
Lauraaa-aa-a
Lauraaa-aa-a
Cara Laura, forse è vero
è tutta colpa dell’amore
che riavvolgerà il destino
riscrivendoci il copione
ma se in ogni fotogramma
resti sempre la più bella
la tua anima è leggera
come un volo di farfalla
Mentre scorrono veloci
i titoli di coda
non è ancora troppo tardi
per riavere la tua vita
ora che cammini libera
e ti perdi tra la gente
con il nome di una donna
come tante
Lauraaa-aa-a

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Audrey

Il mio omaggio a questa Donna, poesia edita nella raccolta -Universo Donna- i cui proventi sono stati devoluti al Progetto GAIA dell’Ospedale Meyer di Firenze

Sui sentieri dell'anima... di Scrivere per Amore

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Tubino nero stile Chanel
altro non poteva indossare
Creatura eterea e snella.

Occhi brillanti di luce particolare
occhi di gazzella splendono
ancora nella cornice ovale.

Sorriso che sembra primavera
dal calendario aleggia lieve
profumando l’atmosfera.

Attrice meravigliosa
– Sabrina perfetta-
flessuosa e frizzante.

Ingenua d’unica bellezza
-Colazione da Tiffany-
nel cuore solo gentilezza.

Come si può dimenticare
-Vacanze Romane-
Principessa solo da amare.

Oscar alla bravura
attrice speciale completa
nel suo ondeggiare.

Ma l’amore che ha dato
come Donna dell’altrui respiro
regalando vita a piene mani.

Quei bambini ancora
ricordano viso angelico
sorridere tra loro.

@Patrizia Portoghese
Tutti i diritti riservati

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Sussurri e grida

Ancora femminicidi…

Sui sentieri dell'anima... di Scrivere per Amore

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Era una notte immacolata

di sussurri tramutati in grida.

Pugni contro carne

sangue a fiotti dalla gola

e occhi ammantati di cenere.

Cerulea impotenza

e quelle mani serpenti

a scavare il non infinito.

E’ un’onda interminabile

sete di morte femminea.

Era una notte silenziosa

di sussurri tramutati in grida.

©Patrizia Portoghese

20-11-2018

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I colori dell’anima

Nulla conta più
dell’esser amati
per ciò che si è…

Sui sentieri dell'anima... di Scrivere per Amore

Elisa

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Vorrei innaffiare i vostri cieli
di mille colori lucenti,
apostrofare versi
come ninne- nanne
accomodanti perché
i sentimenti scivolino
delicatamente…
Senza far danni.

Ninnoli come sogni
d’apparente naturalezza
far uscire fuori
tutta la bellezza
d’anime senza volto.
Coinvolte consapevolmente
nel vortice della poesia.

Vorrei sorprendere
spogliando l’anima
dai veli inconsueti
per mettere a nudo
un’elica che gira
vorticosamente
dando un senso
naturale ai sentimenti
che sono per tutti
i più importanti.

Nulla conta più
dell’esser amati
per ciò che si è.

©Patrizia Portoghese

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Voglio di più (Pino Daniele)

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Io che ho visto la terra bruciare
E la gente che mi entrava in casa
Io che ho visto tutto oggi sono vero
Io che ho visto un uomo e una campana
Stare insieme a gridare per ore
Ieri che ho visto il mare oggi sono stanco
Ma voglio di più
Di quello che vedi
Voglio di più
Di questi anni amari
Sai che non striscerò
Per farmi valere
Vivrò così
Cercando un senso anche per te
Ed ho visto prestare le mani
Solo in cambio di un po’ di rumore
Mentre a Sud il caldo t’ammazza e hai voglia di cambiare
Ed ho visto morire bambini
Nati sotto un accento sbagliato
Ieri mi sono incazzato ed oggi sono vero
Ma voglio di più
Di quello che vedi
Voglio di più
Di questi anni amari
Sai che stillerò
Per darti colore
Sarò così sempre pronto a dire no
Ma voglio di più
Di quello che vedi
Voglio di più
Di questi anni amari
Sai che non striscerò
Per darti colore
Vivrò così
Cercando un senso anche per te

(Pino Daniele-Nero a metà-1980)
https://www.youtube.com/watch?v=cuKwN5PIPKI

 

Escluso il cane (Rino Gaetano)

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Una ballata che ha l’incedere e la sofferenza del blues più semplice e struggente, costruita su chitarre acustiche, pianoforte e morbide irruzioni synth. Escluso il cane, traccia numero 5 di quel piccolo capolavoro che è l’album Aida, si regge su una melodia elementare ma memorabile. Ad essere spiazzante, però, è soprattutto la violenza garbata del testo, sincero e ironico sin dalla prima strofa: “Chi mi dice ti amo / Chi mi dice ti amo / Ma togli il cane / Escluso il cane”. Anche nelle canzoni d’amore Rino Gaetano si conferma un cantautore atipico, dissidente e sincero fino al midollo. Forse è per questo che la sua carriera è ingiustamente passata sottotraccia se paragonata al successo popolare dei “compagni” cantautori dell’epoca. In questo brano conferma la sua originalità, cantando le sofferenze dell’amore in modo tragicomico, sempre con una sfumatura politica. Qui risiede l’unicità della sua poetica: prima denuncia la solitudine personale, poi l’anonimia e le brutture della società intera. Nessuno lo ama, a parte il suo cane. Che è, diciamo la verità, solo una magra consolazione. La delusione si allarga sul mondo intero come una macchia di inchiostro tossico e indelebile, “Tutti gli altri son cattivi / Pressochè poco disponibili” e il dramma si compie nel constatare amaramente che ovunque regna solo l’ostilità di “Gente assurda / Con le loro facili soluzioni”. Ma è nel ritornello che la rabbia esplode più fragorosa: qui la delusione si circoscrive di nuovo e si getta in direzione della persona che ha lasciato sfiorire questo amore, “E tu non torni qui da me / Perchè non torni più da me!”. E a Rino non resta che essere abbandonato e vivere disperato. Proprio come un cane.

Chi mi dice ti amo
chi mi dice ti amo
ma togli il cane
escluso il cane
tutti gli altri son cattivi
pressoché poco disponibili
miscredenti e ortodossi
di aforismi perduti nel nulla
chi mi dice ti amo
chi mi dice ti amo
se togli il cane
escluso il cane
non rimane che gente assurda
con le loro facili soluzioni
nei loro occhi c’è un cannone
e un elisir di riflessione
e tu non torni qui da me
perché non torni più da me
Chi mi dice ti amo
chi mi dice ti amo
ma togli il cane
escluso il cane
paranoia e dispersione
inerzia grigia e films d’azione
allestite anche le unioni
dalle ditte di canzoni
e tu non torni qui da me
perché non torni più da me

 

Alba di tango

Dedicata a chi sogna e non si ferma davanti agli ostacoli della vita…

Sui sentieri dell'anima... di Scrivere per Amore

Alba di tango

Il ritmo di un passo
in un’alba amica
nel preludio di un tango
riflesso in un abbraccio goloso.

Sicure anime
aperte nei sorrisi
nel calpestare scintille di vita.

Dedicata ad una carissima amica

@Patrizia Portoghese in arte Pattyrose
Tutti i diritti riservati

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In bianco e nero

In bianco e nero

a muovere passi e pensieri

nella sabbia rinnovata…

Sui sentieri dell'anima... di Scrivere per Amore

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In bianco e nero

a muovere passi e pensieri

nella sabbia rinnovata

nella pelle assolata,

nell’abbraccio ritrovato.

Il passare del tempo

non giudica il passato

e chi dal presente si sente

ingiustamente rinnegato.

La vita è una scacchiera

che dei pedoni è padrona

sposta le torri a suo piacimento

e come un fante cavalca sicura.

In bianco e nero

a cercare lo scacco matto

tra i brividi accumulati

nell’ incrocio di quello sguardo

ipocrita e d’avido arrogare.

Mentre arrocco il vero

con il giusto pensare.

©Patrizia Portoghese

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UNIVERSO DONNA

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Dei tanti scritti sul mio blog, questo è uno di quelli il cui contenuto può plasmarsi su ogni donna. Nessuna donna dovrebbe aver mai occhi interdetti da cancellate di sofferenza.

Dalla prefazione di Universo Donna
di Veruska Vertuani

Conobbi Patrizia nel 2011 e da subito mi colpirono gli occhi, prepotenti nella loro fisicità e nel contempo interdetti da cancellate di sofferenza.
Quando Patrizia mi ha coinvolta nella stesura della prefazione, la gioia si è mescolata ad un’ansia positiva, trovare nella sua poetica un fil rouge che mi tenesse per mano nel viaggio-scoperta della poetessa non si presentava compito facile; poi ho pensato all’epicentro della silloge… la donna, e allora è stata forte la convinzione di concentrarmi sulla tematica degli occhi, in generale specchio per l’anima, e, trattandosi di occhi femminili, ancor più alveo, fucina di universi.

Gli occhi delle donne sono un pozzo: misteriosi nella loro profondità, magari senza cielo, tranquilli o mossi da desideri. Patrizia ne attinge con movimenti garbati e ne fa versi sobri ed impalpabili, eppure presenti e consolatori, monete luccicanti e positive.

Danzami negli occhi/illumina il mio cuore/che già guarda oltre il davanzale.
Ecco, la positività, il fattor comune in questa silloge, è presente come un nucleo, quasi come una monade. Entità autosufficiente e quiescente nell’anima femminile, si sparpaglia come spora ed attende la scintilla di un contatto umano, che sia dell’amato piuttosto che dell’amica di infanzia, per deflagrare.
Che si tratti di personaggi noti o di donne comuni per Patrizia non fa differenza, curiosa con delicatezza negli scrigni del viso, certa che sempre troverà un ninnolo che lì è stato nascosto dalla timidezza, dall’incomprensione, dalla violenza.
Queste schegge cangianti vedono un appiglio nelle mani della poetessa e le eleggono portavoce di chiaroscuri e di speranza. Con la consapevolezza che donna non è solo un vanto/ma la forza prorompente d’un canto.

Veruska Veruska ‘Niki’ Vertuani

 

UNIVERSO DONNA

La mia nuova silloge. Il terzo capitolo della mia vita in versi.
L’introspezione si affina sull’Essere Donna, Madre, Amica, Figlia, Compagna, Amante.
I frammenti dell’anima si ricompongono ancora una volta, alla ricerca di nuovi sentieri da percorrere. Alle spalle un passato già raccontato. Protesa come Donna per la Donna.
Salvagente del mondo, spesso vittima e non icona da proteggere e venerare.
Questo libro è per tutte le donne. Per quelle che abitano la mia vita, mia sorella, le mie nipoti, le mie amiche. Per quelle che non conosco. Per quelle che conoscerò. Per quelle che ci sono state, a mia madre. E a tutte le altre alle quali ho voluto bene.
Le mie liriche rivolte dunque all’universo donna, femminile nelle sue peculiarità, nei suoi dolori, nelle sue fragilità. Alla sua essenza primordiale, all’icona che è stata, che è e che sarà. Nel mondo e nell’universo.

Ricordo a tutti che il ricavato dei libri editi da AssociazioneCulturale LunaNera (Ass. No-Profit) vanno al progetto G.A.I.A. dell’Ospedale Fondazione Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze. Quindi anche il mio ‘Universo Donna’.

 

Patrizia Portoghese

CARUSO

Lucio Dalla è stato un cantautore, musicista, attore e compositore italiano.
Musicista di formazione jazz, è stato uno dei più importanti e innovativi cantautori italiani. Ci ha regalato capolavori memorabili, indimenticabili. Grazie Lucio (*^_^*)
4 marzo 1943-1 marzo 2012

L'immagine può contenere: una o più persone, cappello e barba

 

Qui dove il mare luccica
E tira forte il vento
Su una vecchia terrazza
Davanti al Golfo di Surriento
Un uomo abbraccia una ragazza
Dopo che aveva pianto
Poi si schiarisce la voce
E ricomincia il canto
Te voglio bene assaje
Ma tanto tanto bene sai
È una catena ormai
Che scioglie il sangue dint’ ‘e ‘vvene sai
Vide le luci in mezzo al mare
Pensò alle notti là in America
Ma erano solo le lampare
Nella bianca scia di un’elica
Sentì il dolore nella musica
Si alzò dal pianoforte
Ma quando vide la luna uscire da una nuvola
Gli sembrò più dolce anche la morte
Guardò negli occhi la ragazza
Quelli occhi verdi come il mare
Poi all’improvviso uscì una lacrima
E lui credette di affogare
Te voglio bene assaje
Ma tanto tanto bene sai
È una catena ormai
Che scioglie il sangue dint’ ‘e ‘vvene sai
Potenza della lirica
Dove ogni dramma è un falso
Che con un po’ di trucco e con la mimica
Puoi diventare un altro
Ma due occhi che ti guardano
Così vicini e veri
Ti fan scordare le parole
Confondono i pensieri
Così diventa tutto piccolo
Anche le notti là in America
Ti volti e vedi la tua vita
Come la scia di un’elica
Ma sì, è la vita che finisce
Ma lui non ci pensò poi tanto
Anzi si sentiva già felice
E ricominciò il suo canto
Te voglio bene assaje
Ma tanto tanto bene sai
È una catena ormai
Che scioglie il sangue dint’ ‘e ‘vvene sai
Te voglio bene assaje
Ma tanto tanto bene sai
È una catena ormai
Che scioglie il sangue dint’ ‘e ‘vvene sai

wwayne

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