A sei anni dalla tua dipartita, una donna forte… E se oggi IO lo sono lo devo anche a te… Grazie இ
Sui sentieri dell'anima... di Patrizia Portoghese
Nella penombra
di una stanza vuota
ricordo il tuo viso
stremato dalla sofferenza
dal dolore incollato.
Maledetta malattia
ti ha rapita
portato via.
Qualche anno è già passato
il ricordo rimane lì
appeso,
ombra di te.
Donna forte e coraggiosa
tutto avevi superato
vita dura,
più di tutto
il perdere una figlia
tanto amata.
Destino due volte crudele,
nello stesso modo
ti ha tradita.
Fiori raccolgo
freschi di brina
e lacrime trasparenti
A Lucy * Edita nel mio libro
Scrivere per amore
@Pattyrose
TUTTI I DIRITTI RISERVATI
Dodicinovembreduemilanove
“Sulla Poesia” dalla silloge ‘Sul primo rosa’
Sappiamo che le parole sono segni codificati dall’uso e collegate a significati riconoscibili e convenzionali, ma sappiamo anche quanto oggigiorno la parola e la comunicazione siano logore e inflazionate, con forte rischio di afasia della comunicazione stessa in toto. Ebbene, la poesia riesce a dire ancora qualcosa a qualcuno, a molti. La poesia è infatti un ambito comunicativo in cui è ancora possibile dire qualcosa che non sia asfittico e in cui è ancora possibile lo sperimentare – in maniera innovativa, personale e originale – la parola e il linguaggio.
Ogni lettura di poesia è un’occasione per arricchire la nostra riflessione sulla poesia stessa, per acquisire una sempre più approfondita e consapevole comprensione di questo nostro prezioso modo di esprimerci, così fortemente radicato nella nostra humanitas. Ricollegare la poesia, cioè la poiesis all’humanitas, vuol dire etimologicamente unire la creatività all’uomo, nel suo vivere sulla terra, per esercitare capacità di giudizio.
La poesia, quindi, nasce dalle cose dell’uomo, dalle sue esperienze, dalle sue emozioni, dai suoi sentimenti e se non ci fosse tutto ciò, non ci sarebbe neppure niente da dire. La poesia ha bisogno della vita nel suo irrequieto pulsare, nel suo manifestarsi in gioia e sofferenza, in ricerca, dubbio e ansia. Ed allora è proprio nell’incontro delle cose e degli eventi con le parole che nasce la poesia: le cose stesse vengono incontro al poeta che trova le parole per giudicarle per sé e per gli altri, per fare esperienza, attraverso se stesso, dell’uomo in generale.
Tra le tante forme di esperienze comunicative senz’altro spicca quella poetica per intensità, perché la poesia è scrutare dentro se stessi in modo profondo, autentico e onesto. La poesia permette, a chi scrive, di guardarsi dentro con attenzione e di porgere, a chi legge, questa parte recondita di sé. Ma lo stesso vale per chi legge poesia: in essa, attraverso le parole del poeta, il lettore si s-vela a se stesso, ri-scoprendo e ri-conoscendo aspetti della propria sensibilità prima celati, o comunque tenuti in sordina.
Non so se la poesia possa migliorare o salvare il mondo, ma so per certo che con la sua bellezza contribuisce notevolmente a renderlo meno arido di come altrimenti sarebbe se non ci fosse. Come amo spesso dire, la poesia è liberazione dell’anima, è terapia, è sguardo in sé e fuori da sé, e attraverso questo esprimere-porgere, attraverso le parole, la poesia diviene dono che si porge a chi vi sia accosta per leggere un’anima, una assoluta sensibilità.
Parlando di poesia, naturalmente non si può fare a meno di parlare del poeta. Chi è il poeta? A mio modesto parere, il poeta non è un demiurgo, né un possente e straordinario essere superiore, né infine una sorta di alieno… Il poeta è uomo, uomo tra gli uomini, perciò dotato di fragilità, esperienze, emozioni e sensibilità, che lo fanno riflettere approfonditamente sull’essere uomo, uomo tra gli uomini. Anche il poeta, come tutti, si porta il suo retaggio di eventi che lo hanno formato nel tempo.
Poeta, perciò, è chi si guarda dentro e intorno, si s-porge, si dona, in un tacito patto di condivisione, al lettore, perché chi legge, “sente” in sé e ritrova quelle proprie emozioni riprodotte attraverso le parola. Il poeta è chi cerca di dare, attraverso la scrittura, un senso alle proprie emozioni, alle proprie riflessioni, ai propri sentimenti e fa tutto questo senza riserve, senza falsi pudori, mettendo “a nudo” la propria anima, anche a correre il rischio di esporsi con la propria umana fragilità.
Perché trattenere ciò che si ha dentro e che ha urgenza e bisogno di essere espresso? A volte ciò che si scrive nasce dall’amaro segno dello scacco e della sconfitta che la vita ci riserva (come si può leggere nella prima sezione di questo libro); altre volte è la manifestazione di rinascite e rinnovamenti, di riconquistate gioie e speranze (come si può leggere nella seconda sezione, che si apre con il testo che dà il titolo all’intera silloge). La poesia infine serve a comprendersi meglio nei propri valori e nei propri ideali e non è mai un mero esercizio formale o l’applicazione di tecnicismi poetici. La poesia ha bisogno di restare, per stile, contenuti, forma e tecnica, assolutamente in fieri.
Carmine Valendino

Una nuova perla si aggiunge alla Collana di Poesia di Lunanera.
Viaggiatrice di emozioni
L’Associazione Culturale LunaNera è lieta di presentare la prima raccolta poetica di Luigia Paglia. Versi da non perdere per la loro intensità espressiva. Un altro raggio luminoso dello splendore di LunaNera!
La prima presentazione si terrà a Baia e Latina (Ce) il 14 luglio 2013, alle ore 19.00, presso il locale BLA BLA BLA in Piazza S. Stefano.
Saranno presenti la poetessa e curatrice dell’opera Patrizia Portoghese alias Pattyrose e il prof. Pietro Boccia.
Rispettivamente autori della prefazione e postfazione della silloge
Special guests la poetessa , scrittrice Marcella Boccia
e la poetessa Cojocaru Violeta che leggeranno alcune liriche della silloge.
Cultural Association Luna Nera enjoys to present the first poetry compilation of Luigia Paglia ” Emotion’s Traveller”

Basterebbe solo leggerle le poesie di Luigia Paglia, ma un buon libro ha bisogno di una prefazione. Ed è quella che mi accingo a scrivere, con emozione e sincera ammirazione per questa vera amica di penna e di cuore. Stimolata dal suo lavoro che la porta in giro per l’Italia e dai dolori subiti negli ultimi anni, Luigia ci porta con i suoi versi a viaggiare tra le sue emozioni. Viaggiatrice d’emozioni, un titolo, un programma, un progetto evocativo e introspettivo.
Spessore poetico nei versi dove il viaggio emozionale coinvolge chi legge attentamente con i propri occhi e con quelli dell’autrice.
Nella poesia che apre la raccolta ‘E ti racconto’ l’incipit del viaggio:
“Ti racconto di fiabe sognate e cercate
per spingere in alto ali tarpate.
E se volessi guardare ancora più in fondo
ti racconterei un mondo soleggiato e giocondo”
La voglia di raccontare e di raccontarsi.
I versi di Luigia profumano, si profumano, dei suoi ricordi e delle sue nostalgie. Senza rimpianti, con la consapevolezza di godere ora dell’attimo imprevisto e piacevole di un incontro con la natura, con un paesaggio. Ricorrenti i suoi riferimenti ai luoghi visitati. Alterna momenti di vita all’emozione di viverla. La sente sua questa vita, fatta di conquiste gioiose e dolorose. E leggendola diventa un po’ nostra. Se ne condivide il senso e la svolta. Come in ‘Fior di magnolia’ o in ‘Rapsodia della libertà’, dove le strofe sono ritmate e dove si percepisce il senso che Luigia da alla libertà “La libertà è una rapsodia/ti prende sfrontata/ ti fa volare via”.
(dalla prefazione di Patrizia Portoghese alias Pattyrose)
Vi informo che i proventi della vendita della silloge andranno al progetto G.A.I.A.
a favore dei bambini abusati e violentati ( come tutti i progetti dell’Associazione Luna Nera )
Chi volesse richiedere copia del libro può scrivere a associazionelunanera@hotmail.it
Un ringraziamento specialissimo a Carmine Valendino e Roberta Borgianni, Presidente e Vicepresidente dell’Associazione Culturale LunaNera இܓ
La biografia di Luigia Paglia
Nasce in Svizzera il 12-12 1960 figlia di emigranti di un paesino della provincia di Caserta. Ha vissuto a Schoeftland fino ad aprile del 1971,anno in cui la famiglia ritorna in Italia.
L’amore per la lettura, smoderato, segna la sua vita dal momento che ha imparato a leggere, svizzero tedesco logicamente. Il regalo preferito è sempre stato un buon libro. Si diploma nel 1978/79 all’Ist. Magistrale di Piedimonte Matese, durante il corso scrive per la rivista Tutto Scuola. Scopre il piacere di esprimere le sue emozioni attraverso le parole all’età di 13 anni, la prima poesia fu ispirata da una canzone di Baglioni, E TU. Si iscrive all’università corso di lingue e letteratura straniera, e nel contempo lavora per mantenersi. Sempre attenta alla propria indipendenza, lascia gli studi e inizia a lavorare. Dedicandosi nel contempo alla famiglia e alla crescita dei suoi tre figli. Con tenacia raggiunge i suoi obiettivi, emergendo nella sua attività manageriale. Diventa nonna giovanissima a solo 46 anni. Ma la Luigia segreta doveva ancora venire fuori. “La scrittura premeva e le sue emozioni sono fuoriuscite copiosamente in scritti e poesie, specchio della sua anima e della sua spiritualità.” (Patrizia Portoghese – Poetessa e curatrice editoriale )La sua vena artistica si esprime anche come attrice,nel 2004 è uscito un film “Un natale diverso” sceneggiatura di Umberto Castaldo e Regia di Francesco De Gregorio regista napoletano dove Luigia Paglia era l’interprete femminile principale. Di sé dice :sono semplicemente una scrittrice di emozioni
Di lei l’attore nonché poeta Adriano Del Bianco scrive: Sei una donna poeta dai mille volti ”
“nei suoi versi succedono spontaneamente anafore e assonanze in una musicalità inconfondibile….. Così si realizza l’armonia dei versi e si accentua la cantabilità delle parole.” (Patrizia Portoghese)
Luglio 2011 riceve una menzione d’onore per la poesia Rapsodia della Libertà al Premio letterario “Sotto il cielo di luglio “ da “la Nuova Musa”
Ha pubblicato una silloge in Canto di maggio
e in Adamo e Eva editi dalla Sd Collezioni editoriale, anno 2011
A dicembre 2011 vince la pubblicazione nell’Antologia La solitudine edita da Alchimia Edizioni con la poesia “Solitari cappotti invernali”
2012 i componimenti “Il suono del tramonto ” e “Pianto Antico” vengono scelti per l’Ebook “Pensier che innanzi a m si spesso torni” sulla poetica Leopardiana dalla redazione di Poesie in versi .
giugno 2012 vince la pubblicazione nell’antologia Poesie sotto le stelle con i componimenti
Il valore del tempo e Pianto di un giorno
luglio 2012 riceve la menzione di merito al 2° concorso di poesia online “il Mio Canto –poesia d’amore”con la poesia “Siamo frammenti di sogno nel cosmo dell’universo”
11 luglio 2012 viene premiata al 15 Concorso Internazionale di Poesia Città di Cassino,dalla Associazione Deus Day di Cassino. tema la solidarietà con attestato di merito 4 posto aex equo con la poesia” La bambina e il soldato “
14 luglio 2012 riceve il premio speciale della Giuria per la poesia “ Damme sti ‘mmane” nel concorso “Sotto il cielo di Luglio Tra cielo e mare Poesie sparse sulla spiaggia” organizzato dalla Associazione La Nuova Musa di Aprilia .
2012 Due suoi componimenti pubblicati nell’Antologia Goccia D’Oro
21 ottobre 2012 Menzione d’onore al primo concorso di Poesia Quelli che a Monteverde
Nel 2013 viene inserita nell’Antologia di Poeti contemporanei di Pagine curata da Elio Pecora con alcuni dei suoi componimenti
Molto seguiti sul web i suoi blog dedicati ai suoi scritti e ai suoi viaggi attraverso l’Italia.
Blog che rivelano il suo bisogno di comunicare, attraverso parole e foto , l’emozione di vivere
http://luigia-ilmiocantolibero.blogspot.it/
http://luigia-diariodiunaviaggiatricecasuale.blogspot.it/
Patrizia Portoghese

Sorreggo le ore, uno schianto
una luce fulminante ed un abbaglio
un incubo che rincorre le mie notti.
Le grida attorcigliate alla mia testa
la mano tesa a sferzare il pianto
un ragazzo in attesa al di là del muro.
Urla senza lacrime invadono la strada
corre e non muove neanche una ciglia
l’orgoglio è ferito e il cuore è morto.
La rabbia erutta come un magma
sotto il vulcano una madre addolorata,
colpita da una mano vigliacca…
E qui s’interrompe la notte
nei sussulti di parole dimenticate
un sospiro di sollievo, un profumo
che tinge l’aria di nuovo, é il presente.
Peccasti di superbia mangiando rancore
la colpa non è di nessuno, sussurrasti,
ma era già il tempo dell’addio
e non c’era più il sole, nascosto
tra le pieghe del tempo e del dolore.
Oggi è tempo di osservare e riflettere
quel ragazzo spaurito ora vola, sicuro.
Gli errori a volte sono una salvezza
ma gli incubi non li puoi fermare
arrivano all’improvviso mentre dormi.
Quello che conta è l’amore
nell’interpretazione di ciò che è accaduto.
Logora la presunzione di essere al di sopra,
c’è un limite al tormento che ti porti dentro?
Una domanda che non avrà mai risposta
se non nel concreto andare della vita, lo sai?
I giorni si confondono con l’odore della sorte.
Sorreggo le ore, un palpito d’azzurro
apre le porte ad un nuovo sogno che è diventato realtà.
@Patrizia Portoghese alias Pattyrose
Tutti i diritti riservati
Edita in ‘Universo Donna’ Ed.LunaNera

Scrivere è una passione, un modo di essere, un mare calmo, un’onda che non si ferma… La ragione per rinascere, per ricordare e continuare a vivere, in un’altra dimensione.
(Pattyrose)

E’ vero, il viaggio è nella testa, passa per il cuore e fa muovere il resto.
(Pattyrose)
Sui sentieri dell'anima... di Patrizia Portoghese

Prendi di me l’avanzar del giorno
ore centellinate al cavalcar del tempo,
tra betulle e fiori rosa di campo.
Raduna le brezze d’amore cucite nel cielo
e riposa beato sul mio seno colmo di gioia
ed alza il viso nel protendere la bocca.
Al primo canto saremo liberi dal turbamento
disciolti in un lago d’umano sapore
nel lento defluir di stelle, al culmine,
d’una remota notte e d’un dì che diventa frumento.
@Patrizia Portoghese alias Pattyrose
Tutti i diritti riservati

io che respiro nel rosso petalo orlato
io che godo del cielo infiorato
bevo dal tuo calice come fosse pregiato nettare
io che gusto lo sguardo e seguo ogni suo colore
io che m’inebrio nel sussurro del vento
bramo il tuo corpo e plasmo la tua carne.
io che godo dell’alba che trafigge il mio occhio
io che canto la nenia alla notte affamata d’amore
soffio alla luna i gemiti della passione.
io che assaporo la voce del bambino
e m’inchino al suo vergine profumo.
io che m’incanto nel dondolare dolce di un fianco
e maliziosa inseguo il canto.
io che sfioro una lacrima
e piango del mio pianto.
inginocchiata sulla tomba di mio padre
gli racconto di mia madre.
muto il tempo ascolta il mio giorno
sorpreso del mio giovane sorriso.
avida succhio la vita
avida mi sfianca
avida la scavo
avida mi morde nel suo ventre
avide ci avvinghiamo nell’estasi di un volo senza ritorno.
(©paola bosca/registrata)

Crocicchi di nuvole
nei labirinti dell’anima
e brevità di luna
attraversano cieli neri.
Cancelli aperti
su praterie spettinate
da quel vento lieve
che si chiama poesia.
Descrivendo d’ora in ora
la bellezza e l’ingegno
tra un raggio lunare
ed un pensiero che vola via.
Principi e principesse
al crocicchio delle nuvole
amalgamati a sogni rubino.
In un crescendo mormorato
favola e realtà
stemperate in un calice
di possente armonia.
A Carmine e Roberta இܓ
(Pattyrose)

E’ un vero e proprio piacere e altresi’ un onore poter scrivere questa prefazione, la mia prima prefazione su ”Brevità di luna”, la nuova silloge di Carmine Valendino.
L’amore per la poesia ci ha fatti incontrare riuscendo a coniugare l’amicizia e la stima reciproca. Con emozione mi accingo a percorrere questo sentiero, disseminato di frammenti di lirismo assoluto, autentico, simbolico ed esistenziale. Come fosse un viaggio, attraverso le innumerevoli sfaccettature dei sentimenti dell’autore. Vi accorgerete come ognuno di noi potrà rispecchiarsi in essi.
Semi di sogni
Sperperano sorrisi
Solo
Sussurro
Su setoso
silenzio
Carmine ci conduce con leggerezza nei suoi sogni lunari. Nella libertà di amarsi, nella consolazione d’un sorriso che ha il sapore della luna. Simbolico il connubio letterale, così innovativo nella poesia moderna. Intesa a soddisfare menti e cuori mai sazi d’amore. Per parlare solo di una tematica racchiusa in queste perle dell’autore. Un simbolismo del tutto innovativo che si rifà minimamente ai poeti francesi di fine ‘800, forse ai nostri grandi italiani come il Pascoli. Oppure ai decadenti, di cui fu precursore Ungaretti.
Carmine Valendino si predispone ad una nuova metrica basata sul verso libero, ma scarno, filtrato. Così da folgorarci con i suoi versi. Ed essi restano come un’impronta indelebile, nella testa, ma soprattutto nel cuore.
Intense
Brevità di luna
Si alternano
In candori
Che piovono
Nella libertà
Di amarti
Carmine ci offre su un piatto d’argento le sue gocce di luna, con passione.
Usa i colori, anch’essi come simbolo. Il nero e il rosso per la passione, il grigio per il malessere, l’argento come speranza, l’oro per sognare.
E così che il lettore può ritrovarsi nel cromatico alternarsi di flash. Tra emozioni contrastanti e sentimenti profondi. Resi onirici sotto l’ombra della luna.
Sorge la luna
E brilla
Su diamanti
Di rugiada
Adagiati
Su scura erba
E’ forte la passione e lo stupore con i quali si gustano questi piccoli capolavori.
L’animo dell’autore è pulito, chiarificatore d’intenti, semplicemente.
Bacio il tuo corpo
Profumato
E sento il gusto
Delicato
Di latte di luna.
L’autore riesce a sorprendere per la poliedrica attitudine di pensiero. Infilando una perla sull’altra. Mettendo al centro della luna il suo io più profondo. Le sue angosce sono le specchio delle nostre ed entrambe sono
riflesse nella brevità, in un attimo d’eterno, di luna.
Anime piagate
S’aggirano incredule
Sulle rive dello Stige
Dell’umana vita
Terrena.
La sua malinconica ricerca di qualcosa che è oltre e che solo il poeta può raggiungere. Senza retorica, celebra il suo sentire e poche parole sono l’essenziale per spiegare la vita, l’amore, se stesso.
La mia ombra lunga
Mi precede
Nel cammino
Verso una meta
Che non so
Rinasce l’uomo, rinasce il poeta e la luna osserva il suo fare, il suo dire.
Le similitudini rafforzano e temprano di nuova luce, la poetica seppur breve è intensa ed efficace.
Getto reti d’argento
Nell’ampio lago
Dei sogni
Per coglierne
E tenerli stretti
Carmine ci penetra di luce e si lascia penetrare dalle sue schegge lunari, con dolcezza e decisione. Non si riesce a fare a meno di centellinare avidamente questa silloge, magica definirei. Soprattutto per gli amanti della luna. Ognuna di queste piccole liriche dona qualcosa, un ricordo, un pensiero, una riflessione. Infatti mi piace chiudere con questa perla. Lo vedo Carmine in questa immagine, perché mi ci rispecchio anche io e chissà quanti di voi che la leggerete.
Il pescatore di sogni
insegue quella meta
che è sempre
oltre l’orizzonte,
ambita solo
da lui.
Grazie Carmine per avermi dato la possibilità di scriverti questa prefazione.
Esperienza formativa ed indimenticabile.
La poesia unisce lì dove altro separa. Dona forza e vigore ad anime provate dalla vita. Solleva il cuore e lo erge dove deve stare, tra terra e cielo. Proprio accanto alla luna.
Patrizia Portoghese

Scrivere è una passione, un modo di essere, un mare calmo, un’onda che non si ferma… La ragione per rinascere, per ricordare e continuare a vivere, in un’altra dimensione.
(Pattyrose)

Le due di notte. Ormai da mesi il clima era arroventato, un ferro da stiro avrebbe fatto un baffo anche ad una camicia sulla quale fosse stato lasciato anche un paio di giorni. Bastava un motivo insignificante, il nulla perché s’inalberasse e come sempre lei era il parafulmine della sua rabbia, dei suoi dolori. Accese la luce nella camera da letto. “Alzati! Dobbiamo parlare!”. Stremata dai furiosi litigi, con gli occhi stanchi e pieni di lacrime, disse no. Proprio non ce la faceva più a sopportare. Anni difficili, di dolore per la perdita della sua famiglia, tutta. Leila gli era stata accanto, sempre, soffrendo con lui. Confortando le sue pene, il suo difficile vivere la situazione. Dopo i patimenti, lei sua moglie, la sua donna, meritava di essere vista diversamente. Ma Leila non aveva capito, non aveva capito… Luca non l’amava già più, da tempo. Un grande errore. Ma lei lo amava troppo, invece, non si rendeva conto che la luce si stava spegnendo, la luce dell’amore nella quale aveva sempre creduto. Un giorno Luca disse “Mi sento sull’orlo di un precipizio e se mi giro non vedo nessuno… Sono rimasto solo…” – Leila rispose “Non vedi nessuno?… Ci sono io… E i nostri figli. Noi siamo la tua famiglia, guarda noi!” Era in preda ad una profonda depressione e tutti gli sforzi di farlo ragionare sfumarono in altre discussioni e litigi. Leila lo sapeva, non voleva ammetterlo a se stessa. Era stato sempre un uomo tormentato. Eppure si erano amati, fin da quella estate del 1979. Due anime belle e giovani. Si era creata quell’alchimia particolare, si chiamava amore. In quella serata calda, in quell’agosto dai contorni d’arancio e rosa, un bacio scandì l’inizio di una nuova vita. Avevano tutti e due diciotto anni.
Le tre di notte. Ormai non si dorme. I passi frenetici, la voglia di urlare e vomitare la sua rabbia incontrollata. E i figli ad ascoltare. I figli… Quei figli, voluti ad ogni costo. Adottati, entrambi, seppur con storie differenti… (Continua)
@Patrizia Portoghese alias Pattyrose
Tutti i diritti riservati


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