Il tempo che scorre… Il tempo che ci ha appagato con il suo scorrere, il tempo che ha ucciso le speranze di alcuni, il tempo che aiuta a rinascere…
Qualcuno ha deciso di farmi un regalo. Nel corso di questi ultimi anni ho conosciuto moltissime persone, artisti a 360°, tutti o quasi meritevoli per le loro doti artistiche ma soprattutto umane. Due di questi stanno collaborando con me per far nascere un progetto bello e interessante, ne avrete notizie il prossimo anno. Questa sarà una delle poesie scelte per questo progetto che mai avrei immaginato. Solo un GRAZIE grande dal mio cuore.
Sui sentieri dell'anima... di Patrizia Portoghese

Siamo nati
per cavalcare le onde
di ogni tempo.
Ieri, infanti gentili
tra il rosa d’una guancia
ed il bacio d’una mamma.
Nell’oggi maturo
di un sole sconfinato
ed appena sottovento
un ventaglio a scudo del futuro.
La persiana fa ombra
nell’attimo del ritorno
mentre siamo nel tempo
sovrano dell’esistenza
a chiedere grazia
per un attimo in più sospeso.
Siamo stati
siamo ora
saremo ancora.
Siamo nel tempo
che ondeggia lento
siamo nati per vivere
e la bussola chiama
insistente dietro il vento.
@Patrizia Portoghese in arte Pattyrose
Tutti i diritti riservati
“ORA E SEMPRE UNITI PER AMATRICE”: appuntamento il 22/11/2016 al MAMELI27
Sarò ospite della serata, orgogliosa!
Ce lo eravamo promessi il 24 agosto 2016.
Non saremmo rimasti indifferenti.Non avremmo dimenticato.
E non lo faremo mai. Ancor più dopo ciò che sta accadendo in questi giorni che ci riempie di angoscia.
Il nostro primo, semplice, contributo (da Associazione con tutt’altre finalità) sarà quello di ricordare l’immane tragedia del 24 agosto ma anche il sisma di questi giorni, di prepararci a eventuali nuove scosse, di sostenere le popolazioni così duramente colpite.
Per far ciò abbiamo invitato persone che hanno vissuto il terremoto in prima persona (Daniela Palumbo era ad Amatrice il 24/08/2016; Adolfo Guglielmi vi si è recato con i colleghi del suo reparto per prestare soccorso) e che sono in grado di dare una testimonianza diretta dell’accaduto.
Ci confronteremo con esperti per comprendere le regole basilari da adottare in caso di terremoto: cosa fare durante e dopo la scossa sismica.
Conosceremo Daniela Palumbo che è sopravvissuta al terremoto di Amatrice. Ha scritto…
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Non ti arrendere, avanza, sempre.
Anche quando le lacrime ti hanno bruciato gli occhi, anche quando inciampi a causa della debolezza, anche quando le delusioni sembrano grattacieli, anche quando l’ingratitudine pare ti abbia ucciso, anche quando chi ti chiamava Amore ti ha schiacciato.
Cammina, guarda in avanti, aggrappati ad ogni cosa buona che incontri, sorridi, ricomincia, ama nuovamente.
©Patrizia Portoghese

Sui sentieri dell'anima... di Patrizia Portoghese

Muta osservo
lo scorrere del tempo
e i diluvi di parole mai dette
nello sconfinato brontolio del cielo.
La strategia del silenzio
assorbe la collera irrefrenabile
e innalza il volto contrito
verso lidi d’indomita costanza.
Butto l’occhio
dove le tenebre hanno lasciato l’impronta
e ferma rimango sui miei passi.
Quale fiume scorre davvero?
Tra me e la strategia del silenzio?
La verità è un macigno
ostacola le lingue
e si nasconde nei versi improbabili,
tra le assonanze al sapore di fiele.
Muta osservo
i cambiamenti del tempo
e le ginestre che volgono all’orizzonte
nell’estremo saluto alla fine del giorno.
La strategia del silenzio
culla i racconti interrotti
e fa tesoro dell’accaduto
mentre si consuma la candela del non rispetto.
Abbraccio l’ala ferita
e la medico con il balsamo della poesia
e ferma resto ancora sui miei passi.
E’ un pianto quello che sento?
Si può piangere in silenzio?
Di queste…
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Dolce come il fiele
hai pervaso d’ombre
il tuo e l’altrui destino.
Gonfio di miele,
sputato su un vestito
non ocra né bianco
ma tinto di rosa antico.
Cucito sul cuore
con rammendi bislacchi,
hai rubato sogni alle fate.
Piccolo elfo
dalle mani bianche
guarda dentro
i tuoi occhi azzurri,
amerai davvero?
In una pozza d’acqua
riverbera il sorriso
di una lacrima gettata
in un pozzo d’alabastro.
Ristagna la pozione
di erbe e tormenti
sulla cresta della montagna.
S’ode un canto,
arriva dal profondo dei boschi
e s’eleva eterno, per dimenticare.
©Patrizia Portoghese
Edita in ‘UNIVERSO DONNA’
Sui sentieri dell'anima... di Patrizia Portoghese

Alle radici del cuore
dove nemmeno una goccia
cadendo, fa rumore.
Dove la solitudine
è un grappolo di sangue
appeso alle ore.
Un circolo nel creato
rubato al rosso della carne
nella rete delle emozioni.
Dove non c’è
occhio d’uragano
contro il vento di maestrale.
Nè ali d’aquila
che possano abbracciare
i ricordi cupi e lontani.
Solo la forza
d’emergere dal pozzo
ogni giorno, risalire
con la luce dell’universo
alle radici del cuore.
@Patrizia Portoghese alias Pattyrose
Tutti i diritti riservati
Prosegue la mattanza…
Sui sentieri dell'anima... di Patrizia Portoghese
Respiro in affanno
contratta solitudine,
donna bersaglio.
Spasmodiche mani
innervate d’odio,
colpiscono come mannaia.
Il collo tumefatto
obliqua lacrima,
raggela lo sguardo.
E ancora schiaffi
da ingoiare solo
l’amaro in bocca
secca la gola.
Ci sarà un giorno
dove questo sarà,
solo ricordo?
Donna donna
contro muro
scheggiato.
Uomo uomo
mano alzata
schernisce.
Creature fatte
per amarsi
non per odiarsi.
Finirà finirà
mattanza di donna
mentre scorre
lento il tempo.
Nell’attesa…
D’odio si muore.
@Patrizia Portoghese alias Pattyrose
Tutti i diritti riservati

Non c’è nube che possa far ombra
ai fiori di pesco trionfanti nel sole
e l’acqua che colma di linfa le radici
consegna la stagione che fiorisce.
La stagione dei fiori di pesco
si specchia nei nostri occhi
e di bellezza smeraldo s’agghinda
un tripudio di rami che salgono al cielo.
Proserpina soffia in direzione del vento
e fertile la terra accoglie e dona
nei sorrisi delle zolle di primavera.
Ascolto in silenzio l’arpeggio
e di note brillanti mi sovviene il ricordo
di quel profumo di noi tra le pieghe del cuore.
La stagione dei fiori di pesco
riannoda i pensieri al molo ormai lontano
tra lo stupore dell’oggi in un bacio appena dato.
©Patrizia Portoghese


(Foto ©Pattyrose)
E se fosse una poesia
a cambiare il nostro destino?
Pochi versi o un poema
a esser traino degli eventi?
Accade di sentirsi immersi
in abbracci di vocali e consonanti
tra ossimori e anafore mai conosciuti,
in balia di vascelli fantasma.
Succede di viaggiare
tra stelle dai mille colori
e universi dalle mille sfumature,
tra rocce appuntite e ostacoli invisibili.
Appaiono deserti neri
valli piene di lacrime senza via d’uscita
a raccontare le ignominie del mondo,
bambini percorrenti le vie del cielo
in fila e in silenzio.
Racconta la realtà
la poesia, fatta di suoni e lunghe pause.
Forse cambierà il mondo la poesia
se sarà seminata da cuori sapienti
e da gente che rassomigli a farfalle libere nel vento.
Sei disperata o amorevole poesia
come un’onda che irrompe su uno scoglio
o come alba che morde il rosa del giorno.
Sei un segno tangibile
della sensibilità fatta di parole
e che privilegio sarà, raccontarti in un fiore
e in un bacio dato con amore.
©Patrizia Portoghese

Sposa del mare
sei di luna virgulto della notte
su per quella scia di gocce diamante,
in balia dei pensieri a raccogliere cime di stelle.
E’ compendio di separazione
tra gallerie da dove fuggire e muri da scavalcare
è così che bianca ti stagli
ad illuminare la via per portar via la tristezza.
Corpo celeste, sposa del mare
ti specchi in fondo agli abissi e scavi nel ricordo
e in me entri per lenire quel dolore
che latente e nascosto rimane.
Sei come quella fionda
pronta a colpire per difendere le gesta
di donna protesa al proprio orgoglio
a quella pietra che mai cinse lo scoglio.
Quanto sei bella luna
sposi le onde e ti bei negli occhi degli amanti
ed è così che cessa ogni tormento
nella tua infinita scia di luce, eterna sposa.
Non sarà mai vendetta
e mai dimenticherò il candido amore
chè il pensier mai s’arresta e come un ‘incudine
martella sfere d’oro e cristallo
mentre ai piedi la sabbia s’aggroviglia.
Sposa del mare, sposa del ricordo e dell’ardore
culla le sorti delle genti e di chi ti adora
senza limiti e confini.
Sete d’eterno accendi e illumina
le spore di selene che la rendono regina dell’universo.
Sposa del mare
come quel crepuscolo d’occhi
che di porcellana illumina un viso di bambola,
cingi la dolcezza degli sguardi
e tingi d’avorio le lacrime del mondo.
©Patrizia Portoghese



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