Cerimonia di premiazione ‘Memorial Miriam Sermoneta’

Campidoglio

Nella splendida cornice di Piazza del Campidoglio, presso la Sala Del Carroccio, si è svolta la premiazione del Concorso ‘Memorial Miriam Sermoneta’. Alla sua prima edizione l’evento ha avuto un grande successo di pubblico. Le opere, poesie e racconti brevi di grande spessore. L’emozione per il ricordo di Miriam, immensa. Il ritratto tracciato da Maria Rita Bellini, amica intima, ha lasciato scorrere qualche lacrima. La lettura delle opere da parte di Angelo Iannelli e Mario Lucarelli hanno reso l’atmosfera piena di pathos, così come la voce di Violeta Cojocaru ha impresso enfasi nelle motivazioni della giuria.
Gli interventi del Presidente di Giuria, di Patrizia Portoghese e degli altri organizzatori applauditi dal pubblico in sala. Non ultimo il discorso di Dario Nanni, consigliere comunale che ci ha aiutati in questa impresa, senza il quale non avremmo potuto avere una sede così importante.
Il ringraziamento va a tutti i partecipanti. Abbiamo ricevuto messaggi di lode per la riuscita del concorso. Questo ci da la spinta a continuare e migliorare ancora per il prossimo anno.

E’ già pronta l’antologia che racchiuderà tutti i testi selezionati. Edita dall’Associazione Culturale Lunanera.

Patrizia Portoghese

Memorial Miriam Sermoneta

Antologia “Memorial Miriam Sermoneta 1^ edizione”

Oggi emozione e solidarietà si daranno la mano…

Avatar di Patrizia PortogheseSui sentieri dell'anima... di Patrizia Portoghese

Memorial Miriam Sermoneta

Concorso letterario Nazionale “Memorial Miriam Sermoneta”.

Visto il positivo riscontro, il grande successo di adesioni e l’alta qualità delle opere, abbiamo deciso, in collaborazione con l’Associazione Culturale “LunaNera”, di allestire una Antologia che raccolga i testi pervenuti, uno per ogni autore partecipante. Tutto questo per mantenere sempre vivo il ricordo dell’amica Miriam, pensando con ciò di concretizzare il nostro lavoro a favore del: – Progetto G.A.I.A. (Gruppo contro l’Abuso all’Infanzia e Adolescenze)del
l’Ospedale Meyer, progetto che si pone al servizio dei bambini vittime di abusi e/o maltrattamenti, per poter offrire loro un futuro senza violenze e di fare cosa gradita.

Fiera di partecipare a questo progetto e di essere una delle organizzatrici del concorso. Lavorare con passione in nome della poesia e della scrittura, mettendo al servizio della conoscenza e della condivisione le mie energie. Senza fini di lucro, solo per aiutare chi è più debole, i bambini♥

Patrizia Portoghese

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Poesie antiche

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poesieantiche

Tende bianche e merletto
profumo di pulito
cambi di stagione
un ritmo perfetto.

Tra madie e odor di fresco pane
conversar piace
sul sofà sonnecchia il cane.

Dalla finestra stile inglese
s’intravede un alto abete
tra le fronde occhieggiar
un merlo cortese.

Poesie antiche ricordate
nel cuor racchiuse
forse dimenticate.

@Patrizia Portoghese alias Pattyrose
Tutti i diritti riservati

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Le più belle frasi di Pattyrose

Sai di favola

Favole

Sai di favola
di quelle buone come il pane
fragrante come appena sfornato,
profumo di nuovo e aria nel vento.

Mi prendi il respiro
e in un attimo il mio cuore è leggero
mentre non inventi storie ma favole…

Favole davvero!

Rinchiuse in uno scrigno
legate ma libere di sussurrare
tutta la grandezza del nostro amore.

Sai di favola
di quelle appena bisbigliate
tra sorrisi come lune della buonanotte.

In un tripudio di gocce
che tremano, parole di fiaba meraviglia.

Patrizia Portoghese alias Pattyrose
Tutti i diritti riservati

Tutti i poeti della Prima Ragunanza a Villa Pamphilj – 28 aprile 2013

Ragunanza

Tutti i poeti della Prima Ragunanza a Villa Pamphilj

Domenica 28 aprile 2013 nel più grande parco pubblico della Capitale d’Italia, Villa Doria Pamphilj, a Roma, si ripristinano le “ragunanze”, i raduni degli artisti, così come S.A.R. Christina di Svezia aveva ideato per la sua Arcadia.

Quest’anno 2013 ci sarà, nell’esedra del Teatro all’aperto, nelle vicinanze della cappella Pamphilj, dalle ore 11,00 fino alle ore 16,00 circa, la I ragunanza di POESIA che si inaugura con l’appuntamento di domenica 28 aprile 2013.

Il prestigioso evento ideato da Giuseppe Lorin, ha lo scopo di presentare le originali e fervide creazioni poetiche, di chi si è accinto alla composizione della propria poesia nel ricordo dei dettami dell’Arcadia, consapevole del valore della natura, con l’intenzione di preservarla dagli avvenimenti attuali che coinvolgono, modificano, inquinano, distruggono i quattro elementi della nostra madre Terra.

I poeti del III millennio cantano il loro pensiero introdotti dal suono del corno, accompagnati dalle note del flauto traverso di Giacomo Zara, da performance mimiche del fauno, Francesco Ippolito, con maschera ed antica siringa di Pan, melodie barocche cantate dalla soprano Erika Kamese, danze primordiali a cura di Vanessa Bonafede e Silvia Capponi con le giocolerie del fuoco, dell’aria, dell’acqua, della terra a ritmo del timpano. Ospiti dell’evento Pino Censi, Chiara Pavoni e Giulio Eccher.

Le poesie, scelte dal gruppo Liber@rte, composto da Elisabetta Bagli, Michela Zanarella, Andrea Leonelli, Monica Pasero, Gino Centofante e Oliviero Angelo Fuina, saranno racchiuse nel prestigioso scrigno-antologia edito da ArteMuse Editrice Gruppo David and Matthaus.
Di seguito tutti i poeti selezionati per l’antologia: Alessandro Bellomarini, Alessandro Moschini, Alessio Miglietta, Andrea Lucani, Andrea Mariotti, Anna Cibotti, Annamaria Pecoraro, Annarita Mastrangelo, Barbara Bracci, Bartolo Montanari, Carla De Angelis, Carmine Valendino, Ciro Pinto, Denis Cornacchia, Donatella Giancaspero, Emanuela Arlotta, Emanuele Marcuccio, Emanuele Tanzilli, Francesca Corsanici, Francesca Di Meco, Franco Argenti, Gabriele Fabiani, Gianni Di Giorgio, Giovanna Iorio, Giovanni Monopoli, Giuseppe Vetromile, Irene Sparagna, Loredana Savelli, Lorenzo Spurio, Lucia Picotti, Marco Mazzanti, Maria D’Ippolito, Maria Rotolo, Mario De Rosa, Maurizio Donte, Nadezhda Slavova, Nadia Milone, Nicolò Luccardi, Osvaldo Crotti, Paolo Carlucci, Paolo Lorussi, Patrizia Portoghese, Riccardo Lamperti, Roberta Borgianni, Roberta Marzi, Roberto Travaglini, Rosellina Brun, Sebastiano Impalà, Silvia De Angelis, Silvio Parrello, Stefano Massetani,Tiziana Mignosa, Valerio D’Amato, Veruska Vertuani. Nella raccolta tra i poeti ospiti: Anna Laura Cittadino, Tomaso Binga, Cinzia Marulli, Carmen Tomasi e Maddalena Corigliano.

L’appuntamento sarà presso l’antica vaccheria dei Pamphilj con ingresso in Via Vitellia, 102 – Roma – Domenica 28 aprile 2013 alle ore 11,00 per incamminarci in gruppo verso l’esedra del giardino del Teatro, luogo dell’evento di Poesia.

All’evento hanno dato il loro patrocinio il Comune di Roma Capitale XVI Municipio, l’Ambasciata di Svezia, Coltivo Cultura, Ass. Bel Respiro.

L’evento sarà ripreso dalla troupe del TG3 Regione Lazio

Desaparecidos

La STORIA dovrebbe insegnare la sacralità della vita, gli stermini passati dovrebbero essere un monito, le vittime delle persecuzioni, tutte, simbolo di speranza perché certi fatti non accadano più… Purtroppo ancora oggi non è così. Se le parole servissero a guarire il mondo dal male, se il sacrificio di tanti fosse in cima ai pensieri di chi prende decisioni, forse avremmo un futuro senza odio… Un futuro d’amore, utopia.

Plaza de Majo

Un fiume di parole
non basterebbe
per commemorare la sparizione.

-Desaparecidos-

Tragedia consumata
all’ombra delle mura
incastonate nella cattiveria.
Uomini e donne
bambini – nati per non morire –
Strappati al destino
infinito nell’infinito
giaciglio del martirio.

Nunca más! Nunca más!

Quante le grida
straziate e non udite
quelle carni uccise!

Anfiteatri del male
dove l’uomo non è uomo
dove il carnefice
ha l’aspetto di satana.

Come ogni genocidio
nascosto
e vigliaccamente coperto.

Quelle lacrime di sangue
sulle gote delle madri
trafitte dai dolori…

Dolori di doglie
spalmati sulle mani
come sinistri giocattoli
gettati in pasto all’orrore.

-Desaparecidos-

Orme nell’oceano
dai voli della morte
affogate nello stordimento.

Adagiati in un letto di sabbia
non un rumore
non un lamento
dagli abissi il silenzio.

Nunca más! Nunca más!

Le madri coraggio
in un girotondo urlano ancora
tutto il dolore e tutta la speranza…

@Patrizia Portoghese alias Pattyrose
Tutti i diritti riservati

Si ritiene che, tra il 1976 e il 1983, in Argentina, sotto il regime della Giunta militare, siano scomparsi fino a 30.000 dissidenti o sospettati tali (9.000 accertati secondo i rapporti ufficiali del CONADEP[2]) su 40000 vittime totali.
Le modalità di sequestro e di sparizione delle vittime della repressione fu ideata per perseguire due obiettivi: il primo era quello di evitare quanto verificatosi a seguito del Golpe cileno del 1973, che aveva portato al potere la Giunta militare comandata dal generale Pinochet, dove le immagini della prigionia dei dissidenti nello stadio di Santiago del Cile avevano fatto il giro del mondo, sollevando l’indignazione e l’interessamento delle associazioni per la difesa dei diritti umani; l’assoluta segretezza degli arresti viceversa garantì per lungo tempo al regime militare argentino una sorta di “invisibilità” agli occhi del mondo: dovettero passare infatti almeno 4 o 5 anni dall’inizio della dittatura prima che all’estero si iniziasse ad avere una percezione esatta di quanto stesse accadendo in Argentina. Il secondo era quello di terrorizzare la popolazione, attraverso la mancata diffusione di notizie in merito alla sorte degli arrestati, limitando in questo modo fortemente non solo ogni possibile dissenso al regime ma anche la semplice richiesta di notizie da parte dei parenti.

La Escuela Superior de Mecánica de la Armada (ESMA), uno dei centri di detenzione attivi durante la dittatura; oltre 5.000 persone vi furono rinchiuse e solo poche centinaia ne uscirono vive
Le modalità degli arresti avvenivano molto spesso secondo veri e propri “rapimenti”: squadre non ufficiali di militari arrivavano con una Ford Falcon verde scuro senza targa, la cui sola vista suscitava il terrore, e piombavano nelle case in piena notte[3], sequestrando a volte intere famiglie, e l’assoluto mistero sulla sorte degli arrestati, fece sì che le stesse famiglie delle vittime tacessero per paura; la conseguenza di queste modalità fu che nella stessa Argentina per lungo tempo il fenomeno rimase taciuto, oltre che totalmente ignorato nel resto del mondo. Una volta arrestate, le vittime venivano rinchiuse in luoghi segreti di detenzione, senza alcun processo, quasi sempre torturate, a volte per mesi, e solo in pochi casi, dopo un processo sommario, senza alcuna reale garanzia legale, gli arrestati vennero rimessi in libertà.
Secondo alcune fonti, spesso testimonianze di militari coinvolti nell’operazione, molti desaparecidos furono imbarcati a bordo di aerei militari, sedati e lanciati nel Rio de la Plata, oppure gettati nell’Oceano Atlantico[4] col ventre squarciato da una coltellata affinché i loro corpi fossero divorati dagli squali, i cosiddetti vuelos de la muerte, voli della morte, altri furono detenuti in centri di detenzione clandestini ed uno di questi, rimasto sinistramente celebre, fu la scuola di addestramento della Marina Militare ESMA, a Buenos Aires. Un altro episodio tristemente famoso fu quello che iniziò nel settembre 1976 e che passò alla storia come notte delle matite spezzate, un’operazione di repressione organizzata contro i movimenti studenteschi delle scuole superiori: il pretesto furono le manifestazioni per la concessione, e successivamente contro l’abolizione, del boleto estundiantil, un tesserino studentesco che consentiva sconti sui libri di testo e sui trasporti, ed un grande numero di studenti, per la maggior parte minorenni, furono sequestrati, sottoposti ad indicibili torture e, almeno 238, uccisi.

Jorge Rafael Videla, dittatore dell’Argentina dal 1976 al 1981, responsabile di circa 30000 vittime, di cui gran parte “scomparse”
Un altro fenomeno fu quello delle donne arrestate mentre si trovavano in stato interessante oppure rimaste incinte a seguito delle violenze subite nei centri di detenzione: molte donne partorirono mentre erano detenute, molte di esse furono uccise, ed i loro figli furono illegalmente affidati in adozione a famiglie di militari o poliziotti. Dalla restaurazione della democrazia nel 1983, le istituzioni argentine si sono a lungo adoperate per ritrovare questi bambini e restituirli alle loro famiglie. Le indagini fatte in questo senso sono state fondamentali per scoprire molte delle atrocità commesse dal regime militare. Inoltre, tali indagini consentirono la condanna di ex funzionari del regime che, per i reati strettamente politici, erano stati prosciolti od amnistiati sulla base del loro obbligo di obbedire agli ordini all’epoca dei fatti attraverso la cosiddetta legge della “obbedienza dovuta”.
La denuncia e la scoperta degli orrori avvenuti in Argentina durante il regime militare si deve anche alla coraggiosa azione delle Madri di Plaza de Mayo, madri dei giovani desaparecidos che con una protesta pacifica, sfidando il regime, riuscirono a far conoscere alla opinione pubblica il dramma che stava avvenendo nel loro Paese[5].
Tuttavia, una volta tornata la democrazia, dopo le prime sentenze di condanna contro ufficiali dell’esercito, emesse sotto la presidenza Alfonsin, le successive pressioni degli ambienti militari hanno fatto sì che vi fossero numerose amnistie e, di fatto, un colpo di spugna sul periodo della dittatura. Il 13 gennaio 2007 Isabelita Peron è stata arrestata in Spagna per la morte di un giovane desaparecido[6]. Solo negli anni 2000, grazie alle pressioni sulla giustizia del Presidente Nestor Kirchner, le amnistie sono state annullate e i responsabili hanno subito varie pene: il tenente generale Jorge Videla, ad esempio, è stato condannato a due ergastoli e 50 anni di carcere.
(Wikipedia)

Esma

Ad un anno dalla morte di Miriam Sermoneta

Non dimenticheremo e il Memorial in suo ricordo sta a dimostrare che sarà così.

Avatar di lucianamiocchilucianamiocchi

sermonetaÈ passato già più di un anno dalla tragica morte di Miriam Sermoneta. La ragazza, che di lavoro faceva la guardia giurata, fu trovata morta nella propria abitazione nei pressi di Tivoli la sera del 24 marzo 2012. Si era sparata un colpo al cuore con l’arma di servizio, subito dopo avere manifestato le proprie intenzioni suicide ad un collega col quale stava chattando. Vicino al suo corpo ormai senza vita, una breve lettera, quasi a mo’ di seguito di quella aperta che aveva scritto al Presidente della Repubblica tempo prima, con la quale denunciava il disagio personale di donna che lavorava in un ambiente ancora troppo maschile e a volte maschilista e di una categoria, quella dei vigilantes, pressoché inesistente giuridicamente, mal retribuita e poco considerata, dal lavoro fatto di disagi, pericoli e precarietà di ogni genere, ultima in ordine di tempo la cassa integrazione, istituita dalla società per…

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Scaduti i termini per la presentazione delle poesie per il concorso Liber@rte 2013

Un giorno funesto (L’Aquila 6 aprile 2009)

Nel ricordo… Sempre —<<–<<–((ç)

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terremoto

Mamma, papà, oggi è una giornata stupenda. Ho appena finito di studiare, ora vado per una passeggiata con le amiche. Il centro di L’Aquila è semplicemente ricco di bellezze, scorci di antichità, chiese, palazzi e piccole vie. Non immaginavo di potermi trovare così bene qui, la città è viva, piena di studenti e gli Aquilani, gente accogliente.
Sono le 17.00, ho ripreso a studiare, domani ho un esame. Sono preparata, ma l’agitazione prende il sopravvento, sapete come sono!
E quanto avrei voluto essere lì con voi a festeggiare la Pasqua, ma lo studio, lo studio… E’ importante per me, voglio diventare medico, il mio sogno, la mia vita, quella di aiutare gli altri.
Non riesco a prendere sonno stasera, un tremolio, piccoli strani rumori. Anche le mie amiche sono sveglie, ci guardiamo attonite. Una scossa di terremoto? Passerà, è stata leggera. Vado in bagno, mi guardo nello specchio e penso…

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Romantica

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romantica

Come una serenata d’amore
romantica donna di cuori
che ascolti con le rose
dai petali sfumati.

Amore, torniamo a casa
l’inverno accende la nostra casa
vuota di te
vuota di noi.

Ricordi i nostri baci?
Densi come miele riposti in quel cassetto
che paziente attende d’essere riaperto.

Torniamo al nido, amore mio
come cigni alati dal lago al cielo
vicini mai più lontani.

La nostra vita, romantico sogno
romantica, io.

@Patrizia Portoghese alias Pattyrose
Tutti i diritti riservati

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Stupore di bambina

Stupore di bambina

Ritorna di stupore in stupore
il ricordo di una bambina
occhi grandi verso il cielo
con la gonna arruffata
in un girotondo colorato.
Mai avrebbe creduto
di correre tra le pagine
di un libro immaginario
dipinto di poesia
dipinto di amore
dipinto di dolore.
In quel cortile d’alberi
dove i sorrisi erano lune
capovolte all’insù
disegnate dall’infanzia
allegra e spensierata.
Già, anche allora erano lune
come oggi, seppur diverse
nello stupore che è sempre
in quello sguardo di bambina.
Dipinto di nostalgia
dipinto di fantasia
dipinto di poesia.
Mi ritorna il fantastico gioco,
nel vivere di sogni nella realtà
così imprevedibile
così inafferrabile
così veritiero.
Ritorna di stupore in stupore
il ricordo di una bambina
occhi grandi verso il cielo…

@Patrizia Portoghese alias Pattyrose
Tutti i diritti riservati

Antonino Schiera - Riflessioni d'Autore

L’incontro con l’orizzonte carezza il mio desiderio di infinito

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Associazione Culturale 'Divagazioni D'Arte'

L'Arte è voglia di emozionare qualunque sia la forma usata per esprimerla

PRISMA , IL CORO CHE BALLA.

Il sito del Coro Prisma: realtà musicale romana che si occupa di intrattenimento musicale con canti folk e popolari.

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Vaffanculo vita. Sono il più grande egocentrico che tu abbia mai visto. Hai perso un eroe.