Continuo a cercare
voglio arrivare al nucleo
di quella me stessa ritrovata
in un settembre di gioia dolorosa.
Dove gioia e dolore
erano versi e parole uniti
e non furono amati né capiti
perché la sensibilità era fuori rotta.
Le tempeste di ghiaccio
si avvicendarono nel mio universo
tutto annegava nei detriti di un amore
rinnegato e diversamente raccontato da chi
nel profumo di un mazzo di rose, mai, mi aveva cercato.
Solo una rosa
ha resistito nel cuore
non si è spenta al contatto di un raggio di sole
nell’effluvio di fiori colti nello smeraldo di una radura
dove un abbraccio misto a un bacio ha riacceso la brace già scura.
Oggi la gioia ha un nome
quel nome che risuona come un eco
quel suono che scintilla da un’arpa lontana
la sento qui, ora, nel giardino fiorito della vita
nell’essenza di quella rosa diventata per sempre poesia.
@Patrizia Portoghese in arte Pattyrose
Tutti i diritti riservati

Sei così bella
quando ti nascondi
dietro un velo di nulla
ricamato dagli occhi
così intensi
al buio
nella notte.
Ti voglio
e assorbi i miei pensieri
quelli dolcemente peccaminosi
che curvano le distanze.
E diventano attimi
dove incontrarsi
per non separarsi più.
©Patrizia Portoghese alias Pattyrose
Tutti i diritti riservati
Sui sentieri dell'anima... di Patrizia Portoghese
Vangelis-Alpha
Distillato tra ampolle di sogni
evanescente liquido sanguigno
invade le intercapedini della mente.
Dell’uomo la conoscenza senza fine
nelle molecole che si moltiplicano
nello sguardo della vita.
Di carne e spirito plasmati
uomo e donna come foglie
appese all’inizio dell’universo.
d’uno stesso ramo.
Persi tra i frammenti
d’un giardino sognato
da un vile serpente cancellato.
Piegati al destino
dell’umano vivere.
Edita in Eclisse di cuore
@Patrizia Portoghese alias Pattyrose
Tutti i diritti riservati

Mi piacciono quelle tue mani
che mi portano anche dove non vorrei
a toccare l’apice di un piacere diverso.
Fuori e dentro l’inusuale
tra brividi caldi e fiocchi di neve
con il fuoco che avvampa il desiderio.
Mi lascio cadere in te
e ti consumo con carezze e tocchi sapienti
e nell’avvicinarsi dell’imprevedibile
ci accogliamo e non ci conteniamo.
Ci siamo per donarci
reciprocamente fuori e dentro l’inusuale.
E’ forse quello che ognuno di noi vuole
e non sa spiegare?
@Patrizia Portoghese in arte Pattyrose
Tutti i diritti riservati
The WordPress.com stats helper monkeys prepared a 2013 annual report for this blog.
Here’s an excerpt:
The concert hall at the Sydney Opera House holds 2,700 people. This blog was viewed about 37,000 times in 2013. If it were a concert at Sydney Opera House, it would take about 14 sold-out performances for that many people to see it.

Paolo Merenda nasce il 13 giugno 1979 a Parete, paesino a breve distanza da Napoli, Bologna e Lecce. Da sempre provvisto di una fervida immaginazione, decide di diventare scrittore (oltre che astronauta, contrabbandiere, cuoco) dopo aver visto il film, e letto il libro, “It” di Stephen King, a 11 anni.
Conscio, come dice lo stesso King, che “ogni grande scrittore dà vita a tanti scrittori mediocri”, tiene molto alle descrizioni verosimili per rendere l’invenzione narrativa gioco realistico, e per ottenere questo scopo tiene molto a documentarsi, quasi raggiungendo la schizofrenia paranoide, cosa che gli permette di svolgere a meglio la sua attività di fotografo di luoghi abbandonati, serial killer, maniaco sessuale, prima di mettere le storie su carta.
È eclettico, a tratti dispersivo: giornalista sportivo dal 2000, si è laureato in Tecniche Ortopediche con una tesi sulle protesi sportive, ma ha trattato per varie testate anche scienza, costume e società, e arte. Suoi racconti sono comparsi su varie riviste, tra cui Inchiostro, Talkink e “Note di storia e cultura salentina” (curato da Storia Patria, di cui è diventato socio), oltre che su diversi siti. Una parte del suo materiale artistico è stato inviato a una casa editrice su Marte, che ancora non gli ha risposto.
Intanto ha vinto il terzo posto al premio internazionale di scrittura “Fortunato Pasqualino” con il racconto autobiografico “Estinzione di massa” ed è risultato finalista nella terza, quarta e sesta edizione di “Corto Magliese”, concorso di cortometraggi. È stato direttore di un mensile di medicina dal 2010 al 2012 e nel 2013 ha dato alle stampe la sua opera prima, “Dodici”, una raccolta di racconti di cui la copertina è molto meglio dell’interno.
Recensione di Patrizia Portoghese
Sono la piaga e il coltello!
Sono lo schiaffo e la gota!
Sono le membra e la ruota,
e la vittima e il carnefice!
Charles Baudelaire
E’ affascinante la pubblicazione di Paolo Merenda, il libro dal titolo Dodici. Dodici racconti scritti nello stile inconfondibile dell’autore, separati, ma legati da un filo comune. Il tempo che scorre per ognuna delle storie, tra il fantastico e l’horror con un lato sempre rivolto ai meccanismi psicologici dei protagonisti. Quadri esistenziali proiettati nei ricordi come ne L’illusione, dove si coniuga il futuro virtuale di programmi sofisticati in grado di trasferire sensorialmente ricordi legati ad una partita di calcio. Dodici è una raccolta di racconti, scritti dall’autore nell’arco di dieci anni, sono racconti intriganti ed avvincenti, non si può fare a meno di immedesimarsi in essi. Credo che non ci sia un racconto migliore di un altro. L’autore ci fa roteare tra passaggi di vera suspence a l’incontrollabile emozione come ne Il lago nero. Così come in Discidium dove si evince la capacità di Paolo a realizzare il suo progetto di scrittura, fondato soprattutto sulla conoscenza approfondita dell’argomento che vuole trattare.
Ho conosciuto questo scrittore, per il quale nutro profonda stima, in occasione dell’uscita del mio secondo libro di poesie. Paolo mi ha notata nel panorama dei poeti emergenti e mi fece dono della più bella recensione che abbia mai avuto per questa mia silloge.
Umilmente e con stima gli rendo la mia, la mia prima prefazione ad un libro di narrativa, tra l’altro così impegnativo. E’ come stringerci la mano, in segno di condivisione, di lode alla scrittura, qualsiasi essa sia.
Patrizia Portoghese

Concludo il 2013 con gioia infinita, auguro a tutti Voi Un Nuovo Anno colmo di allegria e serenità. Un pensiero a chi sta male, a chi meriterebbe di più, a chi ha ancora speranza in questa vita. L’editore proprio oggi mi ha informata che la mia nuova raccolta di poesie è pronta, Vi faccio dono della copertina —-<<—<<—<((§)
Dalla prefazione
La donna diventa un altare e come tale venerato e rispettato “Creatura dell’universo… unica icona di te stessa…”
Non poteva che nascere dall’anima di Patty questo canto dalle mille tonalità dedicato alla donna. Una sinfonia di acuti e bassi, moderati da una unica chiave, che comincia con la S come quella di Sol ma in lei diventa S come Sensibilità. Una chiave che trasforma ogni suo verso in poesia d’anima “I suoni sono le parole scritte con diafana penna”. La sua è musica intensa, un inno all’amore eseguito da un coro tutto al femminile. Tutto il dolore, le emozioni e il sentimento di una vita intera che si intreccia alla soddisfazione della riscossione sulla vita “Torni a brillare/sei più bella di prima/… sei padrona del mondo/sfera luminosa di accesa rivalsa”.
So tutto di me stessa rivolto le pagine di vita i fogli bianchi e neri mentre il cielo ascolta.
Quando il respiro vola troppo in alto chiudo il libro che ho aperto mentre la luna complotta di spogliarsi e diventar poesia.
Una nenia dolce mi coinvolge mi sorprende ed io m’innamoro e mi ammanto di bellezza quella interiore e luminosa.
È il grande coraggio, non mio ma delle donne che conosco lo spazio libero in un cono d’ombra.
So tutto di me, di me… degli errori non voluti di quelli mai commessi dell’amore, a piene mani, regalato.
Mi dono una rosa, accendo il cuore,
nella luna vestita a festa, la donna che sono.
Patrizia Portoghese

Recensione ALLA SILLOGE
IO SONO RESPIRO PURO
DI MARIA FORNARO
Rifugiarsi nella poesia, oasi di pace e d’amore come fa Maria Fornaro è sublimare se stessi e porre fine ai propri dispiaceri. Scrivere d’amore è esser nati per amare, nel più ampio significato del termine, dove i versi sono le lacrime presto asciugate nelle chiuse delle liriche. Dove il messaggio diventa speranza e luce. Già l’incipit, il titolo della silloge è un verso che da solo è poesia, così come la chiusa della lirica che inizia il viaggio dell’autrice
-Io sono una pagina di un libro ancora da leggere, sono una tela bianca ancora da dipingere. Io sono.-
Quella pagina bianca, quella tela… Dove ancora scrivere e dipingere la propria vita, perché si è. Si è consapevoli delle virtù, forse finora sconosciute. La poesia dona immediatezza in quell’attimo impresso nell’anima e regalato agli altri, con amore, per amore.
Leggo in profondità le sonorità di Maria, come se fossi davanti ad uno specchio. Chi ha amato tanto, chi ha dato se stessa per un amore, poi disatteso, soffre… Tanto. La poesia aiuta, è una cura come altre non ce n’è.
Nella poesia Abbracciami, si legge forte il bisogno d’amore, il bisogno di non soffrire più, il bisogno di credere ancora in esso, comunque sia.
Abbracciami, abbracciami forte fino a togliermi il fiato, fa’ che io mi riscaldi con il suono della tua voce, fa’ che ogni dubbio si dissolva come nebbia al mattino, fa’ che il tempo non lasci cicatrici ma lenisca il dolore, fa’ che io creda ancora nelle favole.
L’introspezione sottile, ma forte si evince nella poesia
Seduta, con lo sguardo verso l’infinito, innocenza e coraggio.
Seduta, con il pensiero verso il passato, amore e ricordi.
Seduta, con la consapevolezza di aver le mani piene di nuvole.Ecco, la consapevolezza che nutre l’io della poetessa, della donna Maria Fornaro. L’emozione si palpa in tutte le poesie, scorrono come un fiume, lento e calmo. Seduti al margine si deve leggere e rileggere questo libro, pieno d’amore. Ringrazio Maria per avermi dato la possibilità di leggerla e di scriverne umilmente il mio pensiero, mi sono ritrovata nei suoi versi, nel suo amore a tutto tondo.
Patrizia Portoghese
Maria Fornaro nasce a Fragagnano (TA) nel Dicembre del 1964. Sposata dal 1994, ha due figli.
Laureata in Materie Letterarie all’Università di Bari, dopo un breve periodo di insegnamento e varie altre esperienze lavorative nel campo museale, si è dedicata interamente alla propria famiglia. Le piace leggere, ascoltare, discutere e mettersi in gioco. Scrive per diletto e per emozioni e pensa come Daniel Glattauer che “scrivere è come baciare, solo senza labbra, ma con la mente”.
I suoi autori preferiti sono Valerio Massimo Manfredi, Glenn Cooper, Kahlil Gibran, Michail Bulgakov, Edgar Lee Masters, Nikolaj Vasil’evič Gogol’ , Franz Kafka, Khaled Hosseini, Carlos Ruiz Zafón, Henrik Ibsen, Thomas Mann, Giovanni Verga, Luigi Pirandello.
“Ho iniziato a scrivere sull’onda di emozioni che mi hanno travolta, emozioni che hanno lenito ferite e accarezzato l’animo e il cuore. Non sapevo di saper scrivere e non so ancora se so farlo, ma lo faccio perché il mio cuore comanda le mie dita.”Bibliografia
Pubblicazioni:1) Alcune mie poesie sono state inserite nella raccolta di poesie “I poeti contemporanei” n.12, edito dalla Casa Editrice Pagine di Roma nel 2012.
2) Libro di poesie “Io sono respiro puro”, Ed. Youcanprint.
Booktrailer del libro: https://www.youtube.com/watch?v=m3SrBxrcwHU


Canto l’essenza dei bei giorni
trasformati in frutti succosi
alle radici innaffiate da lacrime
dove cielo e nuvole diventano versi.
Radici piene di sostanza
e foglie mature che non cadono
come sillabe appena pronunciate
felici scrivono del futuro in cammino.
Non hanno fine nell’accrescimento
hanno in sé l’eterno vivere
nel diritto di nascere da un seme
quel seme portentoso e unico.
Radici, le nostre appendici
che mai lasceranno il vuoto
in giorni d’aurora e di luna
dove l’universo brillerà di vita
nell’acqua e nel sole senza fine.
@Patrizia Portoghese in arte Pattyrose
Tutti i diritti riservati

Un augurio di Buone Feste a tutti Voi. La serenità è l’unica cosa da ricercare, la auguro a tutti. Niente vale più di un sorriso, di una carezza… —–<<—<<—-<((§)
Linee d'alba
Ho messo un velo sul tempo
che traccia nuove linee d’alba
in volti che chiedono sereni appigli.
Nell’acquaforte trasparente
di un Natale Nuovo che mi splende
proprio dentro all’anima e al cuore.
Sogno che ogni ombra
di questo mondo possa trasformarsi
in una nuvola d’argento che pianga
soltanto lacrime di gioia, senza dolore.
Un’utopia che segna
i confini al di là di questo orizzonte
dove troverò la risposta ai dilemmi dell’oggi.
Intanto è Natale
e un Nuovo Anno è alle porte
spalancate su un altro tempo, spero migliore
e questo volto sorride, caparbio e dolce …
E’ il momento dove l’ovunque si può raggiungere
e gli occhi brillano ed illuminano il sentiero
per me, per te, per noi e per tutti solo nitide linee d’alba.
@Patrizia Portoghese alias Pattyrose
Tutti i diritti riservati

La notte è silenziosa
ma parla, parla di noi
dei nostri occhi chiusi
nell’atto d’amore.
Nelle carezze lucenti
dei sorrisi accesi
e quelle risate
che si perdono negli abbracci.
La notte non è mai…
Mai tanto lunga quanto vorremmo
e labbra si arrendono
solo all’inizio dell’alba.
La notte è dolce
nel suo blu cornice
degli amplessi dorati
che si riflettono
nei calici diamantati.
Non ci sono limiti
per levarci verso le stelle
non tacciamo la sensualità
che ci rapisce ora
e sarà di sfiorar di ali
che moriremo d’amore.
@Patrizia Portoghese alias Pattyrose
Tutti i diritti riservati
Vieni qui
siediti vicino a me
cantami quella canzone che mi piace tanto.
Abbracciami
Amami
Possiedimi.
Vieni qui
la musica ci avvolge
le note e la voce si spalmano
come olio profumato
my baby…
I love you my baby
Ti voglio
Ti desidero
Ti bramo.
Oh what a wonderful Christmas time!
Hai preso il mio cuore
e io ho abbracciato il tuo
anime d’amore e passione
aliti sensuali s’intrecciano.
Mi prendi
Mi sfiori
Mi tocchi.
My baby, it’s Christmas…
My baby, we’re everywhere.
©Patrizia Portoghese in arte Pattyrose
Tutti i diritti riservati



Commenti recenti