
Eccoti
tra le pieghe del cielo
per metà colorata di bianco
a profumarmi i pensieri.
Appesa
allo strascico di stelle
come cocchio nelle favole
a raccontare filastrocche.
Ninna nanna
di luna e candore
tra note d’arpe e di fate
che volano nel fantastico mondo.
Luna sei
incastonata nel blu
a raccontarmi di te e di me
a profumarmi i pensieri.
@Patrizia Portoghese alias Pattyrose
Tutti i diritti riservati

E’ in quel diario segreto
che persi conoscenza
e mi ritrovai in un cielo assente,
nell’accorato gaudio dei sensi.
Portatrice d’acqua
in un deserto lontano
racchiuso in uno specchio,
ormai dal tempo edulcorato.
Pagine e pagine
girate all’indietro
nella speranza ormai sottomessa
all’incivile arroganza.
Non è di me
che descrivo l’incoerenza
tra le righe piegate dal nero,
quell’inchiostro sprecato
a sottolineare dell’amore l’assenza.
E’ in quel diario segreto
che riposi un cuore distratto
un pozzo di versi chiuso da tempo,
frasi veloci per dire ti amo.
La serratura è un diamante
grezzo, tagliato dal vento
inaccessibile ai giochi e al tormento.
Nessuno avrà la combinazione
ho gettato la chiave nell’abisso
e ora il cielo ha un colore più vivo,più vero.
@Patrizia Portoghese alias Pattyrose
Tutti i diritti riservati

Ricordati chi sei nuvola di luna
appoggiata al cielo,forte come roccia
sulla quale scorre acqua limpida di poesia.
Quell’acqua che ti corre tra le palpebre
mentre nutri di latte la via delle stelle
e tra le efelidi disegni cerchi d’eresia.
@Patrizia Portoghese
Tutti i diritti riservati
Edita nella raccolta ‘L’Orma Bianca’
Sui sentieri dell'anima... di Patrizia Portoghese

Ho conosciuto persone straordinarie, persone dalle grandi capacità di sentimento e condivisione. L’autenticità di coloro che ti porgono l’anima su di un piatto d’argento, la vedi e la senti, la leggi in un semplice sorriso. In un abbraccio immaginario che diventa vero. La capacità di sentirsi sfogliare nel cuore, dita amiche che ti solleticano l’umore.
La trasparenza in amicizia è come una fanciulla, vitale energia, essenza di purezza.
(Pattyrose)

Incartata in un’onda lunga
sposata ai granelli di sabbia
giaccio inerte alla vita,
da poco annusata dal mare.
Mi spoglio dell’alba
e nel sangue annego uccisa
senza amore e miele
solo un rantolo lieve.
Ho gli occhi aperti
non vedono ma abbagliano
nella luce oltremare.
La vita mi amava
ed io l’amavo così tanto
non l’uomo che di me
vilmente ha sfregiato il corpo.
Ora non piango più lacrime
ma schegge di luce nell’eterno.
@Patrizia Portoghese alias Pattyrose
Tutti i diritti riservati
Donata alla Fondazione Roberta Lanzino
Sui sentieri dell'anima... di Patrizia Portoghese

Rarefatta l’aria brucia costante
campi devastati d’irriverenza,
nel buio arde una candela accesa.
Rantolo lieve d’una bambola
solo una nivea gota è rosata,
l’altra vermiglia dal fuoco incendiata.
Le stelle non sorridono stasera
piangendo cullano straziate,
il dolore di chi più non spera.
E un’anima materna senza sonno
cerca la sua creatura adorata,
nel nulla di sempre cade il mondo.
Nell’indicibile indifferenza il traguardo
di chi non sente e non vede…
Di quell’infanzia spezzata lo sguardo.

Scalini in pietra scolpita
e verso l’orizzonte verdi abeti
e curvano le ringhiere al focolare,
dell’oggi e del nuovo camminare.
Intreccio di sfumature
tra l’indaco e l’amaranto
via del mandorlo è un incanto.
Nel desiderio mi accoglie
il calmo andare delle ore
e bevo il tramonto
in una complice armonia.
Al settimo gradino
una mano mi trattiene con amore
e d’amore mi spinge sull’uscio.
Ho udito i passi del futuro
ho visto un mandorlo in fiore.
@Patrizia Portoghese alias Pattyrose
Tutti i diritti riservati

Ti avviti in un turbine d’aurora
e sacrifichi spesso il tuo esser donna
smussi gli angoli che vorresti tenere
precipiti nel pozzo e nessuno ti vede.
Risali lentamente così come riappari
velocemente insieme a te stessa
non chiedi tregue indecenti ma…
Solo libertà d’intenti.
Le incertezze non sono per chi sogna
fanno parte di un parallelo mondo
dove non esistono turbini d’aurora
ma solo temporali senza amore.
Torni alle radici ramificate nella terra
acquistando forza nella memoria
e consolidi le fragilità diventate vittoria.
©Patrizia Portoghese alias Pattyrose
Tutti i diritti riservati

Non era più l’uomo che aveva amato. Era un lunedì, dopo una domenica da dimenticare. Una di quelle domeniche uguale alle altre, nessuna uscita, nessun divertimento. Lui si rifugiava nel suo studio, come gli altri giorni. Fuggiva dalle sue responsabilità, dai suoi fallimenti, dalle sue frustrazioni. Bastò un accenno alla discussione del giorno precedente a rinfocolare gli animi. Le si avvicinò con quello sguardo minaccioso e pieno d’ira. Le puntò il dito davanti agli occhi -‘Sei una donna finita!’- Le disse. Le vomitò addosso altri improperi. Non ce l’aveva solo con lei, ce l’aveva con il mondo intero. Dal suo ego erano spuntate appendici pungenti. Ascoltava solo se stesso e le sue ragioni. Ma quali ragioni? In balia dei suoi dolori che erano stati anche i suoi. Gli occhi le si velarono e caddero lacrime, le sentiva arrivare in bocca.
Leila aveva tentato di fargli capire che la situazione era diventata insostenibile. Avrebbero avuto bisogno d’aiuto. Lei lo amava nonostante tutto. Luca era la sua vita.-‘ Ti prego, facciamoci aiutare, andiamo da un bravo psicologo”- Niente da fare. Ce l’aveva anche con gli psicologi. Non avevano fatto un buon lavoro con nostra figlia. Per lui tutto sarebbe stato tempo perso. E soldi persi. Ecco l’altro perno, sul quale si era arrotolato il matrimonio, i soldi.
Solo qualche anno prima, avevano deciso di fare un viaggio. Soli, loro due, soli. Avevano scelto un posto incantevole, amato da entrambi e dove erano già stati tante volte. Un angolo di paradiso. Il mare davanti. Uno spettacolo. Una settimana d’incanto, il viaggio tra sorrisi e musica. Quella che piaceva tanto ad entrambi. Leila per scherzo aveva messo un foulard in testa. Il vento le accarezzava il viso, finalmente un pò di serenità, dopo tanto patire. Pensava e canticchiava, mentre si sentiva la sua principessa. Leila metteva la sua mano sotto la gamba di Luca mentre lui guidava. Un gesto che ripeteva ogni qualvolta viaggiavano uno accanto all’altra. Il contatto era importante anche in quella situazione, da sempre. Durante la vacanza fecero l’amore ogni giorno. Tra loro c’era stata un’intesa sessuale da subito, fin da quando si erano conosciuti, ragazzi. Erano cresciuti insieme anche da quel punto di vista. Parlarono a fondo della loro vita, di quello che era stato. Dei figli. Cercarono il più possibile però di estraniarsi dalle problematiche che a volte li portavano a perdersi.
Sbattè la porta, portandosi dietro una borsa.-‘Starò via due o tre giorni, qui non riesco a starci…’- Nemmeno la sua voce era più quella di un tempo. I ragazzi attoniti lo pregarono di non farlo. E lei lo implorava con gli occhi. Non è fuggire questo? Pensava dentro di se Leila. Con il tempo avrebbe capito molte cose, il malessere covava già da tempo. Era sempre insoddisfatto, mai niente che gli andasse bene. E la cosa si ripeteva anche quando andava allo studio per aiutarlo, per stargli vicino. Aveva deciso per questo di diradare le sue andate, non era un capriccio. Spesso negli ultimi tempi, quando lei entrava non la degnava di uno sguardo. Quello sguardo fisso sul monitor, sulle carte. Ogni cavillo era preso a scusa per discutere. Più di una volta, di fronte al suo modo poco garbato e alle parole impronunciabili se ne era andata, sbattendo la porta.
Leila era ancora una bella donna, molto curata. Si faceva bella solo per lui che non la notava più. Già, lui notava e metteva in evidenza solo i difetti, le mancanze. Sempre e solo quelle.
Ieri, rovistando tra le scatole in un armadio ha trovato una cassettina d’alluminio. Di quelle colorate. Si usavano per i biscotti, gliela aveva data la madre di Luca. Erano tanto amiche. Molti si meravigliavano del bellissimo rapporto che avevano costruito. Aprendola trovò delle lettere…(Continua)
@PATRIZIA PORTOGHESE
TUTTI I DIRITTI RISERVATI
11 settembre 2013…
Sui sentieri dell'anima... di Patrizia Portoghese

Svettano ancora
nel cielo di Manhattan,
le ombre allungate
di trasparente struggimento.
Tremila e più rintocchi
dei quali nel cuore,
rimbomba l’eco.
Cade giù
proprio al centro,
d’una voragine
chiamata Ground- Zero.
Esterrefatta mani sul viso
nel timor di vedere,
alla rete di protezione
lo sguardo appeso.
Lacrime celate
dalla brina gelate,
penzolano dalle ciglia
senza cadere.
Visiva esperienza
da non credere,
finché ti sporgi
avendo paura di cadere…
Immagini l’immane sofferenza,
mentre tremila e più rintocchi
rimbombano nel cuore.
(La mia visita a Ground Zero…)
@Pattyrose
Tutti i diritti riservati
Undicisettembreduemiladieci

RENDIAMO NOTI I RISULTATI DELLA 3° edizione del Gran Galà di Poesia Rende…In Versi e ringraziamo i 580 Poeti che ci hanno onorato con la loro partecipazione.
I poeti ammessi alla 3° edizione del Gran Galà di Poesia Rende…InVersi sezionati dalla Giuria così composta:
Anna Laura Cittadino (Presidente Ass.ne GueCi- scrittrice-poetessa)
Mr. Michelangelo Angrisani (Presidente Accademia di Belle Arti, Scienze e Letteratura)
Dott.ssa Anna Canè (bibliotecaria)
Dott.ssa Micol Carmignani (addetta comunicazioni e relazioni casa editrice Del Bucchia )
Dott. Francesco De Santo
sono i seguenti :
Velia Aiello “Le parole non dette”
Silvio Aloisi “La mia bandiera”
Rosario Aveni “ I vecchi”
Pietro Barbera “Chi ti credi di essere”
Rosellina Brun “Con gli occhi del vento”
Angela Caccia “ Le braccia allungate”
Angelo Canino “ Na vota”
Pietro Catalano “Terra lontana”
Ornella Mamone Capria “ Vincerete sempre”
Carla Curcio “ ‘ A vita ‘e mò”.
Emilio D’Andrea “ Gli occhi delle donne”
Salvatore D’Aprano “ La mia preghiera”
Maria De Luca “Saperi e Sapori”
De Rosa Antonio “ Madre”
Mario De Rosa “ Un ricordo”
Ciccio De Rose “ ‘ U pane d’a majilla”
Maria Antonietta D’Onofrio “ Pista provvisoria”
Carmine Esposito “Renni, passione mia”.
Therry Ferrari “ Vorrei”
Manuela Fragale “ Frammenti di stelle”
Matteo Gaudio “ Cento volte la Prima volta.
Francesco Loiacono “ Oggi e domani”
Arianna Luci “ Strati vari”
Mario Mandarino “ La Panchina”
Oreste Kessel Pace “ Canto a Demetra”
Benito Patitucci “ Finchè saremo…
Ciro Pinto “ Follia”
Patrizia Portoghese “ Vecchia umanità”
Marisa Provenzano “Commiato”
Giuseppe Salvatore “ T20”
Giuseppe Vetromile “ Di non chiudere la porta stasera”
Michela Zanarella “ Il suono delle distanze”.

E’ labile il confine tra l’equilibrio e il non senso, di scelte fatte senza un ordine preconcetto.
(Pattyrose)


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