La sorpresa

Non era più l’uomo che aveva amato. Era un lunedì, dopo una domenica da dimenticare. Una di quelle domeniche uguale alle altre, nessuna uscita, nessun divertimento. Lui si rifugiava nel suo studio, come gli altri giorni. Fuggiva dalle sue responsabilità, dai suoi fallimenti, dalle sue frustrazioni. Bastò un accenno alla discussione del giorno precedente a rinfocolare gli animi. Le si avvicinò con quello sguardo minaccioso e pieno d’ira. Le puntò il dito davanti agli occhi -‘Sei una donna finita!’- Le disse. Le vomitò addosso altri improperi. Non ce l’aveva solo con lei, ce l’aveva con il mondo intero. Dal suo ego erano spuntate appendici pungenti. Ascoltava solo se stesso e le sue ragioni. Ma quali ragioni? In balia dei suoi dolori che erano stati anche i suoi. Gli occhi le si velarono e caddero lacrime, le sentiva arrivare in bocca.
Leila aveva tentato di fargli capire che la situazione era diventata insostenibile. Avrebbero avuto bisogno d’aiuto. Lei lo amava nonostante tutto. Luca era la sua vita.-‘ Ti prego, facciamoci aiutare, andiamo da un bravo psicologo”- Niente da fare. Ce l’aveva anche con gli psicologi. Non avevano fatto un buon lavoro con nostra figlia. Per lui tutto sarebbe stato tempo perso. E soldi persi. Ecco l’altro perno, sul quale si era arrotolato il matrimonio, i soldi.

Solo qualche anno prima, avevano deciso di fare un viaggio. Soli, loro due, soli. Avevano scelto un posto incantevole, amato da entrambi e dove erano già stati tante volte. Un angolo di paradiso. Il mare davanti. Uno spettacolo. Una settimana d’incanto, il viaggio tra sorrisi e musica. Quella che piaceva tanto ad entrambi. Leila per scherzo aveva messo un foulard in testa. Il vento le accarezzava il viso, finalmente un pò di serenità, dopo tanto patire. Pensava e canticchiava, mentre si sentiva la sua principessa. Leila metteva la sua mano sotto la gamba di Luca mentre lui guidava. Un gesto che ripeteva ogni qualvolta viaggiavano uno accanto all’altra. Il contatto era importante anche in quella situazione, da sempre. Durante la vacanza fecero l’amore ogni giorno. Tra loro c’era stata un’intesa sessuale da subito, fin da quando si erano conosciuti, ragazzi. Erano cresciuti insieme anche da quel punto di vista. Parlarono a fondo della loro vita, di quello che era stato. Dei figli. Cercarono il più possibile però di estraniarsi dalle problematiche che a volte li portavano a perdersi.

Sbattè la porta, portandosi dietro una borsa.-‘Starò via due o tre giorni, qui non riesco a starci…’- Nemmeno la sua voce era più quella di un tempo. I ragazzi attoniti lo pregarono di non farlo. E lei lo implorava con gli occhi. Non è fuggire questo? Pensava dentro di se Leila. Con il tempo avrebbe capito molte cose, il malessere covava già da tempo. Era sempre insoddisfatto, mai niente che gli andasse bene. E la cosa si ripeteva anche quando andava allo studio per aiutarlo, per stargli vicino. Aveva deciso per questo di diradare le sue andate, non era un capriccio. Spesso negli ultimi tempi, quando lei entrava non la degnava di uno sguardo. Quello sguardo fisso sul monitor, sulle carte. Ogni cavillo era preso a scusa per discutere. Più di una volta, di fronte al suo modo poco garbato e alle parole impronunciabili se ne era andata, sbattendo la porta.
Leila era ancora una bella donna, molto curata. Si faceva bella solo per lui che non la notava più. Già, lui notava e metteva in evidenza solo i difetti, le mancanze. Sempre e solo quelle.

Ieri, rovistando tra le scatole in un armadio ha trovato una cassettina d’alluminio. Di quelle colorate. Si usavano per i biscotti, gliela aveva data la madre di Luca. Erano tanto amiche. Molti si meravigliavano del bellissimo rapporto che avevano costruito. Aprendola trovò delle lettere…(Continua)

@PATRIZIA PORTOGHESE
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One Comment on “Le lettere (dalla bozza del romanzo’La sorpresa’)

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