Poesia edita in ‘Universo Donna’ pubblicata con l’associazione no-profit ‘LunaNera’ che devolve gli introiti al Progetto G.A.I.A dell’Ospedale Meyer di Firenze, per i bambini disagiati e abusati.
Sui sentieri dell'anima... di Patrizia Portoghese

So tutto di me stessa
rivolto le pagine di vita
i fogli bianchi e neri
mentre il cielo ascolta.
Quando il pensiero
vola troppo in alto
chiudo il libro che ho aperto
mentre la luna complotta
di spogliarsi e diventar poesia.
Una nenia dolce mi coinvolge
mi sorprende ed io, m’innamoro
e mi ammanto di bellezza
quella interiore e luminosa.
E’ il grande coraggio, non mio
ma delle donne che conoscono
lo spazio libero in un cono d’ombra.
So tutto di me, di me…
degli errori non voluti
di quelli mai commessi
dell’amore, a piene mani, regalato.
Mi dono una rosa, accendo il cuore,
nella luna vestita a festa, la donna che sono.
@Patrizia Portoghese alias Pattyrose
Tutti i diritti riservati
Sui sentieri dell'anima... di Patrizia Portoghese

(Foto di Alessandro Farina – Architetto, fotografo, musicista)
La montagna ti parla nel suo silenzio
con il vento che accarezza il viso
mentre una mano solca il mio sorriso.
Si schiude al sole irriverente
con un guizzo abbaglia di smeraldo
mentre le ciglia si abbassano sull’iride nascente.
Respiro ogni molecola
dentro il bosco che della frescura ne fa dono
mentre il viale si congiunge al tramonto.
Il silenzio della montagna
ti rapisce nei suoi pascoli eterni
mentre l’eco delle campane si assottiglia
verso il timido colore che solo la natura sa donare.
Patrizia Portoghese alias Pattyrose
Tutti i diritti riservati

Tutto di te
dei tuo occhi impazienti
che cercano le mie mani
e la mia pelle candida come farina.
Sei quello
non lontano e fuori dalle tenebre
affondato nelle mie lacrime
che hai raccolto in gola,
per non farmi più soffrire.
Colmi i miei giorni
di non amarezza e raccogli
cortecce di sole e fiori di luna
per costruire il futuro del momento.
I giorni scoprono gli altari
della comprensione che si fa radice
nell’essere estremità e centro
di ogni scelta e commozione.
La generosità ci accomuna
in questi giorni di poesia e musica
e invecchieremo una dentro l’altro
a coprirci le spalle e le ossa.
Sei tutto di te che ami me
probabile racconto di stagioni,
di tenerezza e pazienza, di vita.
©Patrizia Portoghese
Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne
Sui sentieri dell'anima... di Patrizia Portoghese
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Uccidimi
so che lo farai
non sei degno di accarezzare
quel fiore che cresce dentro di me.
Prima picchiami
so che ne sarai capace
sei degno di tutto l’orrore
quel sangue macchierà il tuo corpo.
Non sei uomo
solo l’ombra che trafigge
quella porta chiusa chiamata inferno.
Uccidimi
prendi il collo tra le mani
e stringi, stringi forte con tutto il fiato!
Ora io sono
e tu non sei più
mio carnefice, tu sei ucciso dal male
ucciso da te stesso e da lì mai fuggire potrai.
Scendono gocce
di pianto e sorriso
un’altra donna ha preso il volo
ha spiegato le sue ali d’argento e brilla
brilla con le altre tutte già in ascesa verso il cielo.
@Patrizia Portoghese alias Pattyrose
Tutti i diritti riservati
Una per TUTTE…
Sui sentieri dell'anima... di Patrizia Portoghese

E’ vivo il ricordo
nei giorni tuoi infanti
briglie al vento i tuoi capelli
manto di stelle che rischiara le notti.
E’ solo un corpo
che giace nella terra
il vissuto veglia albe e tramonti
dietro i vetri di finestre illuminate.
Minute giunchiglie
anticipano l’avvento
mentre lente passano le stagioni
sui binari di vite che avevano un senso.
Testimoni le iridi
ancora vive e lucenti
in quelle foto che cantano amore
in un girotondo di speranze annullate
cullate da dita e mani morbide ed operose.
Sono i tuoi segnali
capriole di foglie stanche
girotondi di nuvole e temporali
e cortecce trasparenti intrecciate dal vento.
Hai capovolto il cielo
in una notte di novembre
e nuotato in acque salmastre
non volevi raggiungere l’azzurro del cielo
ma sei diventata un petalo che si specchia in esso.
A Federica Mangiapelo
Patrizia Portoghese
Tutti i diritti riservati
Tra poco è il 25 novembre, ma bisogna che sia 25 novembre tutti i giorni…
Sui sentieri dell'anima... di Patrizia Portoghese
Rosse come le gocce di sangue
rosse come le lacrime cessate
rosse come le guance offese
rosse come le ciocche spezzate
rosse come le fiamme accese
rosse… rosse… rosse… rosse
Scarpette rosse simbolo delle donne
violentate, umiliate, uccise.
(Pattyrose)
Si avvicina la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne
Sui sentieri dell'anima... di Patrizia Portoghese

Non gridare
dammi il tempo di spiegare
non ferirmi
con parole unte di odio
dammi il tempo di parlare.
Uomo
che non vedi
oltre l’orizzonte del domani
che distruggi i sogni
di chi vuole volare
sulle note di una poesia
sulle note di una canzone.
Usi la violenza
la tua arma più efficace
il tuo ghigno micidiale,
a volte la tua mano
è un fuoco acceso.
Punti il dito
per farmi male
– patetico-
ambisci al gesto primordiale.
Il livido guarisce lento
il sorriso solo un paravento
per difendere la dignità
di un sogno,
di una donna,
di una vita.
Lugubre
resti e resterai
nei tuoi gesti sconci
nei tuoi occhi bestiali
nel tuo essere
-non essere-
sasso scagliato
contro un universo
che mai scoprirai.
Patrizia Portoghese in arte Pattyrose
Tutti i diritti riservati

Dentro e fuori
un’anima fatta di poesia
di lacrime e sorrisi,
un’avventura d’amore
per la vita.
[ Scorgo anfiteatri
e luci nella notte
sentieri d’armonie]
Dentro e fuori
merletti d’emozioni
di dolori e speranze,
un cammino tutto mio
di vita.
©Patrizia Portoghese
E gli anni passano… Ma i sogni non hanno età…
Sui sentieri dell'anima... di Patrizia Portoghese

Girano verso sud
si nascondono
poi riappaiono.
E’ un incanto
vederle volteggiare
tutte insieme
in un sol giorno
che Dio ha creato.
Sono mie
della mia vita
hanno un nome,
un pianto, un sorriso.
Cinquantadue lune
rosa, ocra, bianche
come latte
appena versato.
Nere come il dolore,
nascosto negli anni andati.
Si vestono
con fuochi d’artificio
si cullano
nella ninna-nanna
di una bambina.
Si vestono
con veli di sposa
portati via dal vento.
Si ammantano
di una luce nuova
fuori dal tempo
fuori dall’inganno.
Questa vita
fatta di lune
cinquantadue,
sfaccettate nella stessa.
Si colorano d’oro
per sembrare d’avena
di grano e cobalto.
Si tingono d’azzurro
nello scintillio
di un cielo argentato.
Soffio
su queste lune
brindo ai miei anni
colmi di vita vera
appesa ad un lembo d’allegria.
Cinquantadue stille di luna
ricomposte
in un intarsio di cristallo.
E’ la visuale
dalla quale le vedo oggi
Un oggi che…
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Il Diario della Speranza

Uno scrigno di speranza
il diario di una bambina
lasciava cadere lievi
pesanti parole
in quella stanza
mentre fuori…
Si consumava la mattanza.
Eppure leggendolo
guardando la sua foto
s’illumina il cuore
e credi nella bontà dell’uomo.
Lei guardava al cielo
tra morte e dolore
ci riusciva…
Senza rancore.
Il mondo non può
non deve scordare
ad occhi aperti deve restare.
Quella Bambina e quel Diario
un simbolo perenne
d’amore e di speranza
per non dimenticare.
L’ho scritta anni fa per te piccola Anna
©Patrizia Portoghese
Sdegno per i fatti accaduti.
Quanta cattiveria in questo mondo, quante ne dovremo ancora leggere e vedere. Prendere di mira Anna Frank, uno dei simboli dell’olocausto. Una ragazzina inerme morta nei campi di concentramento e lei che scriveva della speranza nell’uomo.
Non basta che facciate il minuto di riflessione e non mi interessa che siano una minoranza i colpevoli (che spero siano tenuti in gabbia per molto tempo…Utopia…).
Le società e i giocatori dovrebbero come atto dovuto fermarsi per una giornata ( i soldi e gli interessi già…).
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Il rosa di Penelope

Penelope aveva gli occhi grandi
le ciglia ricamate d’azzurro
e la bocca rosa e carnosa.
Camminava ai bordi della via
con i lampioni a far da cornice
e le scarpe rosse consumate.
Al collo quel foulard a fiori
e la borsa di cuoio a ricordare
del ’70 le lotte e le conquiste.
Penelope aveva tanti sogni
nelle tasche allegre di ragazza
camminava ai bordi della via.
Un giorno le si schiuse il grembo
il calcio ben assestato e…
Le lacrime non rosse, ma rosa
le scesero, non un lamento.
Penelope delle mille battaglie
vittima del suo carnefice,
tra i seni un rivolo d’agata.
Il rosa di Penelope urla
negli occhi semichiusi
nella sua bellezza soffocata.
Vola nell’aria e si libra in alto
dove chiarezza e libertà
non nella carne ma nel canto,
si fanno amore per Le Altre.
Penelope e le sue lacrime rosa,
in cammino, con un fiore tra le mani
dove tutto non accade, ma rivive.
©Patrizia Portoghese

Un fiocco rosa
come un petalo che faccia da argine
alla cattiveria del mostro.
Che serbi il coraggio
nell’animo delle donne
e forgi la dura lotta
per l’amore della vita.
L’amore per la vita
conduce un fiume in piena
negli argini,
arresta l’ombra dei passi
e illumina la speranza.
Un fiocco rosa
come un petalo che accarezzi gli occhi
e che guardi al passato
con un sorriso sulla bocca.
Che sia simbolo
di rinascita a nuova vita
frangiflutti all’inevitabile.
Un fiocco rosa
è armatura color pastello
lucente, a illuminare il domani.
A tutte le Donne che hanno lottato, lottano e lotteranno contro il tumore al seno.
A quelle Donne che non ce l’hanno fatta.
©Patrizia Portoghese



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