Nella giornata degli angeli e dei nonni… Al mio… —-<<–<<-((§)
Sui sentieri dell'anima... di Patrizia Portoghese
Di legno non pregiato
costruita con il cuore
amabile falegname
pittore e costruttore
dei miei sogni di bambina.
La osservo e tra i quadrati
alternati neri e avorio
il tuo viso mi sorride.
Fantastico e gioco con te nonno,
accarezzo la torre
poi quell’anonimo pedone.
La fantasia corre
e saltando sul cavallo
cerco di raggiungerti…
Per un solo attimo.
Ma è scacco matto
non è ancora giunta
l’ora di riabbracciarti.
Posso solo sfiorarla
quella scacchiera.
Memoria di un uomo
impressa nel mio cuore.
Tratta da ‘Scrivere per amore’
A mio nonno
+ Poesia dell'anima, Poesie d'amore, Poesie emozioni in natura, Poesie sulla speranza, Poesie sulla vita
Lascio l’estate

Lascio l’estate
un mare che è sempre quieto
e mi riconduce all’inverno.
Il caldo di un abbraccio
e una trapunta di stelle
dove germina l’affetto
di una carezza promessa.
Mantenuta nel sorriso
sul tuo petto, albero
che di me fai foglia sempreverde.
Accolgo la nuova stagione
e mi accoccolo nel nido
dove il viaggio è appena iniziato.
@Patrizia Portoghese alias Pattyrose
Tutti i diritti riservati

A guardare la luna
disegnata sul soffitto
e negli incubi
ritrovare quel profilo
quando le lacrime erano gioia
quando le lacrime gridavano dolore.
Insomnia dannata
perseveri, ma la tua fine è scontata
gli scorci del tempo
sono come frecce di luce
apriranno un varco
al di là del buio.
Si vedranno solo stelle
e ancora stelle ad illuminare
il sonno che come veliero
salperà dopo il tramonto.
Indugiano tra le ciglia
gli ultimi giorni di mestizia
tra melodie d’arpa ti lascerò
in un attimo alato dalla notte
e non saprò più cosa tu sia.
@Patrizia Portoghese

Our special love
starting from the sun
across the moon
overlanding mountains.
Just a song
loving another day
a dream on our lips.
Our special love
to be life every moment
just me and you.
@Patrizia Portoghese alias Pattyrose
Tutti i diritti riservati

L’Associazione Culturale ‘I rumori dell’anima’ presenta l’Antologia Autori Contemporanei. Nata dall’idea di Paola Bosca e Lucia Merola. Presidente e Vice Presidente dell’associazione.
Non è casuale il mio incontro con queste donne, queste poetesse impegnate nella poesia e nella scrittura. Il comune sentire riguardo l’unione tra amicizia, impegno nel sociale e condivisione d’intenti. Un raccogliersi tra le strade della vita che ci hanno portate sui sentieri dell’anima, tra i rumori dell’anima. L’assonanza tra i titoli dei nostri siti la dice lunga.
La parola scritta ha svelato la nostra intimità più profonda.L’attenzione alle parole, al detto e non detto. Nel rispetto del silenzio tanto sacro in poesia. Felice di aver partecipato a questo progetto antologico, per lasciare ancora una volta una traccia di me.
Divulgare questa arte preziosa che è la poesia. Questo il mio intendimento. Ed è quello che farò per sempre. Ogni collaborazione atta a questo scopo sarà per me motivo di soddisfazione.
Ringrazio l’Associazione di avermi eletta Socia Onoraria.
27 settembre 2013
Patrizia Portoghese
L’evento si svolgerà stasera alle ore 19 presso il Centro Sportivo ‘Le Palme’- Località Frattocchie Roma
Dopo l’evento cena e musica.
Sui sentieri dell'anima... di Patrizia Portoghese
Caribbean Blue-Enya
Mi hai detto chi sei
hai bevuto le ultime gocce d’amore
il calice la mia anima
che era solo tua…
Se amo la vita
amo l’amore
amo te.
Ma amo me stessa
Donna e Anima
piramide di sogni e speranze
in un deserto caldo e setoso.
Alla scoperta d’oasi
di tenerezza
di pace interiore.
Alla ricerca d’amore
…Ancora.
E ritrovarsi è stata magia
comunque sia.
Credimi amore
non dimenticarlo mai.
La luce non si spegne
la fiamma arde viva
…Senza un perchè.
Senza un domani da condividere
ma con la vita negli occhi.
@Patrizia Portoghese alias Pattyrose
Tutti i diritti riservati

Pazzo non è colui che scrive, pazzo è chi non sa intendere.
(Pattyrose)

I fiori possono raccontare
quanta tenerezza c’è nella natura
quanto fermento sotto la terra.
La mia mano può scrivere di loro
narrare dell’emozione che si prova
a sfiorarli con gli occhi
in un giorno di rugiada.
Non mi trattengo da una carezza
che nel silenzio di una stanza
si percepisce agli occhi del mondo,
nella dolcezza di una foto.
Quale emozione
non fora il cuore di un poeta
celando il sogno dell’incanto.
I fiori possono raccontare
quanto di puro c’è in un’anima
che trattiene il respiro
per poterli immortalare.
Dedicata a Patrizia Mezzogori, amica, fotografa e poetessa.
Una delle anime belle conosciute negli ultimi anni.
©Patrizia Portoghese alias Pattyrose
Tutti i diritti riservati

Un Poeta che adoro. Uno dei più grandi del XX secolo. Leggerlo è una risorsa continua. I suoi versi traboccano d’amore per la donna. Non solo, la sua poesia abbraccia l’amore a livello universale. Ne traccia immagini bellissime dalla natura, dal sociale. Fino alla difesa dei diritti umani.
La sua poesia è semplice, fluente. Non ricca di terminologia particolare. E’ così che arriva direttamente al cuore di chi legge. Usa un verso libero che esprime con forza e delicatezza tutto ciò che c’è da dire. Si vola con la fantasia tra i suoi versi e sembra ci si possa immergere nei passi più caldi e determinati, dolci e passionali.
Ha ricevuto il Premio Nobel per la letteratura nel 1971. Nato a Parral-Cile il 12 luglio 1904 e morto a Santiago del Cile il 23 settembre 1973, poco dopo il golpe di Pinochet.
Difficile scegliere tra le sue liriche… Troppo belle tutte. Pattyrose
XLVIII SONETTO
Due amanti felici fanno un solo pane,
una sola goccia di luna nell’erba,
lascian camminando due ombre che s’unisco,
lasciano un solo sole vuoto in un letto.
Di tutte le verità scelsero il giorno:
non s’uccisero con fili, ma con un aroma
e non spezzarono la pace né le parole.
E’ la felicità una torre trasparente.
L’aria, il vino vanno coi due amanti,
gli regala la notte i suoi petali felici,
hanno diritto a tutti i garofani.
Due amanti felici non hanno fine né morte,
nascono e muoiono più volte vivendo,
hanno l’eternità della natura.
da Cento sonetti d’amore
Corpo di donna
Corpo di donna…
Corpo di donna, bianche colline, cosce bianche,
assomigli al mondo nel tuo gesto di abbandono.
Il mio corpo di rude contadino ti scava
e fa scaturire il figlio dal fondo della terra.
Fui solo come un tunnel. Da me fuggivano gli uccelli
e in me irrompeva la notte con la sua potente invasione.
Per sopravvivere a me stesso ti forgiai come un’arma,
come freccia al mio arco, come pietra per la mia fionda.
Ma viene l’ora della vendetta, e ti amo.
Corpo di pelle, di muschio, di latte avido e fermo.
Ah le coppe del seno! Ah gli occhi d’assenza!
Ah le rose del pube! Ah la tua voce lenta e triste!
Corpo della mia donna, resterò nella tua grazia.
Mia sete, mia ansia senza limite, mio cammino incerto!
Rivoli oscuri dove la sete eterna rimane,
e la fatica rimane, e il dolore infinito.
Abbiamo perso
Abbiamo perso anche questo crepuscolo.
Nessuno ci ha visto stasera mano nella mano
mentre la notte azzurra cadeva sul mondo.
Ho visto dalla mia finestra
la festa del tramonto sui monti lontani.
A volte, come una moneta
mi si accendeva un pezzo di sole tra le mani.
Io ti ricordavo con l’anima oppressa
da quella tristezza che tu mi conosci.
Dove eri allora?
Tra quali genti?
Dicendo quali parole?
Perchè mi investirà tutto l’amore di colpo
quando mi sento triste e ti sento lontana?
È caduto il libro che sempre si prende al crepuscolo
e come cane ferito il mantello mi si è accucciato tra i piedi.
Sempre, sempre ti allontani la sera
e vai dove il crepuscolo corre cancellando statue.
Sonetto XLIV
Saprai che non t’amo e che t’amo
perché la vita è in due maniere,
la parola è un’ala del silenzio,
il fuoco ha una metà di freddo.
T’amo per cominciare ad amarti,
per ricominciare l’infinito,
per non cessare d’amarti mai:
per questo non t’amo ancora.
T’amo e non t’amo come se avessi
nelle mie mani le chiavi della gioia
e un incerto destino sventurato.
Il mio amore ha due vite per amarti.
Per questo t’amo quando non t’amo
e per questo t’amo quando t’amo.
Vastità di pini
Ah vastità di pini, rumore di onde che si frangono,
lento gioco di luci, campana solitaria,
crepuscolo cadente dei tuoi occhi, battito,
conchiglia terrestre, in te la terra canta.
In te cantano i fiumi e là fugge l’anima mia
verso dove ami, secondo il tuo volere.
Indica a me la via nel tuo arco di speranza
e scioglierò in delirio il mio fascio di dardi.
La tua cintura di nebbia vedo intorno a me
e il tuo silenzio insegue le mie ore in fuga,
e sei tu con le braccia di pietra trasparente
quella dove si ancorano i miei baci e la mia
umida ansia s’annida.
Ah la tua voce misteriosa che l’amore colora e piega
nell’imbrunire risonante e morente!
Così nelle ore profonde sopra i campi
vidi piegarsi le spighe nalla bocca del vento.
Mi ha trafitta dolcemente
ma ha curato le ferite
ora sono cicatrici invisibili.
Sui sentieri dell'anima... di Patrizia Portoghese

Non l’ho cercata
è lei che è venuta da me
sbucata da non so dove,
è esplosa come una bianca stella.
Mi ha trafitta dolcemente
ma ha curato le ferite
ora sono cicatrici invisibili.
Percorrono come vie
parte del mio cuore
pezzi della mia anima.
Non trasudano più stille di sangue
sono dipinte di un chiaro orgoglio.
Lettere d’amore incise
su falci di luna
a cavallo delle stelle
intonano melodie d’amore
di passione sempre innata
di dolori non più pungenti.
Come una stella bianca
ha illuminato le mie notti
riacceso i miei sorrisi spenti.
E se fiducia in lei ho riposto
sposa delle mani nell’inchiostro
fluttuano i versi ed è lei…
Bianca stella, mia poesia.
@Patrizia Portoghese alias Pattyrose
Tutti i diritti riservati

E’ una casa, forse una reggia
quella che diventa un’isola
dove la pace sarà la regina.
Dove la quiete
prenderà il posto del silenzio,
tra libri di poesia
e sulle pareti sorrisi gentili.
E’ una casa, forse un sogno,
il sogno del mio futuro
nel desiderio di essere li e ovunque.
Disegnerò un castello di carta
lo metterò al centro di una stanza
e lo riempirò di baci.
Respiro già il nuovo
inizia oggi il mio diletto
e non parlatemi più del passato.
E’ un castello di baci
una torre raggiungibile, pochi gradini,
per raggiungermi nel presente.
©Patrizia Portoghese alias Pattyrose
Tutti i diritti riservati
Dove non c’è lavoro non c’è dignità
non lasciatevi rubare la speranza
è sotto la cenere perchè il fuoco riarda nuovamente”
Grazie Cresy
GIORNALE ONLINE di Crescenza Caradonna


” Dove non c’è lavoro non c’è dignità
non lasciatevi rubare la speranza
è sotto la cenere perchè il fuoco riarda nuovamente”
Dal Discorso di Papa Francesco
Signore Dio guardaci
guarda questa città quest’isola
guarda le nostre famiglieSignore a te non è mancato il lavoro
hai fatto il falegname eri feliceSignore ci manca il lavoro
gli idoli vogliono rubarci la dignitài sistemi ingiusti vogliono rubarci la speranza
Signore non ci lasciarci soliSignore aiutaci ad aiutarci tra noi
per dimenticare l’egoismo per sentire il noi
perchè il popolo vuole andare avantied insegnaci a lottare per il lavoro
nel nome del Padre del Figlio e dello Spirito Santo
e Pregate per Me.
Papa Francesco
byCresy



Commenti recenti