Grazie figlio

Per ricordare sempre ciò che di più bello potessi ricevere dalla vita…

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Grazie figlio

Grazie figlio
di avermi donato le gioie di madre
di aver sofferto per le mie scelte
di esserti convertito al giusto…

I tuoi sbagli
meritano le mie scuse
non per non averti capito
non per banale convinzione
c’è molto di più sotto il mio cuore.

Grazie figlio
per il colore argentino di pelle
che chiaro si confonde con il mio
per gli occhi che profondi raccontano.

Grazie figlio
di avermi donato le gioie di madre
di aver sofferto per le mie scelte
di esserti convertito al giusto…

I tuoi sbagli
meritano le mie scuse
non per non averti capito
non per banale convinzione
c’è molto di più sotto il mio cuore.

Grazie figlio
per il colore argentino di pelle
che chiaro si confonde con il mio
per gli occhi che profondi raccontano.

Così giovane
rincorri ora le tue prospettive
che restano ancorate alle mie iridi
nel castano sorriso che si…

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UNIVERSO DONNA (2°posto Premio Leandro Polverini 2014 Poesia edita sez. poesia ellittica)

DIPLOMA di merito al mio libro Universo Donna Ed. LunaNera al MEMORIAL MELANIA REA PREMIO INTERNAZIONALE DI POESIA E NARRATIVA 2015

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Universo donnaUNIVERSO DONNA
2° Posto nella sez. poesia ellittica.
Ringrazio la giuria e Il presidente Tito Cauchi, vero esperto di poesia, nella sua umiltà e umanità.

Motivazione:

Poetessa fine e sensibile che trasforma ogni suo componimento in una perla fino a formare un’unica collana d’amore: l’amore di una donna verso l’uomo, verso il figlio, verso l’amica, verso qualsiasi anima sofferente. Il suo è un viaggio intorno e dentro al mondo femminile che non conosce confini né geografici né mentali. Uno sguardo a tutto tondo, il quotidiano, le vicissitudini e le problematiche mondiali e sociali. Ode alla vita femminile che si colora sempre più di calde sfumature.

PICCOLA LUNA SPENTA (a Melissa Bassi)

Piccola luna spenta
tra miriadi di stelle accese a farti compagnia
mentre nel dolore si consuma la perenne agonia.

Chi placherà gli urli di tuo padre?
Chi raccoglierà le lacrime di tua madre?

Figlia di questa terra
martoriata dal…

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DESAPARECIDOS (Diploma di merito al Concorso internazionale di poesia’Città di Porto Recanati’ XXVI edizione)

La STORIA dovrebbe insegnare la sacralità della vita, gli stermini passati dovrebbero essere un monito, le vittime delle persecuzioni, tutte, simbolo di speranza perché certi fatti non accadano più… Purtroppo ancora oggi non è così. Se le parole servissero a guarire il mondo dal male, se il sacrificio di tanti fosse in cima ai pensieri di chi prende decisioni, forse avremmo un futuro senza odio… Un futuro d’amore, utopia.

Desaparecidos

Un fiume di parole
non basterebbe
per commemorare la sparizione.

-Desaparecidos-

Tragedia consumata
all’ombra delle mura
incastonate nella cattiveria.
Uomini e donne
bambini – nati per non morire –
Strappati al destino
infinito nell’infinito
giaciglio del martirio.

Nunca más! Nunca más!

Quante le grida
straziate e non udite
quelle carni uccise!

Anfiteatri del male
dove l’uomo non è uomo
dove il carnefice
ha l’aspetto di satana.

Come ogni genocidio
nascosto
e vigliaccamente coperto.

Quelle lacrime di sangue
sulle gote delle madri
trafitte dai dolori…

Dolori di doglie
spalmati sulle mani
come sinistri giocattoli
gettati in pasto all’orrore.

-Desaparecidos-

Orme nell’oceano
dai voli della morte
affogate nello stordimento.

Adagiati in un letto di sabbia
non un rumore
non un lamento
dagli abissi il silenzio.

Nunca más! Nunca más!

Le madri coraggio
in un girotondo urlano ancora
tutto il dolore e tutta la speranza…

Patrizia Portoghese

La poesia è edita nel libro ‘Universo Donna’

Corpi mutevoli

Alcuni uomini hanno migliaia di ragioni per non fare ciò che vorrebbero, quando tutto ciò di cui hanno bisogno sarebbe una sola ragione per fare quello che possono.
(Marta Graham)

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Corpi mutevoli

Corpi mutevoli
nelle inclinazioni punte d’amaranto,
la forza e la costanza nell’animo.

Il tempo cancella la sutura
non le tracce del vissuto.

Nell’abbraccio avido del destino
con l’umiltà di un cuore piegato,
non voglio comporre un madrigale.

Nè di speranza, nè di pianto
nella consapevolezza dell’effimero.

Occhi che sfiorano l’azzurro
in corpi mutevoli, ai confini del tempo.

@Patrizia Portoghese alias Pattyrose
Tutti i diritti riservati

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Lustri in divenire

Lustri in divenire

E sono quasi tre anni,
di condivisione, di pioggia e di sole
un amore che cammina con passo spedito
senza sassi ad ostacolare,
con l’affetto sempre più stretto.

La stima non è solo percezione
un bacio si mostra con convinzione
la voglia di esserci è intatta
come quella sera abbracciati alla luna.

Il filo della vita
è teso e ben delineato
non serve altro a illuminarci il viso
solo la speranza di lustri in divenire.

Al mio compagno

5 settembre 2015

Patrizia Portoghese
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Sarai sempre sola

Sarai sempre sola

Sarai sempre sola
a piangerti addosso
a contare lune invisibili
e luci spente dal tuo malessere.
Arrivi cauta
nel pubblico annoverare
mète che mai avresti raggiunto
in una terra che ora mi appare
ai ricordi lontana e stucchevole.
Non basterà il ricordo
di un iride azzurro
o l’onda selvaggia di una savana
a coprirti d’amore.
L’amore è un’altra cosa
non mente
non graffia
non divide…
L’amore è un’altra cosa
è sincerità
è condivisione
è tutto quello
che non hai mai conosciuto
anche quando ti è stato donato.
La perseveranza
stile per pochi eletti
regala mondi nuovi
universi sconosciuti
anche attraverso finestre inventate.
Tu sola
a rapirti nelle tue illusioni
nel tuo finto sorriso di convenienza
ma il tempo è fermo
così come in evoluzione.
Il tempo è inesorabile
cancella le tracce
di quello che è stato
delle menzogne arrampicate
sulla pelle di chi ne porta le cicatrici.
Sarai sempre sola
a piangerti addosso
e tutte le bugie
saranno fogli di carta
che voleranno via al primo soffio di vento.

4 settembre 2015

Patrizia Portoghese
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Versi ispirati da una storia vera

SOLO UNA ROSA ( con una recensione del critico letterario Cinzia Baldazzi )

solo una rosa

Continuo a cercare
voglio arrivare al nucleo
di quella me stessa ritrovata
in un settembre di gioia dolorosa.

Dove gioia e dolore
erano versi e parole uniti
e non furono amati né capiti
perché la sensibilità era fuori rotta.

Le tempeste di ghiaccio
si avvicendarono nel mio universo
tutto annegava nei detriti di un amore
rinnegato e diversamente raccontato da chi
nel profumo di un mazzo di rose, mai, mi aveva cercato.

Solo una rosa
ha resistito nel cuore
non si è spenta al contatto di un raggio di sole
nell’effluvio di fiori colti nello smeraldo di una radura
dove un abbraccio misto a un bacio ha riacceso la brace già scura.

Oggi la gioia ha un nome
quel nome che risuona come un eco
quel suono che scintilla da un’arpa lontana
la sento qui, ora, nel giardino fiorito della vita
nell’essenza di quella rosa diventata per sempre poesia.

Patrizia Portoghese dalla silloge L’Orma Bianca 2015
Edizioni LunaNera

Continuare a cercare, è vero, ora che il caldo è svanito e l’aria non sembra avvelenata da ronzii diffusi, da un senso di soffocamento ingombrante, adesso che il cielo non sembra più, ogni attimo, pronto ad ardere in un fuoco ineffabile ma impregnante: ecco Patrizia, mentre tenta instancabilmente di trovare “il nucleo” di se stessa”, le tracce di un risveglio reso vitale dal sapore di midollo e dal gusto di dolcezza. Vuole allontanare il ricordo di giorni ai quali, forse, mai era stata destinata, quando “gioia e dolore” erano versi uniti e incompresi, perché la poesia apre mille porte ma non le confonde. Non è immateriale: allora, infatti, rimaneva oscura in quanto “la sensibilità era fuori rotta”.
La parola poetica si infiltra nell’anima in un mosaico di evocazioni, quasi un fascio di nervi la cui autentica forza, però, coincide con il pensiero; e quando l’angoscia d’amore offusca lo sguardo o “le tempeste di ghiaccio” spazzano via ogni cosa, tutto intorno si ascolterà la voce del suo canto anche se “diversamente raccontato”. Il peso del dolore che ha premuto le mani sul tuo petto cercando di divorare tutto, annegandolo “nei detriti di un amore”, lentamente si trasforma in una fonte di calore chiara dove si vede oltre, come un rogo bianco e trasparente: tra qualche triste ricordo, quanto riesce, a stento, a farsi avanti. La veglia inizia a presentarsi come un altro sogno, mentre la rosa sopravvissuta e illuminata tra i versi sta fiorendo. “Nell’effluvio di fiori còlti nello smeraldo di una radura / dove un abbraccio misto a un bacio ha riacceso la brace già scura”, giù, in fondo, si scorge un fiume: la sua acqua scorre per ricordare come il tempo sia anch’esso un fiume, dove i fiori, raccolti nella radura circostante e lì immersi, come atto volitivo, passano via con l’acqua che li lava. Ma, al tramonto, la corrente li risparmia, lasciandoli da soli sulle rive, simbolo di giorni o anni, per quanto tormentati, ora trasformati in simboli poetici, a lato di uno specchio d’acqua dove si rivela il nostro proprio, autentico volto, con un suo nome capace di “risuonare come un’eco“. È l’eco, divenuta soave e liberatoria dei paesaggi trascorsi dove forse la solitudine bloccava il resto (perché, ora lo confessi: “nel profumo di un mazzo di rose, mai, mi aveva cercato”), e gli oggetti familiari, le parole intime, parevano assenti: dunque restavano solamente le tue mani per toccare pietre di smeraldo e rose.
È la vita – il gioco della vita, il cambio contro lo zero o l’infinito delle possibilità, il baratto di un sorriso – esplosa in “gioia”, nella gioia di una canzone, di una strofa o ritornello, con davanti un mazzo di carte incompleto che puoi ancora mischiare con le tue parole di affetto, di luce, sempre pronte, sempre in marcia. Forse, Patrizia, ora vorremmo proteggere il “cuore” ritrovato in un’alta torre o nella corolla di un fiore di per sé impossibile, irreale: senza nessuno, nel profumo, nel tatto, nel gusto, distanti dalla morte, dalla sua freddezza, in compagnia di “quel suono che scintilla da un’arpa lontana (…) / ora nel giardino fiorito della vita”.
No, non sarà una bellezza insensata, sarà sufficiente che “nell’essenza di quella rosa diventata per sempre poesia” si rimanga in questa valle, ricominciando, con pazienza, a incidere sulla pietra dei nostri giorni – uguali, inamovibili pur nella reciproca successione – il mondo considerato alla rovescia, come rimanesse a galla tra le reti di questo aroma senza scottarsi ai raggi di una verità scontata e imposta, anzi, come fosse stretto in un “abbraccio misto a un bacio”. A settembre. Il tuo, Patrizia.

Cinzia Baldazzi

C’è una luna che rapisce, sembra che ti voglia rubare l’anima.

C'è una luna che rapisce

A contare le vene
che si disperdono nella notte
bianchi dolori
e gioie di stelle dorate.

Infilo perle e sogni
in quell’abbraccio di vita
che mi concesse
la nascita di un giorno migliore.

A cantare le nenie
che suonano fili di luna
infinite rimembranze
e storie mai dimenticate.

Rapisce allo sguardo
questa luna mai distratta
sembra che ti voglia rubare l’anima.

30 agosto 2015

Patrizia Portoghese
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Temporale d’agosto

A 5 ANNI DALLA SCOMPARSA DI SARAH SCAZZI PER NON DIMENTICARE QUESTA IGNOBILE VIOLENZA

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temporale d'agosto

Fuori piove
è un giorno qualsiasi
un giorno d’agosto.

Il temporale infuria
ma dura poco.
Briciolo di luce
cade dalla finestra,
il corpo straziato
giace a terra.

Goccia di sangue
scivola lenta
apparente viso
di porcellana,
inanimata specie.

Scivola lieve
senza segno lasciare
è ancora un fiore
non più in grado
di sbocciare.

Breve come il temporale
d’agosto…
Una vita trascinata via,
con lei l’arsura estiva.
Per mano di chi
ama solo… La follia.

@Pattyrose
Tutti i diritti riservati

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XXVI Concorso Int.le di Poesia “Città di Porto Recanati” – il verbale della giuria

Un bel riconoscimento alla mia poesia ‘Desaparecidos’

Avatar di Blog di Letteratura e Cultura (di Lorenzo Spurio)Blog Letteratura e Cultura

strip porto recanati

Verbale di Giuria 

La Commissione di Giuria della XXVI edizione del Concorso Internazionale di Poesia «Città di Porto Recanati» composta da Lorenzo Spurio (Presidente), Susanna Polimanti (Componente), Lella De Marchi (Componente) ed Elvio Angeletti (Componente), dopo attenta operazione di lettura e valutazione delle 181 operepresentate a concorso, ha stabilito la graduatoria finale dei vincitori e dei premiati a vario titolo. Sono stati definiti 3 vincitori assoluti, 7 premiati, 8 riconoscimenti ulteriori.

Inoltre, per ricordare degnamente il prof. Renato Pigliacampo, poeta e scrittore, fondatore del premio di poesia, che recentemente ci ha lasciati, il Presidente di Giuria, d’accordo con la famiglia Pigliacampo, ha deciso di introdurre il “Premio Speciale Renato Pigliacampo”, assegnato a un partecipante che si è particolarmente distinto con la sua poesia per tematiche, aspetti, elementi o rimandi all’opera e alla vita di Renato Pigliacampo. Contestualmente sono consegnati Diplomi Speciali “In memoria di Renato Pigliacampo”…

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Non arrossire

Nessuna descrizione della foto disponibile.

Non arrossire mentre guardi il tramonto
e le gote si tingono d’amaranto
la poesia è quella scia
tinta di bianco.

Pare che i sogni abbiano un colore
e le parole navigano sul vento
la poesia è quella nuvola
dipinta d’argento.

Gli occhi di rosa si riempiono ancora
e le mani si voltano in preghiera
la poesia è fatta di vita
stupisce nel mistero.

Non arrossire anima mia
è la coerenza che ti ha fatta vera
la poesia si è posata sul tuo petto
con te volerà dove ci sarà uno spazio perfetto
e quello spicchio di luna non artefatto.

La perfezione non è necessaria
il verso è un po’ bislacco
ma ne traduce il significato
lì dove scaturisce il senso dello scrivere
e nasce il fiordo di rime da contemplare.

Non arrossire mentre aspetti la notte
e gli occhi diventano color magnolia
la poesia è quella stella
che ti accompagnerà anche oltre la vita.

Patrizia Portoghese
Tutti i diritti riservati

BUON FERRAGOSTO!!!

PATTYROSE

BUON FERRAGOSTO A TUTTI VOI CHE MI SEGUITE!
Riprenderò le pubblicazioni dopo queste brevi vacanze estive.

Un abbraccio di stima e poesia

Patrizia Portoghese

Antonino Schiera - Riflessioni d'Autore

L’incontro con l’orizzonte carezza il mio desiderio di infinito

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Associazione Culturale 'Divagazioni D'Arte'

L'Arte è voglia di emozionare qualunque sia la forma usata per esprimerla

PRISMA , IL CORO CHE BALLA.

Il sito del Coro Prisma: realtà musicale romana che si occupa di intrattenimento musicale con canti folk e popolari.

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Vaffanculo vita. Sono il più grande egocentrico che tu abbia mai visto. Hai perso un eroe.