
Si è appena conclusa la I edizione del Concorso Letterario e Fotografico “Divagazioni d’Arte” con la premiazione dei vincitori. La stessa organizzatrice Patrizia Portoghese e la coordinatrice Veruska Vertuani spiegano: “Abbiamo ospitato poesie, racconti e foto sia sulla città di Roma sia a tema libero, con opere anche in vernacolo romanesco”. Testi e immagini vincitrici, menzionate e meritevoli fanno ora parte dell’antologia Divagazioni D’Arte pubblicata dalla casa editrice LunaNera.
Parte del ricavato è andato all’associazione “Noi, voci nel silenzio” gestita da Maria Teresa Conte, per l’apertura, nel comune di Minturno, di uno sportello anti-violenza dedicato a Federica Mangiapelo, la sedicenne uccisa dal fidanzato nella notte di Halloween 2012 sul lago di Bracciano.
Le due giurie, presiedute da Cinzia Baldazzi e Giovanni Mura, e composte da giornalisti, scrittori e fotografi, hanno dichiarato vincitori: Manuela Magi per la sezione a tema libero, Alessandra Costanzo per la poesia su Roma, Giuseppe Caporuscio per quella in vernacolo romanesco, Daniela Vigliano per il racconto, Marco D’Angeli e Maria Letizia Avato per le fotografie, rispettivamente a tema libero e su Roma.
Tre i riconoscimenti speciali: premio “Mameli27” a Roberto Piperno, premio “Teatro” a Giuseppe Caporuscio, premio del presidente di giuria a Maria Grazia Tomassini.
Il concorso è stato indetto dal Caffè Letterario Mameli27 con il patrocinio del Municipio Roma I, del Consiglio Regionale del Lazio e del comune di Minturno.
Cinzia Baldazzi
Patrizia Portoghese


Ho un faro che illumina il mio cammino
è il pensiero che gocciola senza sosta
tra uno scorcio di sole e una pioggia.
A scorrere tra le mani lucciole rosa
ricordano le sere cucciole di un bambino
di lui la tenera mano sfiorarmi il viso.
Cheta s’adorna l’alba di tinte antiche
quelle dei giorni felici e delle fresie
che della vallata ricoprivano il manto
e su per il viottolo si udiva un canto.
China all’ombra della luce s’intravede
la non solitudine di un futuro errante
che si fa inizio e virgulto d’argento
come quella rosa di un vermiglio acceso.
Ho un faro che illumina il mio cammino
è la poesia che ricama telai immaginari
foglie d’alabastro e la mia preghiera
nascosta sotto l’ultima piega del cuore.
©Patrizia Portoghese
Buon San Valentino a tutti!
Sui sentieri dell'anima... di Patrizia Portoghese

Sei l’amore e sei il vento
sei semplicemente il sole che cercavo
lì, in fondo, dopo la luna che tocca il tramonto.
Solchi di felicità
tra la mia bocca e la tua
complicità nei respiri di fate e stelle
sei l’amore, unico faro in cui credere.
Patrizia Portoghese in arte Pattyrose
Tutti i diritti riservati


Musica musica musica
un tratto di strada incontaminata
un tonfo dall’altra parte della salita
un fiordo di parole mute ai limiti del bosco
Musica cantami musica
nei vicoli illuminati dall’anima
Musica cantami musica
negli occhi dipinti di mimica
accogli le note e sei ritmica
canzone che dal sole provieni
musica musica musica
musica musica musica
un tratto di strada incontaminata
un tonfo dall’altra parte della salita
un fiordo di parole mute ai limiti del bosco.
La bocca ora parla di nascosto
la bacchetta danza tra le mani
è il tempo di non mollare
è il tempo di sperare
è il tempo di stare insieme
di fare musica musica musica…
Ascolta la magia e schiocca le dita
affronta il buio e sali oltre il tramonto
camminami affianco non perdere il passo
Musica musica musica
Musica musica musica
Musica musica musica…
E’ il tempo di sperare
è il tempo di stare insieme
è il tempo di non mollare.
Abbracciami abbracciami
musica portami lontano
portami da chi non conosce rimpianto
Musica musica musica
abbracciami abbracciami
Musica musica musica…
©Patrizia Portoghese
Sui sentieri dell'anima... di Patrizia Portoghese

Non c’è profumo né odore di casa tra i legni, solo lacere coperte sui corpi straziati. Piccola e sporca una bambina giace inerme, sognava solo di diventare grande.
La trovarono il 27 gennaio del 1945, il suo nome era Miriam. L’età si seppe poi, 11 anni. Scampata alle camere a gas era finita in una delle casupole di Auschwitz. Occhi di giada, un faccino di porcellana, figlia di un commerciante di Varsavia. La mamma insegnava in una delle scuole della città; Miriam ha 9 anni quando le SS, fecero irruzione nello stabile dove vivevano.
Un palazzo della media borghesia della città, abitato perlopiù da ebrei. Faceva freddo quella sera, molto freddo, ma in casa si stava bene, il papà aveva acquistato una stufa di ghisa l’anno precedente. Circolavano già le voci in città dell’imminente arrivo dei tedeschi, ma nulla lasciava presupporre la tragedia. Le azioni meschine e abominevoli che avrebbero…
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+ Patrizia Portoghese, Poesia, Poesie per riflettere, Poesie sull'arte, Poesie sulla speranza, Poesie sulla vita, Poesie2016
La vita cambia

La vita cambia
il tempo muove fuochi e foglie
e si evolve tra polvere di vertebre
ripiegato in onde di desiderio e male.
E’ un lusso
gettare l’insolito destino
dove le notti oscurano di meno
e i falò restano abbracciati alla sabbia.
Il sopracciglio
è in acuto e lento divenire
le labbra affamate di luce irrompono
in viali di feroci riscoperte e cicatrici.
Il suono di un pianoforte
riappacifica i sensi acuminati
e si volge alla luna che di pianto annega.
La vita cambia
il tempo muove fuochi e foglie
non sappiamo quanto d’incanto
le fragili dita disegneranno ancora sogni.
©Patrizia Portoghese
I primi due versi dell’incipit e della chiusa sono del M° Francesco Paniccia
Sui sentieri dell'anima... di Patrizia Portoghese

Le avverto queste cadute d’azzurro
tra i miei occhi e le tue mani
e scivolano sulle parole fatte pregio,
accelerando l’intrigo della passione.
Provoca un’ eclissi totale
questo esserci accanto nel blu della notte
a raccontarci fiabe nel vermiglio
mentre l’alba si accosta alla luna.
Sono segreti inconfessabili
le carezze, nell’audace scompiglio
di sensi incatenati al primo
fino all’ultimo amplesso evaso.
@Patrizia Portoghese alias Pattyrose
Tutti i diritti riservati
Riempite la vita di colore…
Sui sentieri dell'anima... di Patrizia Portoghese
Elisa-The waves
D’un arcobaleno
come cetra tra le foglie
nel suono dei colori s’inarca.
Nell’iride del cielo
sfoglio lentamente l’infinito
nel tranquillo scorrere memorie.
Tra scatti di luce
bagliori e ricordi indelebili
tra le ciglia schiuse del cielo.
D’un arcobaleno
che sfila leggero nell’indaco
pensiero che più di tutti vola in alto.
Nella ricerca spasmodica
d’un verso compiuto nello smeraldo
pura pietra dove si specchia quel frutto.
Poesia d’arco colorato
rossa come il fuoco nell’incanto
pupilla di quell’arcobaleno striato di rosa.
@Patrizia Portoghese alias Pattyrose
Tutti i diritti riservati

La bontà delle intenzioni si vede dal coraggio che aumenta nonostante il fallimento. Tentare ancora per raggiungere il fine positivo è direttamente proporzionale alla voglia di conseguire l’obbiettivo, non ultima la vittoria.
©Patrizia Portoghese

(Foto di copertina-Paolo Pavan)
“La poesia è qualcosa, o qualcuno, che dentro di noi vuole disperatamente essere”, con questa citazione della grande poetessa russa Marina Cvetaeva voglio iniziare il mio percorso nella poetica di Veruska Vertuani. Veruska vuole disperatamente essere, protagonista assoluta nell’esprimere concetti dall’imbattibile deontolgia, dall’etico sociale all’amore. Ci si perde estasiati nella lettura, aggrappati alle dissonanze che diventano pane per il cervello e l’anima.
Frammenti di crisalide, il titolo che è già di per se è una poesia, racchiude il mondo poetico della poetessa, protesa alla ricerca delle identità passate, alla ricerca dei voli futuri.
‘Ti bacio i solchi
della vita,
la mia risata frizzante di tramontana
gonfia le lenzuola
della maturità
e le soffia via.’
La poesia ,La danza infinita, che apre la silloge e apre la scoperta di nuovi orizzonti poetici, metafore acquisite e celate nei ricami delle parole per giungere al traguardo della chiusa.
Mentre nella poesia, La canzone che ancora non c’è, si dischiudono i versi in un pentagramma che si fa bacio, abbraccio, chiave di violino.
‘Il Pentagramma.
Baciarti gli occhi,
rubarne il contorno
e soffiarlo sulle nuvole.
Le chiavi di violino.
Abbracciarti i pensieri,
assecondare il terremoto dei tuoi respiri.’
Il gioco di parole, come l’autrice stessa racconta è il fulcro dal quale nasce ogni sua lirica ed è Maestra di tale arte, come qualsiasi artista degno di questo nome fa nascere opere di straordinaria bellezza. Addentrandomi nella raccolta non posso fare a meno di anticipare il lontano ma vicino accostarsi della poetica di Veruska Vertuani all’ermetismo dei grandi del ‘900, sebbene sia convinta che ogni epoca faccia di un poeta un ‘essere’ a se stante.
‘Ascolto la pelle
crepitare nel bozzolo,
spogliarsi dei limiti,
respirare come anima.’
Dalla poesia , Inaspettatamente, nasce questa considerazione che non sfugge ai canoni ermetici, ma si impregna di luce , non oscura e chiusa, né di difficile interpretazione. Il sottintendere si respira e se ne comprende l’elaborazione che la poetessa ha voluto darne.
Scava dal suo interno Veruska e fa partecipi i lettori del suo continuo scoprirsi, tra versi dissonanti e metafore abbracciati alla sua indole ribelle, ma romantica.
Acquisisce il simbolismo, quel tanto che basta per scrivere poesia vera, energicamente vera. Rammenta verità e il sottolinearlo è solo ulteriore scoperta della bellezza evocativa dei suoi versi.
‘Ti amo e cado
-centellinata carne-
nella stanza più emarginata del paradosso.
Eccoti, scambiato di culla
col tuo passato.
Esiste il nonostante
perciò ti amo.’
Salvatore Quasimodo scriveva “La poesia è la rivelazione di un sentimento che il poeta crede che sia personale e interiore, che il lettore riconosce come proprio.” Ed è esattamente quello che penso ‘sfiorando’ i versi di Veruska.
Il suo diventa nostro, possiamo coglierne le sfumature e adattarle al nostro vissuto o a quel che resta della nostra vita. Per farne tesoro ed attingerne quando la nostra anima avesse bisogno di riflessione e incanto.
Veruska Vertuani coglie e trasmette, penetra avidamente le sue emozioni e sensazioni con una cura spasmodica dei termini, perfettamente inglobati in tutte le poesie della silloge. Perfetta l’analisi e la sintesi poetica per raggiungere l’apoteosi nelle sue liriche più conosciute e tant’è premiate in molti concorsi poetici.
Voglio ricordare alcuni versi della poesia ‘La casa intorno al vaso’ che di recente l’ha vista vincitrice del Concorso dell’Ass. Culturale LunaNera Ritratti di luna.
Ecco l’incipit, un vero capolavoro.
–Mi piace sentire la spina arrivare addosso
e non rifuggo la bonaccia che lecca via gli scampoli.
Ammiro l’equilibrio delle foglie a pelle d’acqua
ridotte in vaso da sentenze di acciaio
ecco perché t’ho fermato il petto e mi sono chinata
in cerchi concentrici, a intonare loro l’eutanasia.-
Posso concludere il mio viaggio, ringraziando Veruska, prima come amica e poi come poetessa, per la sublimità delle emozioni regalate.
Accogliamo il frutto della poesia di Veruska, un dono per lei stessa, per me e per tutti voi che la leggerete.
Patrizia Portoghese
Veruska Vertuani (dalla quarta di copertina-Foto di Pino Antonelli))

La raccolta sarà disponibile dai primi di gennaio 2016, nelle librerie autorizzate dalla casa Ed.LunaNera oppure potete scrivere alle mails nei contatti del mio blog.
Parte dei proventi saranno devoluti al Progetto G.A.I.A. dell’ospedale Meyer di Firenze, grazie.

Trine e gocce di luna
arabeschi di luce in un atomo,
tutto in un fiume di luce
accompagnato da un timido vento.
Ceneri d’antiche memorie
amori sepolti dal freddo,
si consumano nei tramonti perenni
sotterrate da un umido ricordo.
Si può amare di nuovo
se i conti non sono artefatti,
si rinasce in trine e gocce di luna
appese alle vene pulsanti di fuoco.
Delicate membrane
si schiudono in baci di cioccolata,
incartati in tulle trasparente
e dell’oblio ne fanno un canto.
Poema d’amore
impastato d’uvetta e canditi
amalgama di promesse e incanto.
Regalo e splendida condanna
nel rinnovarsi stella
d’un Natale di trine e gocce di luna.
Nel silenzio le note
d’un dolce schiocco di dita
come un valzer che invita alla vita.
Consumiamo questo frutto
come fosse l’ultimo che ci viene donato
lentamente e amorevolmente
spiga d’inverno, germoglio appena nato.
Patrizia Portoghese
Tutti i diritti riservati
28 dicembre 2015



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