
E sono troppe le cose che non sa
mentre a piedi scalzi si avvicina
per turbare la notte senza carezze.
Non ha importanza il profumo
che convoglia le sue mani verso le mie,
sono troppe le cose che non saprà mai.
La finestra non ha vetri né imposte
non importa che il mondo veda.
una cascata d’oro rapisce gli sguardi.
Dondolano lampi di luce
Selene è viva.
©Patrizia Portoghese
La vita bisogna amarla… Sempre…
Sui sentieri dell'anima... di Patrizia Portoghese
G.Allevi
Ho conosciuto la gioia
ho conosciuto il dolore
ho conosciuto l’amore.
C’è un senso a tutto questo,
la vita è tutto questo.
Ogni anima si riconosce
nella propria storia
e non si consuma
alla luce di una candela.
Porge i fianchi alla notte
dimentica il sole del giorno,
mentre sangue e cielo
si fanno tavolozza
e sfuma nella dolcezza.
Ho conosciuto la gioia
ho conosciuto il dolore
ho conosciuto l’amore.
Nel mordere i passi
do un senso alla vita.
Amo scrivere di te
che mi porti lungo questo viaggio
fatto di terra e di amore
di grande consolazione
di immancabile privazione.
Eppur ti amo,
nella gioia, nel dolore, nell’amore.
@Patrizia Portoghese alias Pattyrose
Tutti i diritti riservati

Camminiamo nel ricordo
nell’abbraccio dei tuoi anni
tra le foglie di settembre.
Ne è passato di tempo
da quando la mia manina
si chiudeva nella tua,
tu, poco più bimba di me.
Si flette nell’eleganza
il tuo sguardo
e irrompe nei tratti,
gli stessi,
del mio viso.
Quegli occhi
linee di profumo
colorate dai nostri avi.
Fiori e lacrime di nostalgia
li dove correvo a stringerti
su quel sentiero di montagna.
In ogni tempo sei stata presente
ieri come oggi
aspettando il domani,
nella bellezza di una giornata di sole,
in un tramonto d’umbra bellezza.
E’ infinita l’appartenenza
che abbatte le distanze
perché siamo tesori,
come grappoli d’uva
in una terra fertile di vendemmia.
Camminiamo passo passo
in questo attimo di vita
senza misurare il tempo,
tra le foglie di un settembre
che non si disperde al vento,
ma si posa sui nostri cuori.
A mia zia per i suoi meravigliosi 70 anni!
(Pattyrose – 24 settembre 2014)
AUGURI SOFIA SPLENDIDA DONNA!
La poesia edita sul mio libro Universo Donna
Sui sentieri dell'anima... di Patrizia Portoghese

Culle d’amore gli occhi di Sofia
storia di una donna fatta universo
nei fiati rubati al grande Marcello.
In quella corsa di urla gridate
che ancora mi strazia il cuore
a terra una figlia violentata.
Sei ‘La Ciociara’ per eccellenza
muovi i passi nell’eleganza e oltre
alzi la statuetta al cielo
nell’orgoglio tutto italiano.
Popolana e altera hai mostrato
che donna non è solo un vanto
ma la forza prorompente d’un canto.
Quel canto tra dramma e romanticismo
tra una risata e un delirio
nella scena come nella vita,
madre, moglie, attrice, stella.
E brilli nei vicoli partenopei
dove nascesti già prescelta dagli dei
per la tua bellezza prorompente
per quel decolletè tanto sensuale
in quel passo sfrontato e inusuale.
Gli occhi di Sofia, due fiordi
dove gli uomini annegano i desideri
dove non c’è spazio per le sirene.
In simbiosi con l’indefinito colore
tra velluto e seta hanno regalato…
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La vita ti corre incontro
tra una nuvola ed un sorriso
giovane guerriera
di storie appena nate
proiettate nel futuro.
In quella luce,
quella del tuo sguardo
troverai fiera la strada
che ti condurrà verso l’eternità.
A Laura
(Pattyrose)
C’è un perchè a questa ripubblicazione… BRAVO FIGLIO MIO!
Sui sentieri dell'anima... di Patrizia Portoghese

Hai trovato la strada maestra
nel vagito di quel primo passo
verso la vita, fuori dalla tua terra.
Si sa le radici nascono e crescono
anche laddove vengono trapiantate
e i ricordi sono viatico da inseguire.
Nei salti di primavera giocasti
in un abbraccio d’amore sei rinato
figlio argentino, nella stella
di un atto d’amore naturale
misto al profumo del destino.
Oggi hai l’animo che si protende
verso l’uomo che saprà ciò che vuole
accompagnato dal mio sorriso
che piange stille di gioia e commozione.
Hai nel cuore i ricordi,
sai leggere il tuo giovane passato
come fosse un libro di storia
dalle pagine sfogliate
con quell’intima emozione; tu
che hai saputo regalare a me
l’essenza della prima meraviglia.
La strada maestra, figlio mio
continueremo a percorrerla insieme
come da sempre sta scritto da qualche parte.
Proprio lì dove nessun altro vede,
certi cieli sono inaccessibili,
ma non a noi…
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E’il respiro
che ti ha riportato in vita
perché vivere in una pozza d’acqua sporca
non è vivere.
Ti guardo
in quell’infinito di dolcezza
che rasenta l’incredibile orma bianca
del vivere con amore.
Come trovasti la strada?
Quanti sentieri hai percorso, per arrivarci?
Il fuoco brucia
brucia ancora dentro le ferite
chiuse dal tempo
ma vive nella testa, ma ora…
Non più fantasmi
a coprire le notti insonni
gli adagi di lacrime affamate.
E’il respiro
che ha scelto il momento
di tornare
come una lancetta rotta
che ha ripreso a funzionare.
Non biasimare l’altrui negazione
la pioggia sfoglia i rami
quelli più alti
esposti alle intemperie.
Ora non attendi più
le lunghe ore di sofferenza
aspetti solo il mattino,
ogni giorno
con un raggio di sole in bocca.
@Patrizia Portoghese in arte Pattyrose
Tutti i diritti riservati
Non posso essere che felicissima per questo risultato inaspettato! FINALISTA ad un concorso (Tra i migliori di poesia in dialetto)
http://www.associazione-ilfaro.org/pagineweb/Finalisti_Sinfonia_2014.html
Sui sentieri dell'anima... di Patrizia Portoghese

‘N friccico ar core m’è preso
quanno t’ho visto la prima vorta.
Giusto ‘n tempo prima d’anna’ a scola
e la campanella sonava già da mezz’ora.
M’avevi prestato ‘na penna azura
e me pareva er regalo più bello der monno.
Non te l’ho mai ridata, ancora sta qua
nel ricordo de ‘na giornata bella.
Poi m’hai baciata quer pomeriggio
che de pioggia ne faceva tanta.
Sotto i portici de ‘na gran piazza
e tutto er sole era pe’ noi, solo pe’ noi.
Ce siamo amati de ‘na gioventù che fu
scappanno alle fermate d’un autobus
all’ angoli de sta città eterna.
Gnente ce faceva spavento eppure
ereno l’anni bui, l’anni de la paura.
Poi l’adolescenza è finita, se semo persi
ma ancora te penzo e chissà ‘ndo stai.
Io sto qua a scrive e a pensà nell’azuro de sto cielo
ar primo friccico de core ch’ è stato pè te.
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Sui sentieri dell'anima... di Patrizia Portoghese
Con la silloge “ Universo Donna ”, la poetessa Patrizia Portoghese intraprende un percorso di individuazione che chiude uno dei cicli della sua vita personale. Un grido di riscossa femminile traspare da questi versi scritti con una grande sensibilità d’animo. La donna, per la poetessa, è un altare e come tale venerato e rispettato: “ Creatura dell’universo…unica icona di te stessa…”.
Le poesie di Patrizia Portoghese sono cariche di significati profondi dove il dolore intreccia la soddisfazione della riscossa sulla vita. Una felicità scolpita nel dolore ma ancora più sentita “ Torni a brillare/ e sei più bella di prima/…sei padrona del mondo/sfera luminosa di accesa rivalsa”.Sono le tracce di una donna forte ma anche delicata e molto sensuale “ …l’aria tiepida di lei sfiora/ del vermiglio le gote”,” Toccami la bocca/ con dita di miele/ e discendi i sentieri / di accesi pensieri”.
Una donna ribelle che riscuote dalla…
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Saremo stagioni
inverno che scalda
l’ultima foglia d’autunno
caduta
dopo una calda estate.
Saremo di frescura
in un tramonto di primavera
figlio
di sorrisi intrecciati al mare.
Conchiglie di sole
nella sabbia del tempo,
quel tempo sovrano
che scorre quieto, quanto basta,
per ricordarci che la vita è questa.
©Patrizia Portoghese in arte Pattyrose
Tutti i diritti riservati
In memoria di mia madre due estati fa…
Sui sentieri dell'anima... di Patrizia Portoghese

Finirà anche Agosto
lasceremo la sabbia e il caldo
e attorcigliati alle caviglie
resteranno pensieri che non danzano.
Folle corsa
contro il tempo di una sillaba
che riaccende il dolore.
Un dolore muto
che non conosce il colore
di lacrime di piombo.
Lucernari che occultano le ombre
saline e grondanti pietà
in un abisso senza fondo.
Finirà anche agosto
forse l’ultimo per te
che mi hai dato la vita.
Bozzolo di seta
in un’estate rovente…
Madre che anneghi nel mio cuore.
@Patrizia Portoghese alias Pattyrose
Tutti i diritti riservati


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