Bianca stella

Biancastella

Non l’ho cercata
è lei che è venuta da me
sbucata da non so dove,
è esplosa come una bianca stella.
Mi ha trafitta dolcemente
ma ha curato le ferite
ora sono cicatrici invisibili.
Percorrono come vie
parte del mio cuore
pezzi della mia anima.
Non trasudano più stille di sangue
sono dipinte di un chiaro orgoglio.
Lettere d’amore incise
su falci di luna
a cavallo delle stelle
intonano melodie d’amore
di passione sempre innata
di dolori non più pungenti.
Come una stella bianca
ha illuminato le mie notti
riacceso i miei sorrisi spenti.
E se fiducia in lei ho riposto
sposa delle mani nell’inchiostro
fluttuano i versi ed è lei…
Bianca stella, mia poesia.

@Patrizia Portoghese alias Pattyrose
Tutti i diritti riservati

Giuseppe Ungaretti

Mattina


Giuseppe Ungaretti
nacque l’8 febbraio 1888 ad Alessandria d’Egitto da genitori lucchesi, emigrati in Egitto al tempo dei lavori per lo scavo del canale di Suez.
Si recò a Parigi per studiare, e durante questo periodo venne a contatto con l’ambiente del simbolismo francese, che influì molto sulla sua formazione.
Ritornato in Italia, partecipò come soldato alla Prima Guerra Mondiale.
Terminato il conflitto, si stabilì a Roma per poi trasferirsi in Brasile ad insegnare letteratura italiana, e lì per errore di un medico, gli morì il figlio.
Successivamente ritornò in Italia per insegnare letteratura moderna all’Università di Roma. Morì a Milano nel 1970.

La poetica di Ungaretti concepisce la poesia come strumenti di conoscenza della realtà; infatti egli ritiene che la conoscenza della realtà interiore ed esteriore della coscienza non si raggiungono per via razionale o scientifica, ma per via analogica; questa via appunto consente di scoprire le relazioni esistenti tra gli esseri umani e perviene alla coscienza di sentirsi in armonia con l’universo alla percezione dell’assoluto e alla fede di Dio.
Quindi la sua poesia contiene la storia dell’itinerario del poeta: dall’angoscia esistenziale, che deriva dal senso di dolore, alla fede in Dio; dalla condizione di “uomo di pena” alla condizione di “uomo di fede”.
Questa sua ideologia spiega il titolo “Vita di un uomo” che egli assegnò alla raccolta delle sue opere.
Naturalmente per poter ricercare l’autenticità dell’essere, egli necessitava di un’espressione adeguata, che la individuò nella parola nuda, scabra ed essenziale, che riconduceva alla purezza e freschezza delle origini dell’uomo.

La madre

E il cuore quando d’un ultimo battito
Avrà fatto cadere il muro d’ombra
Per condurmi, Madre, sino al Signore,
Come una volta mi darai la mano.

In ginocchio, decisa,
Sarai una statua davanti all’Eterno,
Come già ti vedeva
Quando eri ancora in vita.

Alzerai tremante le vecchie braccia,
Come quando spirasti
Dicendo: Mio Dio, eccomi.

E solo quando m’avrà perdonato,
Ti verrà desiderio di guardarmi.

Ricorderai d’avermi atteso tanto,
e avrai negli occhi un rapido sospiro.

Sereno

Dopo tanta
nebbia
a una
a una
si svelano
le stelle

Respiro
il fresco
che mi lascia
il colore del cielo

Mi riconosco
immagine
passeggera

Presa in un giro
Immortale

I ricordi

I ricordi, un inutile infinito,
ma soli e uniti contro il mare, intatto
in mezzo a rantoli infiniti..
Il mare,
voce d’una grandezza libera,
ma innocenza nemica nei ricordi,
rapido a cancellare le orme dolci
d’un pensiero fedele…
Il mare, le sue blandizie accidiose
quanto feroci e quanto,. quanto attese,
e alla loro agonia,
presente sempre, rinnovata sempre,
nel vigile pensiero l’agonia…
I ricordi,
il riversarsi vano
di sabbia che si muove
senza pesare sulla sabbia,
echi brevi protratti,
senza voce echi degli addii
a minuti che parvero felici…

MATTINA

M’illumino
D’immenso.

Un frammento polisemantico che dà adito a una molteplicità di interpretazioni.
«E’ la poesia più breve di Ungaretti: due parole, tra di loro unite da fitti richiami sonori. Nell’illuminazione del cielo al mattino, da cui nasce la lirica, il poeta riesce a intuire e cogliere l’immensità».(Marisa Carlà Epoche e Culture)
Romano Luperini fornisce un diverso significato:
«La comprensione della poesia richiede di soffermarsi sulla particolare valorizzazione del titolo, indispensabile all’interpretazione corretta del significato: lo splendore del sole sorto da poco trasmette al poeta una sensazione di luminosità che provoca immediate associazioni interiori ed in particolare il sentimento della vastità. M’illumino d’immenso significa appunto questo: l’idea della infinita grandezza mi colpisce nella forma della luce. L’intensità della poesia si affida anche alla sinestesia su cui è costruito il testo, oltre che al perfetto parallelismo fonico-ritmico dei due versicoli, aperti da una elisione, costituiti da due ternari e ruotanti attorno a due termini comincianti per i e terminati per o».
Maurizio Dardano aggiunge ancora una diversa interpretazione:
«Il poeta ha voluto esprimere la gioia di immergersi nella luminosa bellezza del creato, negli spazi infiniti di una mattina piena di sole».
Il poeta guarda il cielo libero e sgombro e pieno di luce. Percepisce una sensazione di benessere e allora si riempie di luminosità e di gioia che lo fa sentire in armonia con la natura.

UNGARETTI

Cento petali di rosa

centopetali

Ho pianto i tuoi dolori
senza ritrovare più i tuoi sorrisi
ma solo schiaffi nel vento colmi d’ira.

Ho cercato tra i miei
soffrendo la mancanza di un bacio
e tra le ferite della mia anima ho patito.

Eppure ho continuato
ad amare un amore già perso
ma non sapevo cosa volesse dire, non ti amo.

Ora ho appeso un fiore
che conta cento petali di rosa
agli angoli delle strade che s’aprono davanti.

Sfoglio un libro, una pagina, una strofa
versi che grondano vita, una vita da non dimenticare
un affetto nuovo da scoprire e finalmente piangere d’amore.

Patrizia Portoghese alias Pattyrose
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chimera

Un giorno come tanti
passato a comporre
poesie d’amore
poesie di riflessione.
Struggenti melodie
che forse non fanno
tanto bene al cuore.
Lacrime bagnano i ricordi
s’asciugano al vento
strali di sentimento.
Un giorno come tanti
a pensare diversamente
da come fa tanta gente.
Un po’ di silenzio
e un pizzico di malinconia,
necessaria indirizza
l’anima mia.
Corre l’inchiostro
blu o nero
non fa differenza.
Tanto è arrivata la sera
c’addolcisce il sapore…
E rincorri una nuova chimera.

@Patrizia Portoghese alias Pattyrose
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Maggioduemiladieci

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Le più belle frasi di Pattyrose

Riflessi di luna

riflessi di luna

Nel lieve increspar delle onde
un luccichio…
Sono stille di luna cadute dal cielo
su una macchia di mare
a far innamorare cuori perduti,
cuori inondati dal mare.

Nei riflessi di luna
lo sciabordio dei flutti
culla corpi di luce smeraldo
in cerca di pace profonda.

E in un giglio d’acqua
l’essenza d’una goccia di speranza.
Non c’è vita senza amore
non c’è amore senza vita.

E in quel lieve increspar d’onde
di stille e riflessi s’inabissa la luna
nel buio d’argento labbra si schiudono.

@Patrizia Portoghese alias Pattyrose
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Callas forever

anima

Aliti d’anima
mi percorrono insistenti
reflusso d’onde percuote il sogno.
Nell’immaginario
la sofferenza lascia il suo posto
all’oblìo più profondo e si dimentica
anche solo per un istante
quel dolore diventato lancinante.
Onirica meraviglia
nel leggero navigare l’oltremare
sperduto oltre ogni confine, lì dove
il vero amore donato e ricevuto
resta immutato e negli angoli ossidato.
Aliti d’anima
nell’eco lontano d’un cuore sommerso
fuoriescono genuflessi dal tempo.
Velato mattino di pioggia
che copre i segreti di quest’anima inquieta
senza nulla togliere ad un cielo
il mio cielo che alita attimi di pace
di serenità ritrovata nel vezzo d’un momento.

@Patrizia Portoghese alias Pattyrose
Tutti i diritti riservati

Tratta dal mio nuovo libro ‘Eclisse di cuore’

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Le più belle frasi di Pattyrose

Nuvola di zucchero

baci
(Jack Vettriano -n. 1951, Scozia- Long Time Gone)

E’ solo un respiro
su quella nuvola di zucchero
che ci avvolge complice dell’estasi.

Nell’eco dei baci
che si ripetono all’infinito
rotola sulla pelle ambrata dal sole.

Di luce e ombra
in un susseguirsi d’emozioni
morsi dolci ed irruenti palpitazioni.

E’ solo un respiro
in una nuvola di zucchero
glassata dall’imprevedibile, da noi.

@Patrizia Portoghese alias Pattyrose
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ECLISSE DI CUORE – BOOK TRAILER

Fortezza (Dedica)

amiche

L’aria che ti corre incontro
Freschezza d’alba
E i ricordi di abbracci
Fortezza chiamata amicizia
Un ritorno che prevede
Nuovi incontri di anime.

(Alla mia amica Lu )

@Patrizia Portoghese alias Pattyrose
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Antonino Schiera - Riflessioni d'Autore

L’incontro con l’orizzonte carezza il mio desiderio di infinito

wwayne

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Associazione Culturale 'Divagazioni D'Arte'

L'Arte è voglia di emozionare qualunque sia la forma usata per esprimerla

PRISMA , IL CORO CHE BALLA.

Il sito del Coro Prisma: realtà musicale romana che si occupa di intrattenimento musicale con canti folk e popolari.

Trame metropolitane

Cara vita, sono il più grande egocentrico che tu abbia mai visto. Hai perso un eroe.