
La parola felicità ha molti significati che spesso non coincidono con la parola stessa ![]()
Patrizia Portoghese
Sui sentieri dell'anima... di Patrizia Portoghese

Era in brutto momento della sua vita, un momento che mai avrebbe immaginato arrivasse. Entrò in casa, buttò le chiavi della macchina sul comò, antistante lo specchio antico che le aveva regalato una sua amica, tanto tempo prima. Quasi le otto di sera, una cena frugale e una doccia in silenzio. Il silenzio di quella casa, una casa che ormai le stava stretta.
Pigramente accese la televisione, ma nulla che la interessasse. Accese il computer, dette uno sguardo alle mails della giornata e notò quella di Giorgia. Aprì incuriosita, nell’oggetto… ‘Prova a chattare…’.E un link sotto. Questo verbo le riportò alla mente ricordi tristi. La delusione, una delle più grandi fu quella di scoprire un giorno che suo marito lo faceva, chattava, si chattava. E lo scoprì nel più classico dei modi, guardando involontariamente la sua posta. Lavorava con lui a quei tempi e la posta era aperta per motivi…
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Sui sentieri dell'anima... di Patrizia Portoghese

Ho un faro che illumina il mio cammino
è il pensiero che gocciola senza sosta
tra uno scorcio di sole e una pioggia.
A scorrere tra le mani lucciole rosa
ricordano le sere cucciole di un bambino
di lui la tenera mano sfiorarmi il viso.
Cheta s’adorna l’alba di tinte antiche
quelle dei giorni felici e delle fresie
che della vallata ricoprivano il manto
e su per il viottolo si udiva un canto.
China all’ombra della luce s’intravede
la non solitudine di un futuro errante
che si fa inizio e virgulto d’argento
come quella rosa di un vermiglio acceso.
Ho un faro che illumina il mio cammino
è la poesia che ricama telai immaginari
foglie d’alabastro e la mia preghiera
nascosta sotto l’ultima piega del cuore.
©Patrizia Portoghese

Esistono persone che si bruciano le mani, per regalarti il sole ![]()
Patrizia Portoghese

In direzione del mare
seguendo indizi come briciole d’amore
e nell’aria la freschezza del maestrale.
Uniti dal vento
e in controluce al sole, soffi d’armonia
al riparo dalla noia e dal dolore
ecco, la risposta in un’onda di tenerezza.
Aspettiamo che il tempo diventi ancora tempo
che ci conduca in una grotta di piccoli momenti
negli infiniti passi del non addio.
Lì dove uno spicchio d’azzurro
aggiunge preziosità al nostro amore
sorgente e delta di un sorriso
dove conservare la bellezza non è utopia
ma serena canzone, senza tregua
urlata a squarciagola, in direzione del mare.
©Patrizia Portoghese
L’eleganza mentale è di gran lunga la migliore arma per sconfiggere l’ipocrisia dilagante in questo mondo effimero ed è così appagante il risultato positivo che ne traggo.
Patrizia Portoghese

Sui sentieri dell'anima... di Patrizia Portoghese

Un viale alberato
unico al mondo,
affacciarsi su una bellezza
che mai tramonta.
Rallenta il cuor
con palpito natìo.
Sfumature rosa
di un tramonto acceso.
Tegole vermiglie
senza tempo,
narrar favole
di un altro tempo.
Il silenzio assorda
tra soffi di vento.
La brezza della sera
leggera si posa.
Estasiata rimango,
incurante del resto
ad ammirar muta
i tetti di Roma.
©Patrizia Portoghese
Meravigliosa
Sui sentieri dell'anima... di Patrizia Portoghese

E’ la donna delle stelle
ci ha fatto sognare con gli occhi sull’universo
tra le praterie dell’infinito
tra il blu della notte e l’oro delle scintille.
Ha infranto il record
del fluttuare indomita
a cavallo dell’impossibile
dietro un oblò di melodie lunari
e canti di paesaggi terrestri.
E’ la donna delle stelle
fiera, ma non altera, stringe noi come figli
di questa terra fatta di atomi non belligeranti
di questa terra piena di meraviglie
di questa terra nei suoi confini sconfinata.
Ha reso nobile la realtà
di un pianeta colorato e trasparente
come l’acqua primordiale dalla quale è nata.
In nome dell’umanità
un grazie risuona dall’ultimo deserto
dall’ultimo lago immortalato
dai limiti di mari inesplorati.
Nucleo lei stessa, donna delle stelle
a ricordarci l’avventura della vita
li dove planerà e lascerà una scia di ricordi,
presenti per sempre nella nostra storia.
Accogliamo il suo sorriso
sbarazzino e disarmante quanto basta
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Un giorno in più
per non dimenticare il passato
per immergermi nel presente sicuro,
per avvolgere con delicatezza l’essenza del futuro.
Guardo all’azzurro
prima che i petali cadano in allegria
come schegge in un prato impazzito,
e i miei occhi saranno sommersi dall’aria
di una luna bianca e profumata di tranquillità.
Solo un giorno in più
ogni anno a venire, sarà il regalo più grande.
[Senza timore
aggiungo frammenti
a questa esistenza]
Patrizia Portoghese

20 settembre 1947 – 12 maggio 1995
Minuetto
E’ un’incognita ogni sera mia…
Un’attesa, pari a un’agonia. Troppe volte vorrei dirti: no
E poi ti vedo e tanta forza non ce l’ho
Il mio cuore si ribella a te, ma il mio corpo no
Le mani tue, strumenti su di me,
che dirigi da maestro esperto quale sei…
E vieni a casa mia, quando vuoi, nelle notti piu’ che mai,
dormi qui, te ne vai, sono sempre fatti tuoi.
Tanto sai che quassu’ male che ti vada avrai
tutta me, se ti andra’ per una notte…
… E cresce sempre piu’ la solitudine,
nei grandi vuoti che mi lasci tu!
Rinnegare una passione no,
ma non posso dirti sempre si’ e sentirmi piccola cosi’
tutte le volte che mi trovo qui di fronte a te.
Troppo cara la felicita’ per la mia ingenuita’.
Continuo ad aspettarti nelle sere per elemosinare amore…
So – no sempre tua, quando vuoi, nelle notti piu’ che mai,
dormi qui, te ne vai, sono sempre fatti tuoi.
Tanto sai che quassu’ male che ti vada avrai
tutta me, se ti andra’, per una notte… sono tua…
… la notte a casa mia, sono tua, sono mille volte tua…
E la vita sta passando su noi, di orizzonti non ne vedo mai!
Ne approfitta il tempo e ruba come hai fatto tu,
il resto di una gioventu’ che ormai non ho più…
E continuo sulla stessa via, sempre ubriaca di malinconia,
ora ammetto che la colpa forse e’ solo mia,
avrei dovuto perderti, invece ti ho cercato.
Minuetto suona per noi, la mia mente non si ferma mai.
Io non so l’amore vero che sorriso ha…
Pensieri vanno e vengono, la vita e’ cosi’.
( Dario Baldan Bembo / Franco Califano )

Scritta anni fa, ma sempre valida.
Non si può morire lavorando.
Ci sono eroi che non hanno nome
Uomini coperti di sangue e sudore
senza essere accarezzati dal tricolore.
Hanno salvato il possibile nel fango
nell’acqua le loro mani affondato
e nella melma il cuore hanno lasciato.
Volontari avvolti in nastri di sole
non da piangere in bare di sale, già…
Uomini! Coperti di sangue e sudore!
Nel silenzio di una lacrima, laggiù
piange sola quella Donna sul legno
e nell’eco d’un pianto il sussulto
di ombre, nell’interminabile agonia.
Si macchierà di vergogna il vostro passo
di uomini che non conosceranno mai
il sapore del fango e del sangue l’odore
e quel senso civile che non comprendete.
Inginocchiatevi piccoli uomini, se ci riuscite !
Ci sono eroi che non hanno nome
e che la vita hanno donato per un valore
quello di condividere con sacrificio
a costo di perdere il bene più prezioso, la vita.
Patrizia Portoghese



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