
(Foto Patrizia Portoghese)
In volo sul mare
come albatri impazziti
di schiena ad amoreggiare.
Come due occhi
che di sbieco sussultano
e a far la conta rimbalzano.
Uomini che tirano
come funamboli a terra
si fanno padroni del tramonto.
In volo sul mare
con grandi ali colorate,
mentre io prego per le Donne
che non vedono più quelle nuvole.
[Un poeta non può fare a meno di riflettere e di mettere su carta i propri pensieri scaturiti dalla foto sovrastante]
©Patrizia Portoghese
25 novembre – Giornata Mondiale Contro la Violenza sulle DONNE
Sui sentieri dell'anima... di Patrizia Portoghese

Lingue di fuoco ti hanno arsa,
l’abominio è stato di nuovo compiuto
perché vivere e decidere è una scala troppo ripida
per un uomo sputato per errore su questa terra.
Arsa tra le fiamme
uccisa dal possesso e dal non amore
vinta dalla ferocia e dall’indifferenza
malattie che urgono essere curate
in questo mondo che gira con inerzia.
Non è destino Sara
che il tuo bel nome suoni
in anagramma che del suono è afono
è dolce e sacro e non si accende con il fuoco.
Si accende di bellezza amore bello
quale tu sei e sempre sarai,
principessa della luce e dell’eterno.
Che possa trovare pace
la madre che ti portò alla vita
e che cammina al buio nella tua stanza.
Che possa soccombere
masticando polvere e sangue
chi ti ha privato della luce di vita .
Che possa la gente
trovare la giusta strada per la pietà
e…
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Era una notte immacolata
di sussurri tramutati in grida.
Pugni contro carne
sangue a fiotti dalla gola
e occhi ammantati di cenere.
Cerulea impotenza
e quelle mani serpenti
a scavare il non infinito.
E’ un’onda interminabile
sete di morte femminea.
Era una notte silenziosa
di sussurri tramutati in grida.
©Patrizia Portoghese
20-11-2018
Tra poco è la Giornata Internazionale contro la violenza sulle Donne…
Sui sentieri dell'anima... di Patrizia Portoghese

Troppo lunga questa lista
macchie di sangue e cenere,
cenere e sangue misti alla terra.
Ideali carbonizzati
su un tappeto d’erba, senza fiori
occultati da una gioventù persa.
Non c’è fine alla persecuzione
giovani donne incontro al destino
troppo breve, troppo lungo.
Troppo lunga l’agonia
troppo breve la supplica
quando il carnefice non molla la presa.
Genocidio di donne
non omicidio passionale
ve ne prego, sono esseri amici del diavolo.
Si perpetua giornalmente
un massacro fatto di carne contro un NO,
un NO abissale che mette paura.
Un gioco di morte
che improvvisamente stritola il vento
e minaccioso ha già fatto spogliare
l’ennesimo fiore che non ha più una culla
dove poter dormire, se non tra le stelle
mentre la pioggia cade inesorabile.
Cenere e sangue senza un grido,
grumo di una piccola, grande donna.
@Patrizia Portoghese alias Pattyrose
Tutti i diritti riservati
Riporto alcuni commenti giunti su Fb, visto…
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Ho iniziato a scrivere per amore, trasportata dal dolore…
Sui sentieri dell'anima... di Patrizia Portoghese

Patrizia ho iniziato a conoscerla come scrittrice diversi anni fa leggendo i suoi scritti su alcuni siti di poesia del web, ricevendone immediatamente un’impressione positiva per la notevole capacità di saper trasferire attraverso i versi le sue emozioni.
La vena poetica di Patty (preferisco chiamarla così), nasce e trova fonte soprattutto dal sentimento dell’amore, inteso nella sua più ampia accezione; gli accadimenti della vita con la separazione dal suo ex marito, hanno poi reso ancora più forte l’esternazione del suo ‘amare’ e la poesia si è fatta naturale compagna nei giorni del dolore e della riflessione.
Lo stile poetico di Patty è limpido, scorrevole, musicale; mai ruvido o cupo, è lo specchio di un’anima che sa osservare, esaminare e trasferire emozioni con la naturalezza di chi ha della vita una visione limpida, senza fronzoli.
I suoi versi colpiscono al cuore chi legge, sono ricchi di metafore e sempre intrisi di…
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Sui sentieri dell'anima... di Patrizia Portoghese

Perlage
particolare nell’odore
muschio e vaniglia sulla pelle
misto alla voglia delle bocche di godere.
Persistente
spezia d’aromi e melograno
e converge il rosa sul palato
diventa viola nel riflesso d’un istante.
Sensuale
accarezza l’ombra degli acini
matura e si fa piacere di ghiaccio
in una spuma bollente di compiacimento.
Perlage
l’emozione nel flûte
da bere a brevi e sensuali sorsi
corrobora i corpi e amplifica la mente.
©Patrizia Portoghese
[Se la fantasia potesse
elencare le infinite volontà dell’uomo,
il crepuscolo darebbe di sguincio
un’ultima possibilità di rinascere.
Perché no, da un refolo di pensiero
da una memoria, da una panchina]
Sui sentieri dell'anima... di Patrizia Portoghese

Nella vastità del parco
ai margini di una pista da ballo
la panchina ricorda le grida festose,
l’estate che dava il passo all’autunno.
Con le foglie piegate
nei cammini svelti della gente
e le risa a perdifiato dei bambini,
nell’evoluzione delle giornate.
La Panchina aspetta
i sussulti di due amanti
e le parole d’amore agghindate a festa,
il dondolio dei rami strapazzati dal vento.
Quanto può far felice
questo ricordare d’archi e frecce scoccate,
di luce e tenebre da nascondersi al di sotto
e contare che anche l’ultimo tramonto sia andato.
Li vedo quei due abbracciati
capelli bianchi e mano nella mano,
raccontarsi quello che è stato
e colorare il cielo con una lacrima e un cenno del capo.
Basta una panchina
lì ai margini di una pista da ballo
anche se inventata
narra le gesta e le realtà del mondo.
[Se la fantasia potesse
elencare le infinite volontà dell’uomo,
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All the weary mothers of the earth
All the weary mothers of the earth
All the weary mothers of the earth will finally rest
We will take their babies in our arms and do our best
When the sun is low upon the field
To love and music they will yield
And the weary mothers of the earth shall rest
And the farmer on his tractor and beside his plow
Will stand there in confusion as we wet his brow
With the tears of all the businessmen
Who see what they have done to him
And the weary farmers of the earth shall rest
And the aching workers of the world again shall sing
These words in mighty choruses to all will bring
“We shall no longer be the poor
For no one owns us anymore”
And the workers of the world again shall sing
And when the soldiers burn their uniforms in every land
The foxholes at the borders will be left unmanned
General, when you come for the review
The troops will have forgotten you
And the men and women of the earth shall rest
Tutte le madri che al mondo
Tutte le madri che al mondo son stanche, al fine riposeranno
Prenderemo i loro bimbi in braccio e faremo del nostro meglio
Quando il sole è basso sui campi
Cederanno alla musica e all’amore
E le madri che al mondo son stanche, riposeranno
E il contadino sul trattore o accanto all’aratro
resterà là, confuso, mentre gli bagniamo la fronte
con le lacrime di tutti gli uomini d’affari
Che vedono cosa gli hanno fatto
E i contadini che al mondo son stanchi, riposeranno
E i lavoratori che al mondo stan male, canteranno di nuovo
E porteranno a tutti queste parole con cori potenti:
“Non saremo più poveri
perché non apparteniamo più a nessuno”
E il lavoratori che al mondo stan male, canteranno di nuovo.
E quando i soldati bruceranno le uniformi in ogni paese
i posti di guardia scavati alle frontiere resteranno vuoti
E tu, generale, quando verrai in rivista
le truppe ti avranno dimenticato
E gli uomini e le donne di tutto il mondo riposeranno.
(Joan Baez)
Per le mie amiche colpite, per tutte le donne che combattono, per tutte quelle che non ce l’hanno fatta… Fate prevenzione, può salvarci/vi la vita!
Sui sentieri dell'anima... di Patrizia Portoghese

Un fiocco rosa
come un petalo che faccia da argine
alla cattiveria del mostro.
Che serbi il coraggio
nell’animo delle donne
e forgi la dura lotta
per l’amore della vita.
L’amore per la vita
conduce un fiume in piena
negli argini,
arresta l’ombra dei passi
e illumina la speranza.
Un fiocco rosa
come un petalo che accarezzi gli occhi
e che guardi al passato
con un sorriso sulla bocca.
Che sia simbolo
di rinascita a nuova vita
frangiflutti all’inevitabile.
Un fiocco rosa
è armatura color pastello
lucente, a illuminare il domani.
A tutte le Donne che hanno lottato, lottano e lotteranno contro il tumore al seno.
A quelle Donne che non ce l’hanno fatta.
©Patrizia Portoghese

12 ottobre 1896 -12 settembre 1981
Sui sentieri dell'anima... di Patrizia Portoghese
Premio Nobel della Letteratura nel 1975.
La vita di Eugenio Montale è la vita di un uomo schivo, distaccato e disilluso verso se stesso e la propria stessa esistenza: scrivendo «sempre da povero diavolo e non da uomo di lettere professionale», diviene uno dei massimi rappresentanti della poesia e della cultura contemporanea.
Nasce a Genova il 12 ottobre del 1896. Trascorre l’infanzia e l’adolescenza tra Genova e Monterosso, luoghi e paesaggi divenuti poi essenziali per la sua poesia. Di salute malferma, compie studi irregolari, nutrendo una forte passione, oltre che per la letteratura e la poesia, anche per il canto. Nel 1917 viene chiamato alle armi come ufficiale di fanteria.
Dopo la guerra stringe rapporti sia con gli scrittori che a Genova frequentano il Caffè Diana in Galleria Mazzini (in particolar modo con Camillo Sbarbaro) sia con il gruppo torinese di Piero Gobetti, che negli anni venti cerca di attuare…
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I miei occhi palpitano di sole
e la mia bocca annuisce a te
ai tuoi sguardi vivi nel vento…
Sui sentieri dell'anima... di Patrizia Portoghese

I miei occhi palpitano di sole
e la mia bocca annuisce a te
ai tuoi sguardi vivi nel vento.
Sguardi d’amore che raccontano
certezze di pietre senza ombra
di respiri portati dal mare.
Anelli d’acqua tinti d’azzurro
reti impigliate ai capelli dorati
e le tenere mani che si sfiorano.
Paesaggi che si assottigliano
al passaggio del primo tramonto
sguardi d’amore che ricordano.
Troviamoci ancora tra la sabbia
a contare i baci e le conchiglie
a rincorrerci tra i pensieri.
Dell’oggi gustiamo l’ultima onda
e gustiamo la nascita degli astri
che di luce in cielo s’affacciano
sguardi d’amore che non finiscono.
©Patrizia Portoghese
Auguri sorellina!
Sui sentieri dell'anima... di Patrizia Portoghese

Tempi lontani
dolci e semplici
color del tempo passato.
Urla di gioia
mentre correvi traballante
lungo il corridoio.
Le mani piccole
tese verso di me.
Incontro unico
di sorelle
cosi’ diverse
cosi’ unite.
Ora… Cosi’ lontane.
Un sorriso
un abbraccio
tanto basta per ritrovarsi
come in quel corridoio…
Cosi’ diverse
cosi’ unite
forse un domani
di nuovo vicine.
@Patrizia Portoghese alias Pattyrose
Tutti i diritti riservati
Scritta il 6 ottobre 2008
Dedicata a mia sorella…
Ora siamo vicine più che mai e per l’eternità.


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