Serena notte, grazie a tutti per i commenti, emozionare… Emoziona…

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Risultati immagini per favole e petali di rosa

Ha sempre creduto
d’esser petalo di rosa caduto
e d’aver
in un altro mondo vissuto.
Fatto di petali e favole
d’erranti cavalieri
d’argentei orpelli
ornati e fieri.
Quando al tramonto
il castello si tinge di rosa,
diafane damigelle
stanno in posa.
Mentre il cielo luccica di stelle
che nelle fiabe
son sempre più belle.
Ha sempre creduto
d’esser petalo di rosa volato
d’esser sempre lì planato,
tra verde natura
e querceti secolari
in nessun luogo ce n’è pari.
Attaccato ad un ramo
sentir pigolare
pennuta progenie.
E lacrimar per tanta tenerezza
senza prezzo.
Fuggire da una piccola carezza,
può un petalo…
Volando ha trovato la sua casa,
in questa fantastica favola,
così ben narrata.

©Patrizia Portoghese

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Me ne andrò

Pattyrose

Me ne andrò
da questi luoghi dove ho pianto
dove nulla mi rasserena il cuore.

Voglio vivere
atmosfere di nuovi universi
dove allargare lo sguardo e non vedere la fine.

Me ne andrò
per costruire nuovi castelli
come quelli delle favole ma piantati in terra.

Voglio vivere
senza più nulla ricordare
di una vista stupenda che mi tarpa l’anima.

Me ne andrò e vivrò in pace
con i sorrisi appesi al collo come ninnoli
e nel palmo della mano custodirò i miei petali.

Perché nessuno possa farli volare via.

(Pattyrose)

L’ultima luna

L'immagine può contenere: 1 persona, sta dormendo, primo piano e spazio all'aperto

L’ultima luna
la guarderemo insieme
quando il tempo avrà cessato di correre
e le nostre mani seppur nodose
si stringeranno in una morsa d’affetto.
I sorrisi delle rose
che avremo piantato nel nostro giardino
accompagneranno i passi silenziosi
sui viottoli che condurranno ad una vita
fatta di luce e stelle, d’infinito.
L’ultima luna
sorgerà in un giorno
ed in una notte si vestirà di diamanti
perché si possa vedere da ogni angolazione.
Ci culleremo stanchi
ma felici e appagati, liberi
nella grandiosità dell’universo.
Travolgendo i dolori
che un tempo ci avevano incatenato
a quella vita terrena che ci ha fatti
comunque sognare, nel vissuto, qualunque sia stato.
L’ultima luna
sorriderà dal suo attico celeste
spargerà grani di luce e corolle di stupore
per chi non voleva credere che si ritorna all’Amore.

@Patrizia Portoghese alias Pattyrose
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Uomo ascolta
il tempo non cessa
il suo battito, ma corre…

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Annie Lennox – Why

saracinesche

Gli occhi spenti
saracinesche nel cuore
lacrime come acqua.
Forgiato dal dolore
dissacrante il futuro
uomo che non accogli.
La sofferenza
senso unico non è
plausibile il riscontro.
Tardi per tornare indietro
nei rivoli asciugati
dall’intemperanza.
Uomo ascolta
il tempo non cessa
il suo battito, ma corre.
Corre e ti lascia
senza fiato.
Nell’illusione
di aver di nuovo amato
di amare ancora…
E’ l’ultimo capitolo
d’un libro senza età
un libro d’amore
il mio sogno, in te.
Spartiacque del desiderio
in me, costruito per noi.
E gli occhi non saranno
spenti, mai più.
Le saracinesche nel cuore
lasceranno il posto
alla luce d’un faro
che sempre illuminerà
il nostro diverso destino.

Edita in ‘Eclisse di cuore’

@Patrizia Portoghese alias Pattyrose
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Le più belle frasi di Pattyrose

Serenità

Chi vive con livore non sarà mai felice, tanto meno sereno.
La serenità cresce in chi la cerca e la trova, in un sorriso amico, in un affetto sincero, negli occhi di chi ti ama per davvero… ♥

(Pattyrose)

Sarà

Sarà

Sarà come l’acqua
che nasce dalla sorgente
puro come un diamante,
il nostro amore.

Nato in un attimo
sul tuo viso incollato al mio,
nel racconto di dolci baci
e d’intrecci audaci.

Di piccole lacrime
scese di nascosto da occhi in fiamme
e dentro solo anime non più dolenti.

Sarà che brucio e annego
nel tuo sguardo buono e cheto
nella tranquillità di un approdo
certo e sicuro di speranza.

Sono fatti e parole d’amore
in quel ‘sarà’ che brilla come il sole.

@Patrizia Portoghese alias Pattyrose
Tutti i diritti riservati

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iside

Scocca l’ora della fantasia
leggere e verseggiare
avviene tutto in armonia.

E’ tarda notte seppur
tra le braccia di Morfeo
ti vorresti accoccolare.

Sogni e inventi un altro mondo
mentre la realtà si tinge d’avorio
e le colonne del Tempio
si vanno a colorare.

Ombre annaspano nel controluce
vestali marmoree di bianchi veli
sinuose sagome ornate.

Tra leggenda e storia
a sbirciare degli amplessi la magia
e tutto s’irrora tra voluttuosi ritmi
ché l’intensa sintonia
non finisca con l’aurora.

Nel tempio di Iside sacro edificio
dove splende nei fasti
e si mescola al profano il divino.

Nei secoli di mistiche atmosfere
tra lune egizie
la femminilità irrompe.

Metamorfosi d’una cultura
mai rimasta immobile
c’ancor oggi desta stupore.

@Patrizia Portoghese alias Pattyrose
Tutti i diritti riservati

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William Butler Yeats (Dublino, 13 giugno 1865 – Roquebrune-Cap-Martin, 28 gennaio 1939)

William Butler Yeats (Dublino13 giugno 1865 – Roquebrune-Cap-Martin28 gennaio 1939) è stato un poetadrammaturgoscrittore e misticoirlandese.

Spesso indicato come W. B. Yeats, fu anche senatore dello Stato Libero d’Irlanda negli anni venti.

È nato a Dublino nel 1865, primo figlio del pittore John Butler Yeats e di Susan Pollexfen. Quando William ha due anni, per permettere al padre John di proseguire la sua carriera di artista, la famiglia si sposta da Sandymount, nella contea di Dublino, alla contea di Sligo e poi a Londra. I figli di Yeats vengono educati in casa e la madre, nostalgica di Sligo, gli racconta le storie e le fiabe della loro contea di origine.

Nel 1877, a Londra, William entra nella Scuola Godolphin che frequenta per quattro anni. È qui che nasce il suo nazionalismo. Continua la sua educazione alla Erasmus Smith High School a Dublino. L’atelier di suo padre non è tanto distante e William vi passa molto tempo frequentando diversi artisti e scrittori della città. Durante questo periodo comincia a scrivere poemi. Nel 1885 le sue prime poesie ed il saggio “Sir Samuel Ferguson” vengono pubblicati sulla rivista Dublin University Review. Dal 1884 al 1886 frequenta la Scuola Metropolitana d’Arte.

In questo periodo la poesia di Yeats è impregnata di miti e folclore irlandese. Percy Bysshe Shelley esercita su di lui una grande influenza e continuerà a farlo per tutta la vita.

Nel 1889, Yeats incontra Maud Gonne, una giovane ereditiera che aveva iniziato a consacrarsi al movimento nazionalista irlandese. Maud Gonne apprezza particolarmente i suoi poemi The Isle of Statues. Yeats concepisce un’infatuazione ossessiva per Maud. Due anni più tardi le propone di convivere ma lei rifiuta. In tutto le propone tre volte di stare insieme: nel 18991900 e 1901, ricevendo sempre un rifiuto. Invece Gonne sposa il nazionalista cattolico John MacBride nel 1903. Quello stesso anno Yeats soggiorna in America per un giro di conferenze e incontra Olivia Shakespeare con cui ha una relazione, durata un anno, seguita da un’amicizia duratura. Nell’ottobre del 1917, dopo un ennesimo rifiuto di Maud (e della figlia di lei Iseult), Yeats sposa la giovane Georgie Hyde-Lees.

Nel 1896 Yeats viene presentato a Lady Augusta Gregory dal loro amico comune Edward Martyn. Lady Gregory ospita Yeats nella tenuta di Coole Park presso Galway, incoraggia il suo nazionalismo e lo persuade a continuare a scrivere opere teatrali. Anche se influenzato dal simbolismo francese, Yeats si concentra su testi di ispirazione irlandese. Questa tendenza è rafforzata dall’emergere di una nuova generazione di autori irlandesi.

Statua di Yeats a SligoIrlanda.

Con Lady Gregory, Martyn ed altri scrittori tra cui J. M. SyngeSeán O’Casey, e Padraic Colum, Yeats fonda il movimento letterario Irish Literary Revival oCeltic Revival. Questo gruppo acquista una proprietà a Dublino dove il 27 dicembre 1904 apre l’Abbey Theatre. Nella serata inaugurale vanno in scena i drammiCathleen Ni Houlihan di Yeats e Spreading the News di Lady Gregory. Yeats si occupa di teatro fino alla sua morte sia come membro del comitato direttivo, sia come drammaturgo.

Yeats oscilla a lungo tra la Londra decadente del XIX secolo e l’Irlanda in piena ebollizione indipendentista. Le sue prime poesie si caratterizzano per l’uso marcato di simboli ripresi da diverse tradizioni: irlandese, kabalistica, cattolica, grecoromana. In seguito si focalizza sulla realtà storica e personale.

Yeats stringe rapporti di amicizia con molti letterati e artisti. È conosciuto e stimato da Oscar WildeJohn Millington SyngeJames JoyceThomas Stearns Eliot e Virginia Woolf. Per alcuni anni, intorno al 1913, Ezra Pound gli fa da segretario. Nel 1931 accoglie a Dublino il filosofo italiano Mario Manlio Rossi, che dedicò il libro Viaggio in Irlanda (1932) a questa sua prima visita dell’isola.

Nel 1923 riceve il Premio Nobel per la letteratura. Il comitato Nobel descrive la sua opera come «poesia sempre ispirata, la cui forma altamente artistica esprime lo spirito di una intera nazione».

Immagine

 

UN POETA ALLA DONNA AMATA

Ti porto con mani religiose
i libri dei miei sogni innumerevoli,
o bianca donna che la passione ha consumato
come la spiaggia bigia consuma la marea,
e con cuore più vecchio del corno
colmato dal pallido fuoco del tempo:
o bianca donna dei sogni innumerevoli,
ti porto le mie rime di passione.

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confine

Ed è polvere quel che saremo
saliti in cima alla vetta
puntando verso il cielo.

Senza fretta e incendiando
quei passi che alle spalle
d’orme in oblìo prendono forma.

Nessun crocevia e calpestando
una strada sola via accessibile
l’inizio e la fine ancora.

Sconfinato il coraggio
nel percorrere l’ignoto
noi che siamo e saremo
oltre ogni confine.

@Pattyrose
Tutti i diritti riservati

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Buon fine settimana cari amici !

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bUON FINE SETTIMANA

Un barlume di speranza nascosto
rimane nei meandri dell’anima,
senza non sopravvivi a questo lento logorìo.
D’un mondo che gira al rovescio
tra cataclismi e tragedie umane,
una frazione di tempo…
Per ritrovare a tutto un senso
affinché non ci lasci nello sgomento.
Cerchiamo uno spiraglio…
Per metterci un fiore
magari un sorriso
che non venga soffocato da un bavaglio.
Dipinto d’arcobaleno
spruzzato di colore
per rasserenare una terra
senza più amore.
Un barlume di speranza nascosto
rimane nei meandri dell’anima.
Non solo dei poeti
che da sempre ce l’hanno nel cuore.
Ma presente deve essere
anche nella gente…
Di tutta la gente
che a fatica vive nel presente.
Immantinente chiedo davvero
umilmente
date spazio all’amore
date spazio al sentimento
Con forza e sacrificio.
Leggete e leggete intensamente
…Quello che c’è di più bello
lo consiglio disinteressatamente.
Tra lacrime e sorrisi donati
tra versi gioiosi e misteriosi
tra cuori innamorati…

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Sami Modiani – Storia di un sopravvissuto

Sami Modiano

Sami Modiano, un ebreo deportato da Rodi nel luglio del ’44, insieme all’intera comunità di 2500 ebrei. Un viaggio, in realtà, iniziato ancor prima di quella data, quando a soli 8 anni, nel mezzo della terza elementare, fu convocato alla cattedra dal maestro che, a voce bassa e sguardo atterrato, comunica che <> dalla scuola e che la spiegazione gliela avrebbe data il padre…Per Sami, bambino ebreo di 8 anni, la scuola finì allora, alla terza elementare neanche compiuta.

Arriva poi il luglio dei suoi tredici anni e con tutta la comunità viene deportato dall’isola in battelli per il trasporto bestiame: 500 persone a battello, con lo spazio appena per stare seduti ed escrementi di animali dappertutto. Un odore pestilenziale in uno spazio ristretto e infuocato. Una settimana ci vorrà, ammassati sui battelli, per arrivare in Grecia. Da lì, poi, 3 settimane di viaggio verso la Polonia, al caldo di un agosto torrido, con 5 secchi di acqua in un vagone con 90 persone stipate dentro…3 settimane…3 settimane lunghissime, con una sola pausa a settimana, per gettare fuori i cadaveri e riempire i 5 secchi di acqua.

Poi l’arrivo a Birkenau, la separazione uomini/donne, Sami che riesce a rimanere col padre Giacobbe, ma che vede sua sorella Lucia, di appena 3 anni più grande, essere strappata dalle mani di un padre dilaniato dal dolore…Davanti a lui, racconta, un ufficiale tedesco, il cui nome non vuole nominare: muovendo l’indice a destra e sinistra, dopo una fugace occhiata al prigioniero, decide se quella persona è abile al lavoro o se deve “andare di là”, in quel “là” che Sami scoprirà più tardi essere le camere a gas…
Dei 2500 prigionieri deportati, fecero salvi 350 uomini e 250 donne: 1800-1850 prigionieri, in maggior parte bambini, furono immediatamente gassati…Amici di giochi, compagni, figli di amici, parenti, vicini di casa….tutti nelle camere a gas. Con un semplice movimento del dito.

Lui e il padre vengono collocati al Lager A, ma in baracche separate; Lucia al lager B. <> ha raccontato Sami <>. Poi…il marchio del numero: <>.

Prosegue il racconto, raccontando le enormi sofferenze, il freddo, l’umidità, i piedi gonfi, un solo pigiama addosso a -15 °C e lui, il giovane Sami, che ogni sera va alla baracca del papà, per parlare un po’ con lui. Fin quando gli dice che vuole rivedere sua sorella e il padre, silente, non lo trattiene. Sami andrà quindi a passeggiare più volte lungo il filo spinato che divideva il Lager A dal Lager B, nella speranza di rivedere Lucia. Al 4° giorno, un incrocio di sguardi, un qualcosa che scorre sotto pelle: allora ecco che mette a fuoco meglio, ma non crede, non ci crede..non può essere…uno scheletro di donna, con la testa rasata e un pigiama a righe alza un braccio in segno di saluto: Lucia, la sua Lucia che <> ora era uno scheletro vivente.
Sami si commuove…le mani tremano durante il racconto…Ricorda che andò dal padre a raccontare che Lucia era viva, ma che era sofferente. <>
Per 3, 4 giorni Sami incontra Lucia, ma poi una sera non si presentò più. La sua Lucia…

Passarono alcuni giorni ed una sera Giacobbe disse al figlio: <>. La voce di Sami si fa rotta e stentata. <> <> <>.

Arriva il gennaio del ’45. Intanto Sami pensa sempre più spesso a suicidarsi contro il filo spinato, ci proverà più volte, ma un qualcosa che lui non sa definire lo ha sempre trattenuto dall’allungare la mano.
I russi erano vicini e i tedeschi decidono di spostare i deportati di Birkenau ad Auschwitz: 3 km, sotto la neve, al freddo, in grave stato di deperimento. La marcia della morte.
Sami era uno scheletro, uno scheletro di 14 anni e mezzo. A stento fa 2 km, poi si accascia, mettendo il volto a terra e i palmi delle mani sulla nuca <>
Qui il racconto si fa ancora più intenso e la voce tremante.
<>.

Sami racconta con fiato spezzato, incredulo, attonito e tante volte ripete <>. Racconta che per anni queste domande lo hanno tormentato, fin quando non ha cominciato a girare per le scuole, a raccontare la sua storia, fin quando non ha capito che la risposta al PERCHE’ poteva essere : “PERCHE’ TU SAMI DOVEVI RACCONTARE”.

(Web)

Sami Modiano