Sui sentieri dell'anima... di Patrizia Portoghese

Non arrossire mentre guardi il tramonto
e le gote si tingono d’amaranto
la poesia è quella scia
tinta di bianco.
Pare che i sogni abbiano un colore
e le parole navigano sul vento
la poesia è quella nuvola
dipinta d’argento.
Gli occhi di rosa si riempiono ancora
e le mani si voltano in preghiera
la poesia è fatta di vita
stupisce nel mistero.
Non arrossire anima mia
è la coerenza che ti ha fatta vera
la poesia si è posata sul tuo petto
con te volerà dove ci sarà uno spazio perfetto
e quello spicchio di luna non artefatto.
La perfezione non è necessaria
il verso è un po’ bislacco
ma ne traduce il significato
lì dove scaturisce il senso dello scrivere
e nasce il fiordo di rime da contemplare.
Non arrossire mentre aspetti la notte
e gli occhi diventano color magnolia
la poesia è quella stella
che ti accompagnerà…
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2 agosto 1980. Sono le 10.25 del mattino quando una bomba esplode alla Stazione di Bologna provocando 85 morti e oltre 200 feriti, alcuni dei quali, gravissimi, porteranno i segni dell’attentato impressi sul loro corpo per tutta la vita. La Strage di Bologna è l’atto terroristico più grave dalla fine della seconda guerra mondiale, in Italia, ed è anche uno degli ultimi gravi atti della strategia della tensione in quelli che vennero definiti gli “Anni di piombo”.
Lancette ferme piangono
corrugate da un sole antico
e le ore segnate dal sangue
cantano le lacrime vissute.
Un due di agosto bolognese
tra ferro e binari uccisi
rantolano i sassi feriti
umiliati da mani assassine.
Tanto violenta la barbarie
tanto da non dimenticare
visi scuciti all’ombra
di un sole accecato dal male.
Lancette piegate versano
oltre le sponde d’un muro
ritorte non chiedono perdono
ma urlano pace alla terra.
Levigate all’ombra dei cipressi
anime chiare naviganti il cielo
nella speranza di sereni giorni
e nel ricordo di vite spezzate
fioriscono parole di conforto.
@Patrizia Portoghese
Avrei voluto esserti sposa all’infinito
vita d’amore che percuoti le coscienze
di chi credeva in te, nel per sempre.
Sono sposa della vita, ora e sempre
che dona a piene mani comunque sia
senza sottoscrivere parole
nella buona e cattiva sorte.
Chi tradisce il patto trova rifugio
forse nei suoi tradimenti e realizza
sogni già infranti e da dimenticare.
Saprò essere vita, saprò esserti amica
vita, vita mia, quanta tenerezza
in quei sorrisi amici, festanti.
In quell’abbraccio che soffoca
tutti i pianti crocifissi, dalla gioia.
Esserti vita, donna, in un bocciolo
schiuso da mani delicate, per te.
Non tradire mai la tua essenza
che si fa quercia nell’attimo dell’abbandono.
Sii viva, di vita vera, fino all’ultima goccia
di quel sangue risorto alla bellezza
di un’anima trasportata dal vento della saggezza.
Realizza i tuoi sogni e stupisci sempre
di questa meraviglia che sei, nell’esserti vita.
©Patrizia Portoghese

Sono nata il 20 di luglio sotto il segno del Cancro e questo dice molto della mia natura, del mio essere me stessa. Non ho mai pensato che fosse un caso il mio sentirmi vicina alla luna (in senso metaforico ovviamente) e neanche che oggi siano i 50 anni dall’allunaggio. Me lo ricordo bene quel giorno, avevo 8 anni ed era il mio compleanno. Non farò nessun resoconto di dolori, gioie e rimpianti perché ne avrei di cose da scrivere. Oggi voglio solo ‘stare in pace’. Ringrazio tutti voi che avrete un pensiero per me. Ringrazio i parenti, tutti gli amici e conoscenti. Un pensiero alla mia nuova famiglia di amici musicisti che ieri sera a mezzanotte hanno suonato e brindato con me. Senza retorica o falso buonismo vi voglio bene, a tutti voi!
https://www.facebook.com/Pattyrose61
Parole di cristallo
e infinite lune
a infrangersi contro il fuoco
d’una estate senza contorni
e che di sale tormentano il cuore.
Le vedi come brillano?
Lassù nel cielo
sono gocce d’anima
allacciate alla trasparenza dei versi,
che fragili sono, tanto fragili.
Non sono più
bambina o bruco di farfalla
ma spicco ancora voli di fantasia.
Legata ad un’età
che sempre più si fa gioconda,
alleno l’istinto alla sopravvivenza.
Chiare lune e soli di fuoco
nei prossimi tramonti
saranno simboli di vita,
sprone all’intento della vittoria.
Infinite lune
allacciate ai miei piedi
per farmi volare
al di là
di ogni possibile immaginazione.
[I giorni, i mesi e gli anni
sono come pioggia, come un treno.
Cadono e corrono veloci
mentre quella luce negli occhi
resta immortale]
© Patrizia Portoghese

Lo piangiamo tutti, era unico.
Scrittore, regista, attore e conduttore televisivo, aveva quasi 91 anni.
Arbore: “Era maestro delle cose belle”
“’La vita è vita‘ risponde prontamente il dottor Vittorio. ‘E non credere che la risposta sia banale. Significa che la cosa più importante è vivere‘.”

Camilleri, nato nel 1925 a Porto Empedocle, in provincia di Agrigento, raggiunse il successo soltanto in età già avanzata, a quasi 70 anni, dopo una lunga carriera di regista, sceneggiatore e funzionario della RAI. Per molto tempo infatti faticò a trovare un editore e un pubblico: per pubblicare il suo primo romanzo, il giallo Il corso delle cose, si rivolse a una casa editrice a pagamento, Lalli. Era il 1978 e mancavano ancora 20 anni alle decine di migliaia di copie vendute di La concessione del telefono, peraltro il primo libro a essere venduto dalla libreria online IBS, e alla “consacrazione” – come si dice in questi casi – di Camilleri. Poi pubblicò con alcune delle maggiori case editrici italiane, Mondadori e Rizzoli, anche se la maggior parte dei suoi libri è uscita per la casa editrice siciliana Sellerio, che in un certo senso “scoprì” Camilleri.
Era un autore incredibilmente prolifico: sono stati pubblicati più di cento libri a suo nome e anche in questi ultimi anni ha continuato a pubblicare più di un nuovo libro all’anno (sei in media), sempre arrivando in cima alle classifiche dei libri più venduti. Anche nelle ultime settimane Il cuoco dell’Alcyon, l’ultimo romanzo con protagonista il commissario Salvo Montalbano, uscito il 30 maggio, è stato nelle prime posizioni.
Il primo romanzo di Camilleri fu La forma dell’acqua, pubblicato nel 1994: il titolo fa riferimento alla montatura costruita attorno all’omicidio al centro del romanzo, paragonata a un recipiente che dà all’acqua la sua forma. Il nome di Montalbano invece è un omaggio allo scrittore catalano Manuel Vázquez Montalbán, autore della serie di romanzi dell’investigatore privato Pepe Carvalho, che come Montalbano è un appassionato di cucina. Il successo di Camilleri è strettamente legato a quello di Montalbano, che dal 1999 è associato all’attore Luca Zingaretti (fratello del segretario del Partito Democratico Nicola) che interpreta il commissario nella serie tv tratta dai romanzi di Camilleri, tuttora in produzione.
Andrea Camilleri, tra i più famosi e amati scrittori italiani degli ultimi vent’anni, celebre per la sua fortunatissima serie di gialli sull’ispettore Montalbano e per il suo stile che mescolava italiano e siciliano, è morto alle 8.20 di oggi a Roma, dopo essere stato ricoverato lo scorso 17 giugno all’ospedale Santo Spirito per un arresto cardiaco. Aveva 93 anni. La morte è stata comunicata «con profondo cordoglio» dalla Asl Roma 1, che ha spiegato che «le condizioni sempre critiche di questi giorni si sono aggravate nelle ultime ore compromettendo le funzioni vitali».
Camilleri era uno degli autori italiani di maggior successo commerciale, anche all’estero, principalmente grazie alla serie su Montalbano, ambientata in Sicilia e pubblicata da Sellerio. Dalla serie è stata tratta anche una serie televisiva di grandissimo successo, in onda da anni sulla Rai e con protagonista Luca Zingaretti. «Per volontà del Maestro e della famiglia le esequie saranno riservate. Verrà reso noto dove portare un ultimo omaggio», ha comunicato l’ospedale.
Per tutta la vita Camilleri è stato anche attivo in politica. Negli anni Quaranta, quando era ancora studente, si iscrisse al Partito Comunista e dopo essere diventato celebre come scrittore prese parte a moltissimi dibattiti politici, in particolare contro l’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e, più di recente, contro le politiche anti-immigrazione del ministro dell’Interno Matteo Salvini.
Già da qualche anno Camilleri era diventato cieco: lo aveva annunciato in una nota finale nel suo centesimo libro, il romanzo con Montalbano L’altro capo del filo, «scritto nella sopravvenuta cecità». Per portare a termine questo libro e quelli successivi, Camilleri si era affidato alla sua assistente Valentina Alferj, da lui definita «l’unica che sia in grado di scrivere in vigatese». In previsione della sua stessa morte Camilleri, ben tredici anni fa, aveva consegnato a Sellerio l’ultimo romanzo su Montalbano, con il finale della sua storia, chiedendo che fosse pubblicato solo dopo la sua morte. Nel 2017 aveva raccontato a Bianca Berlinguer durante una puntata di #Cartabianca:
Ho scritto la fine dieci anni fa… ho trovato la soluzione che mi piaceva e l’ho scritta di getto, non si sa mai se poi arriva l’Alzheimer. Ecco, temendo l’Alzheimer ho preferito scrivere subito il finale. La cosa che mi fa più sorridere è quando sento che il manoscritto è custodito nella cassaforte dell’editore… È semplicemente conservato in un cassetto (…) Montalbano non morirà. Nessuna autopsia. Ma non potrà sbucare da nessun’altra parte… Se ne andrà, sparirà ma senza morire.
“Mentre il rigore morale e l’onestà non sono contagiosi, l’assenza di etica e la corruzione lo sono, e possono moltiplicarsi esponenzialmente con straordinaria velocità.”

Flavia delle favole
unguento d’amore
a sgocciolare dal cielo,
ancora attaccata
a quel cordone ramoscello.
Dal grembo di tua madre
inizi il tuo cammino
piccolo angelo
che della terra
fai la tua casa.
Quegli occhi
che sanno di color fiaba
penetranti le corolle
di gerbere e gardenie.
Flavia delle favole
nell’afflato dell’universo
a raccontare la vita
in un giorno che mai sarà perso.
Vola come farfalla
che dei giardini fa il suo regno
e del cielo la cornice di un sogno.
Di velluto e organza
sei nata nella storia d’amore più bella.
(Alla mia nipotina Flavia, nata il 24 giugno 2019)
©Patrizia Portoghese
IL POETA
Sui sentieri dell'anima... di Patrizia Portoghese

Un Poeta che adoro. Uno dei più grandi del XX secolo. Leggerlo è una risorsa continua. I suoi versi traboccano d’amore per la donna. Non solo, la sua poesia abbraccia l’amore a livello universale. Ne traccia immagini bellissime dalla natura, dal sociale. Fino alla difesa dei diritti umani.
La sua poesia è semplice, fluente. Non ricca di terminologia particolare. E’ così che arriva direttamente al cuore di chi legge. Usa un verso libero che esprime con forza e delicatezza tutto ciò che c’è da dire. Si vola con la fantasia tra i suoi versi e sembra ci si possa immergere nei passi più caldi e determinati, dolci e passionali.
Ha ricevuto il Premio Nobel per la letteratura nel 1971. Nato a Parral-Cile il 12 luglio 1904 e morto a Santiago del Cile il 23 settembre 1973, poco dopo il golpe di Pinochet.
Difficile scegliere tra le sue liriche… Troppo belle…
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Il Bacio
Lungo e imperante
specchio di un’atavica fedeltà
primitiva estasi di labbra.
Il bacio un sorso di passione
leggerezza e profondità
nelle bocche silenziose
che si protendono nell’infinito.
Silenzioso urla nel diletto
peregrino nel perpetuo scorrere
del piacere nell’abbraccio
caldo e sensoriale.
Ed è estasi nel prolungamento dei sensi
abbarbicati al profumo che tesse
come un ragno la tela.
Mentre la febbre d’amore prevale
e scolpisce un attimo d’eternità.
Buon mese di Luglio…
Sui sentieri dell'anima... di Patrizia Portoghese

Sono nata di luglio
il mese dove alberga il sole
e dove la luna ha il suo giaciglio.
Declino ogni promessa
perchè ogni mio sogno si avveri
incurante dello sciamare della sabbia.
In quella clessidra
che girata al contrario riflette
un soffio d’aria che non vuol scendere.
Nell’ ancora della vita
gettata al largo di un nuovo orizzonte,
si sublima la tavolozza di colori, nelle sfumature
e strugge il desiderio nello stillicidio di certe speranze.
Nel giorno del mio compleanno 20 luglio 1961…
@Patrizia Portoghese alias Pattyrose
Tutti i diritti riservati
Auguri Mamma…
Sui sentieri dell'anima... di Patrizia Portoghese

Auguri mamma, oggi sarebbe stato il tuo compleanno… Mi sei nel cuore ❤
Ho bisogno di nuova forza
per superare l’ennesimo dolore
e non servono lacrime,
solo veli di seta
per accarezzarti il cuore.
Stringerò le tue mani
perchè il legame non s’interrompa
e non si spezzino gli argini
d’un indelebile sentimento.
La lontananza è stato un errore
dettato dall’umana condizione
di spine conficcate senza una ragione
di esseri che hanno creato l’occasione.
Un’altra madre me l’aveva sussurrato
i genitori sono quelli che la vita…
Sì la vita!Ti hanno donato.
Perdona e sarai perdonato.
In un abbraccio di sofferenza
ora custodisco il nostro amore
perché voli ora e sempre
più in alto di mille soli.
Mamma, non sarà qui che continuerà
il nostro viaggio,
ci sarà un posto altrove che tutti dicono migliore
ed è proprio lì che atterrerà un nuovo aquilone.
@Patrizia Portoghese
All’insegna della poesia, della condivisione e della solidarietà.
Il premio ancor più gradito, forse perché partecipo poco ai concorsi e partecipo soprattutto a quelli che hanno un fine benefico. In questo caso con il Concorso Nazionale PIT STOP ho aiutato la campagna per la sensibilizzazione alla sicurezza stradale e per scuotere le coscienze delle Istituzioni di fronte alle tragedie delle morti causate da una manutenzione inesistente delle strade. Dedicato alle vittime degli incidenti stradali.
La poesia meritevole del 3° premio poesia a tema libero è questa… Scritta in un momento complicato della mia vita e quella di mio figlio.

Come neve al sole
brucia questa primavera
di sale e sangue.
Inalterati i ricordi
che di cristallo sono forgiati
nella memoria di madre.
Nessun orpello
a far da tramite
tra quello che stato ed è
e forse non sarà.
E’ solo una canzone disperata,
una pioggia che non finisce,
una lacrima che non vuol scendere.
Non sarò mai lontana
che l’amore è come la vita
un dono da non disperdere
una condanna a non morire.
Mi chiamerai un giorno
e ci sarò a coprirti
con una coperta di stelle
che si accenderanno per te
ancora una volta
al suono della più bella ninna-nanna.
Come neve al sole
questo amore così speciale
non si scioglierà, mai.
©Patrizia Portoghese

Con il vice presidente dell’Associazione Culturale ‘IL FARO’
Renato Fedi


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