Aldo Moro

Crudele il complotto di serpenti velenosi
attorcigliati alle caviglie della vittima
consapevoli che muteranno dell’Italia la storia.

Brandelli di verità occultati dalle pietre
scagliati lontano perché nessuno possa trovarli
e si contano i minuti prima che avvenga l’orrore
mentre si sgrana un rosario celato tra dita indegne.

Crocifisso ad un alba qualsiasi colorata di sangue
nelle stimmate di pensieri sciolte sulle mani
quelle mani che avevano scritto lettere giuste.

Lettere giunte ai posteri, per ricordare il vero
ma non è bastato a far calare l’attenzione su chi
di certi misfatti aveva il segno, sulle spalle…
Tatuaggi invisibili allacciati all’inganno mentale.

E siamo qui a narrare di un paese, il nostro…
Doveva essere diverso, svegliarsi la mattina, nel sole
anche con la pioggia, a guardare in faccia l’onestà.

Lavorare d’impegno per costruire un solido futuro
abbracciare i figli, quei figli che oggi invece
nella delusione e nello scoramento volano via
come i nonni e i padri ora con loro mettono i sogni
in una valigia e ripartono per terre diverse…

In Sua memoria e per tutti quelli che hanno dato la vita
per difendere i diritti che appartengono a tutti
si sono sacrificati in nome di cosa, se questa… E’ la storia.

Mani che accarezzano una corona d’alloro, semplice, giusto.
Ci vuole di più! Nelle intenzioni si deve palpare il cuore!
Nel sacrificio troppo grande, aiutato da chi i giochi
ben conosceva e che ora giace in un’altra dimensione,
sta tutta la nostra prostrazione mentre giustizia… E’ quasi fatta.

Il tempo assume l’aspetto di ciò che vogliamo credere
mostriamo come è vero che questi innocenti ora sono corolle di fiori
senza indugi, portiamo loro sempre rispetto, gratitudine e verità.

©Patrizia Portoghese alias Pattyrose
Tutti i diritti riservati

Ferdinando Imposimato

Alla presentazione del libro ‘I 55 giorni che hanno cambiato l’Italia’, dove ho avuto l’onore di scambiare due parole con il Giudice Imposimato ed avere la sua dedica இܓ

3 Comments on “Verità occultate (Ad Aldo Moro e a tutte le vittime del terrorismo)

  1. Aldo Moro era cugino di Donato Moro, a sua volta cugino di mio padre. Io l’ho conosciuto nella sua veste di Presidente del Consiglio nel 1963 o 1964 (non ricordo più) nel corso di una sua visita ad Aosta e da allora, anche per questo lontano legame di parentela, si era instaurato un buon rapporto che mi era anche tornato utile alcuni anni dopo (non per raccomandazioni ma per un’intervento a fin di bene e di giustizia).
    Ho apprezzato quello che hai scritto e ti ringrazio.
    Un abbraccio
    Armando

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