Renato Fedi

Si è svolta a Roma, in un clima di poesia e condivisione, la presentazione dell’ultima silloge del Poeta Renato Fedi.
La raccolta è edita dall’Ass.Cult. I rumori dell’anima, della quale mi pregio di essere socia onoraria.
Renato, che considero mio Maestro di poesia, mi ha chiesto di scrivere la prefazione, cosa che umilmente ho fatto.

Prefazione

Un caleidoscopio nel quale guardare ed inebriarsi di vita, di riflessioni di vita. Questo è il libro di Renato Fedi ’Le orme del tempo’, del quale mi onoro di scrivere umilmente la prefazione. Ho conosciuto Renato qualche anno fa su un sito, specializzato nella pubblicazione di poesie. Lui era un redattore e capii immediatamente con chi avevo a che fare. Un uomo d’altri tempi, un poeta nato, un uomo di spessore culturale e umano. Poco tempo dopo ci siamo conosciuti realmente in un evento di letteratura e ho avuto conferma di quello che percepivo a distanza.
Renato inizia a scrivere praticamente da bambino, tant’è che la sorpresa è grande leggendo le sue liriche risalenti agli anni ’60 e ’70. Molte delle sue opere sono orientate all’ambientazione sociale, ruotano intorno al vissuto suo e di quello che c’è e c’è stato intorno. Ama spaziare tra la metrica e il verso sciolto, così come ama innovare i versi costruendo strofe a formare ‘scale’ perfette di assoluta poesia. Quest’ ultima forma, da me molto amata, tanto che grazie a lui ho iniziato a scriverne.
L’overture di questa raccolta è già di per se una poesia ‘Verso il lato a scendere delle cose’

“Furono i cortei a dare speranza
Ad una maturità da conquistare,
giunse e regalò una compagna
e un figlio per riempire i giorni”

Ecco, qui Renato, in questi soli cinque versi ha racchiuso le tappe della sua vita, incredibile, diadema incastonato in questa lirica che a mio avviso è una lezione di poesia e andrebbe letta e divulgata nelle scuole.

Le riflessioni del poeta continuano e trasportano in mille situazioni diverse e policrome, si passa dal sociale, alla vita vissuta, dalla canzone d’amore all’inno introspettivo.

“Sono vivo nel palpito della luce
Respirando l’aria a polmoni aperti,
con gli occhi che godono del mondo,
ma poi sarà, perché di sicuro sarà,
e dalle spalle mi uscirà il silenzio
che adesso sta immobile in attesa.”

Riflessione e speranza, in quel silenzio che non è assoluto, ma è un frastuono della coscienza collettiva, non solo esclusiva del poeta che la fa sua. Perché sarà, questo il titolo della lirica, è una delle mie preferite.

A volte scorgo nei suoi versi, soprattutto nelle poesie d’amore e nei canti, influenze nerudiane, so quanto Renato ami Pablo Neruda, quanto lo ami, molto prima di me. Passionali e accorate, sensuali ninne nanne come ‘Oltre quel limite’ e ‘Nel sogno la carne si accende’

“E’ un passo di danza
Che si muove aggraziato
Il dondolio appena accennato
Dei tuoi seni ora che ti fai vicina.”

Renato ha pensato bene di suddividere questa raccolta in tre sezioni e come appunto sottolineavo, quella relativa ai canti si apre in tutto lo stupore per la sua straordinaria creatività. Non oso addentrarmi nella concezione dello stupore stesso, non essendo una critica letteraria, ma soltanto una lettrice attenta soprattutto a quello che l’animo del poeta vuole trasferirci in termini poetici.

Rileggendo la prefazione di ‘Pazzo io’, l’ultima pubblicazione di Renato Fedi, prima di questa, libro che conservo gelosamente, sono scossa da un brivido. Ho imparato da Raimondo Venturiello l’umiltà nel valutare e la concretezza dell’essere. Così come ho imparato da Renato Fedi, l’amore per la poesia rivolta agli altri e poi a noi stessi. Anche se da noi nascono le emozioni, sappiamo che possiamo donarle e che siamo liberi di farlo.
Concludo con una poesia breve, facente parte dell’ultima sezione del libro, dove Renato regala piccole e brevi liriche, piccoli flash che racchiudono tutto ciò che ho appena enunciato. Non è semplice riportare grandi emozioni o riflessioni di peso in pochissimi versi, non lo è. Ci vuole un finissimo e acuto sentimento per farlo. Pillole di saggezza, le chiamo io, quelle di Renato…

Pillole
Due o tre parole
Gettate lì come pillole
Mentre la testa
Cerca un suo confine
Per affrancare il corpo
Dall’addio.

Renato Fedi è un Poeta, un Poeta vero e i poeti veri, sono umili nella loro grandezza, scrivono e scrivono, raccontano e bacchettano… Renato può. Leggetelo sempre, le sue emozioni saranno le vostre, così come saranno sempre le mie… Quanto ho da imparare… Grazie Poeta.

Patrizia Portoghese

Renato Fedi

Il Maestro con le allieve, in un momento di allegra condivisione, subito dopo la presentazione!

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