
Un piccolo gioiello da custodire gelosamente per le generazioni presenti ma soprattutto per quelle future. Un film che andrebbe proiettato in tutte le scuole medie e superiori.
Un film con una leggerezza poetica unica, forse da paragonare alla Vita è bella. Non sono una critica cinematografica, ci mancherebbe.
Il film arriva al cuore e questo mi basta. Il bianco e nero che sottolinea perfettamente l’epoca e il dramma di quell’epoca, nonostante la guerra fosse finita, la violenza che grazie all’abilità della regista s’immagina e quasi non si vede… Il messaggio forte e universale del finale inaspettato. Lei (la protagonista) forse continuerà ad essere maltrattata, ma un grande passo è stato fatto.
Dimenticavo la bellissima scelta delle canzoni per la colonna sonora ad iniziare da uno dei miei cantautori preferiti, Fabio Concato, per finire con il grande Daniele Silvestri.
Ho scritto di getto.
Per i pochi che non sono andati, correte a vederlo.
P.P.

L’efferato femminicidio di Giulia è la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Il patriarcato è esistito, esiste e esisterà sempre, fino a quando i maschi non saranno definitivamente educati al rispetto dell’altra.
Sono nata nel 1961 ed ho vissuto come molte di noi le imposizioni di un padre che a sua volta era vissuto in una famiglia fortemente patriarcale.
Mia madre si sposò nel 1959, dopo appena nove mesi di conoscenza (allora consuetudine diffusa) e aveva appena iniziato a lavorare, un bel lavoro. Consegnò, felice, le bomboniere, nel suo ambito lavorativo e il giorno dopo la licenziarono.
Restò così relegata nella famiglia e non ebbe più possibilità di cercare un altro lavoro. Ha fatto la mamma e la moglie, con tutti i limiti di una donna con le ali tarpate. Poi c’è la mia storia e qui anche c’è da raccontare, forse lo farò. Io alla fine ho messo le ali, questo si.
Ciao Mamma ![]()
P.P.



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